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TOMTOMROCK INTERVISTA I GETRIEBE ANALOGIQUE

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Un gruppo nuovo e fuori dagli schemi

di Federico Strata

Li abbiamo conosciuti per caso, a fine gennaio, in un piccolo locale genovese dove hanno aperto un concerto dei Krisma (per i quali cfr. http://www.tomtomrock.it/articoli/285-al-ristorante-cinese-con-i-c.html). I Getriebe Analogique hanno subito suscitato la nostra curiosità, soprattutto per l’insolita formazione del gruppo: programmatore, voce e basso elettrico.
Dopo averli ascoltati, ci siamo stupiti ancora di più scoprendo che il trio era nato da pochissimo tempo e si trovava alla sua prima esecuzione ufficiale dal vivo. Davvero niente male come esordio! Dovevamo assolutamente conoscerli ed intervistarli. Detto e fatto, siamo andati a scovarli proprio nella loro tana: il 261 Club, storico locale di Genova dove di giorno il gruppo si riunisce per le prove e alla sera organizza dj set e concerti.
“Siamo riusciti a rivoluzionare questo locale. Guardate che palco grande e ben attrezzato, in un ambiente così piccolo!”, esclama soddisfatto Stefano, il cantante, mentre ci fa accomodare e ci offre una birra.
Stefano “Tot EnTanz” Rassu ha 25 anni e, oltre a dare la voce al gruppo, è anche l’autore dei testi. Abita a Genova da pochi anni e dal 2006 lavora in tutta Europa come disc jockey underground ed organizzatore di eventi musicali, con più di trecento eventi al suo attivo. Colleziona CD, vantando una raccolta di quasi 7000 compact disc originali.

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Alessio “Dharma” Espero, classe 1976, è programmatore e tastierista, ma ha un passato da bassista in un gruppo crossover/nu metal, dove suonava già negli anni ’90. Dal 2008 è attivo anche lui come disc jockey underground ed esegue live set a quattro mani col collega Tot En Tanz. Negli ultimi anni si è avvicinato da totale autodidatta ai principali software per la composizione elettronica e al sequencing, coi quali crea tracce sia come Getriebe Analogique che per i suoi mixaggi live.

alessio

Giacomo “J-GST” Gastaldi, il bassista, ha 22 anni ed è il più giovane del terzetto, ma ha già alle spalle una formazione musicale, sia teorica che pratica, davvero invidiabile. Ha iniziato a fare il bassista a soli quindici anni, suonando in diverse formazioni dei generi più disparati. Attualmente fa parte, fra l’altro, di un gruppo Death Metal, i Synodik. Ha frequentato vari workshop e scuole di musica e dal 2010 è iscritto alla scuola di jazz del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova.

giacomo

È davvero un piacere conversare con questi tre ragazzi. Provenendo da ambienti così diversi ed avendo alle spalle esperienze piuttosto eterogenee, hanno maturato una cultura musicale sorprendentemente vasta e completa, per cui ti ritrovi senza batter ciglio a parlare con loro di Stockhausen come di Elio e le Storie Tese, passando per i Bauhaus…
Dopo l’intervista, che trascriviamo qui sotto, ci fanno omaggio del loro primo mini EP: un’anticipazione dell’album che uscirà nella primavera del 2014. Il titolo è “Lies in circle” e contiene tre tracce: “Circle of lies”, “Limitless” e “Brucia Europa brucia”. I primi due brani sono originali, il terzo è una cover dei Pankow, gruppo industrial italiano nato alla fine degli anni settanta e tuttora attivo.
Non vogliamo proporvi una recensione, semplicemente perché potete farvi da soli un’idea in merito, ascoltando in streaming le tracce a questo indirizzo:
http://getriebeanalogique.bandcamp.com/album/lies-in-circle-mini-ep
Lasciateci soltanto dire che se l’obiettivo principale dei Getriebe Analogique è la versatilità, allora ci sembra che lo stiano centrando in pieno. L’elettronica è in grado di spostarsi abilmente da ritmi ossessivi e suoni disturbanti tipici dell’industral a sonorità più rilassanti e cristalline, dal sapore new wave. Anche la voce, calda e potente, passa con naturalezza dallo stile urlato e cavernoso della durissima cover dei Pankow, ai toni più morbidi, talvolta sussurrati, degli altri pezzi. Il basso è l’elemento che caratterizza maggiormente il gruppo, distinguendolo da una semplice formazione electro, ma non per questo ne viene fatto un uso ostentato. Non troviamo mai, infatti, assoli o altri particolari virtuosismi, ma delle sobrie linee di accompagnamento che si fondono molto bene coi suoni sintetici, a tal punto da diventarne talvolta indistinguibili. Forse ci saremmo aspettati una presenza un pochino più marcata di questo strumento, ma c’è anche da dire che i Getriebe Analogique si propongono principalmente come gruppo live. E vi garantiamo che dal vivo sono davvero tutta un’altra cosa.

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INTERVISTA
TomTomRock: Come e quando nascono i Getriebe Analogique?
Stefano: Siamo nati da pochissimo. Abbiamo registrato il nostro primo pezzo, una cover di “Bela Lugosi’s dead” dei Bauhaus, tra settembre ed ottobre 2013. L’idea dei Getriebe Analogique è frutto della nostra esperienza come dj undeground. Da un anno Alessio ed io portiamo avanti il progetto “Negative”, un live set a quattro mani dove le tracce composte da Alessio vengono mixate ai brani più disparati, dai Duran Duran ai Prodigy. Giacomo ha iniziato a seguirci come spettatore, poi a febbraio 2013 è spuntata l’idea nuova: mettersi insieme per creare un gruppo estremamente versatile e con forti capacità di improvvisazione, capace di unire la live electronic alla musica dal vivo vera e propria.
TomTomRock: Perché avete scelto questo nome?
Getriebe Analogique: Anzitutto perché suona bene… Non trovate? E poi perché queste due parole, prese in prestito da lingue diverse, rappresentano in modo efficace il dualismo uomo-macchina che ci caratterizza.
“Getriebe” è un termine tedesco che significa meccanismo, ingranaggio, e vuole simboleggiare la nostra componente elettronica, mentre la parola francese “analogique” è un richiamo alla parte analogica che le fa da contraltare, costituita da voce e basso elettrico.
TomTomRock: Elettronica, voce e basso elettrico: una formazione insolita, non è vero?
Getriebe Analogique: Sì, si tratta di un qualcosa di originale, che non nasce come imitazione di uno specifico modello. Senza falsa modestia, possiamo dire che in tutta Genova nessuno possiede un sound come il nostro e anche altrove è difficile ascoltarlo. Un po’ più facili da trovare sono formazioni simili ma con la chitarra elettrica al posto del basso.
TomTomRock: Come definireste il vostro genere?
Getriebe Analogique: Uno dei nostri punti di forza è la versatilità, per questo è davvero difficile inquadrarci in un singolo genere. Possiamo tuttavia dire che le definizioni più appropriate sono industrial ed electro-wave.
TomTomRock: Quali sono gli artisti a cui vi ispirate o comunque dai quali vi sentite maggiormente influenzati?
Getriebe Analogique: I primi nomi che ci vengono in mente, senza pensarci troppo, sono: Bauhaus, Kraftwerk, Franco Battiato… Però cerchiamo di ispirarci ad un ventaglio di artisti il più ampio possibile, facendo tesoro delle nostre esperienze in band di generi diversi. Non ragioniamo a compartimenti stagni, ma ci proponiamo di trarre spunto un po’ da tutte le realtà in cui siamo immersi.
TomTomRock: Come nascono i vostri brani inediti?
Getriebe Analogique: In linea di principio, ciascuno si occupa della parte che dovrà interpretare: Stefano scrive i testi, Alessio crea le sequenze al computer e Giacomo compone le linee di basso. È ovvio, però, che per preparare un pezzo dobbiamo interagire parecchio, affinché tutto si amalgami bene.
La nostra inusuale formazione, fra l’altro, ci impone di utilizzare alcuni particolari accorgimenti. Ad esempio, nell’elettronica cerchiamo sempre di non dare mai troppa enfasi alle basse frequenze, per non rischiare di coprire il suono del basso.
TomTomRock: C’è un messaggio ricorrente nei vostri testi, o per voi la musica è finalizzata soltanto al piacere dell’ascolto?
Stefano: I testi che scrivo risentono della mia esperienza nell’ambiente dark di Torino, città dove ho vissuto per anni prima di trasferirmi a Genova. Le mie relazioni con quel mondo, che purtroppo già da tempo è stato contaminato dal metal, sono ormai finite e adesso mi diverto un po’ a reinterpretare in chiave ironica il clima di tristezza che lo caratterizza. Per questo non sono mancate anche le critiche.
Una cosa è sicura: non vogliamo trasmettere un messaggio politico. Ciascuno di noi ha le proprie idee personali, ma questo non va ad influire la nostra produzione musicale. Abbiamo scelto di incidere una cover di “Brucia Europa Brucia” degli anarchicissimi Pankow, semplicemente perché amiamo le loro canzoni e riteniamo che questa band non abbia riscosso il successo che avrebbe meritato.
TomTomRock: Avete fatto anche cover di altri artisti: è un’attività che intendete proseguire, oppure si tratta soltanto di una palestra preparatoria nell’ottica di una futura produzione esclusiva di brani originali?
Getriebe Analogique: Non intendiamo abbandonare del tutto le cover ed i remix, il cui scopo principale è quello di far divertire noi stessi e stupire chi ci ascolta. In futuro, però, vorremmo concentrarci sempre di più sulle nostre produzioni, nella misura di almeno quattro o cinque brani originali ogni cover.
TomTomRock: Che progetti avete per il 2014?
Getriebe Analogique: Il nostro primo obiettivo è quello di arrivare ad un sound che sia sempre più nostro ed originale. Vogliamo promuoverci e farci conoscere il più possibile tramite tutti i canali a disposizione: web, radio e ovviamente live. Quest’anno abbiamo in programma parecchi concerti, soprattutto nelle grandi città del Nord Italia, ma anche all’estero. Abbiamo già una data in Polonia ed una a Los Angeles. Collaboreremo con molti gruppi sia nazionali che europei, fra cui i tedeschi No more.
E poi in primavera uscirà il nostro primo album, che presenteremo ufficialmente proprio qui, al 261 Club, il 24 aprile, con una serata dal vivo.
Non possiamo ancora rivelare il titolo dell’album, ma vogliamo anticiparvi una chicca: faremo un pezzo assieme a Johnson Righeira!

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Getriebe Analogique – Bela Lugosi’s Dead

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