Chrysta Bell - Feels Like Love

Intervista: Chrysta Bell – Feels Like Love

Feels Like Love: La piena fioritura di una Rosa Blu.

Chrysta Bell - Feels Like Love

Nel suo quarto album in sala di registrazione Chrysta Bell ha esplorato nuovi territori, spostandosi da un dream pop etereo verso una rivisitazione moderna di punk, new wave e rock psichedelico. Il suo nuovo disco Feels Like Love uscirà il 5 aprile, mentre il tour europeo verrà inaugurato a Varese il 28 marzo presso le Cantine Coopuf. Un’opportunità per i suoi fan italiani di apprezzarne l’evoluzione artistica.

C’è indubbiamente qualcosa di nuovo nell’aria. Secondo me, Feels Like Love rappresenta una pietra miliare destinata ad affermare Chrysta Bell come autrice di canzoni e interprete poliedrica a livello planetario. Ha raggiunto la piena maturità grazie ad un approccio più coraggioso alla musica, in una perfetta combinazione tra la sua performance e i contributi dei musicisti.

Feels Like Love disco dell’indipendenza per Chrysta Bell

Dagli assolo di chitarra in Tonight We Rise al romantico pop noir di Time Never Dies, Chrysta Bell ha finalmente trovato la sua indipendenza. Queste canzoni sono diverse dalle sue precedenti collaborazioni con il regista David Lynch in This Train, un album dove le tipiche ossessioni lynchiane – dimensioni spazio-temporali, sogno, meditazione trascendentale ed elettricità – risultavano dominanti.

 

Brani del nuovo album come 52 Hz non devono niente a nessuno. Sono l’espressione di una personalità matura. 52 Hz è dedicata alla balena più solitaria del mondo perché canta ad una frequenza che nessun altro è in grado di captare. Potrebbe sembrare una canzone ambientalista simile ad American Whale di Lou Reed, ma non lo è. È qualcosa di più misterioso. L’atmosfera diventa ancora più strana con Blue Rose dove l’influenza del mentore Lynch si fonde perfettamente con la sensibilità di Chrysta Bell. Una rosa blu non può esistere in natura. Non è qualcosa di naturale. Nella mitologia tibetana le si dà il nome di “tulpa”, un oggetto che può essere visualizzato solo tramite la meditazione.    

Chrysta Bell attrice

Non è un caso allora che, in veste di attrice, Chrysta Bell interpreti il ruolo dell’agente FBI Tamara Preston nella terza serie Twin Peaks: The Return. Fa parte del Blue Rose team, una task force segreta incaricata di svolgere indagini sui fenomeni paranormali: eventi che nella normalità vengono catalogati come innaturali, allo stesso modo in cui si suppone che in teoria le rose blu non esistano in natura. Tammy Preston ha il compito di studiare i casi anomali e fare domande indiscrete a Twin Peaks, un posto al quale si sente attratta come ad un magnete. Un posto dal quale “puoi andartene ogni volta che vuoi / ma che non puoi mai veramente lasciare”, come nella canzone degli Eagles.    

L’intervista

Chrysta Bell, innanzitutto lasciami dire che considero Feels Like Love niente di meno che un capolavoro nel suo genere. Nel passato hai paragonato la composizione musicale all’inseguimento di un animale selvaggio. Pensi che l’animale selvaggio sia stato domato con questo tuo nuovo album?

Adoro questa tua domanda e mi gratifica il tuo commento sul disco. Sono davvero orgogliosa di questa musica. Attenendomi alla tua similitudine non penso che l’animale selvaggio sia stato addomesticato, quanto piuttosto che mi sia stato offerto il dono di essere testimone in intimità della sua vera natura, in modo da poterla capire più profondamente, da poterla apprezzare e potermi meravigliare della complessità e della grazia di questa creatura.

Non sono un musicista e potrei aver omesso delle informazioni riguardanti il sound del disco nell’introduzione. Vorresti aggiungere qualcosa riguardo l’aspetto musicale?

La nuova musica è più terrestre rispetto alle qualità astrali dei dischi precedenti. Sono ancora canzoni sognanti, ma il sogno è più viscerale. C’è un’esplorazione di altri generi musicali come non avevo mai fatto prima d’ora: post punk, new wave, persino la disco. Ci inoltriamo in territori che si potrebbero addirittura definire psichedelici. Per me è un nuovo mondo ma grazie al cielo o forse a qualche miracolo la transizione è stata priva di traumi.

Chrysta Bell - Feels Like Love

In Italia ci inorgoglisce il fatto che il 28 settembre 2014 David Lynch scelse il Lucca Film Festival per annunciare la nuova serie di Twin Peaks. Tu inaugurerai il tuo tour europeo a Varese. Esiste una speciale connessione tra te e l’Italia?

Mi piace pensare che sia così. Ma naturalmente è possibile che tutto ciò esista solo nella mia testa! Sento davvero che c’è una storia d’amore tra me e la cultura italiana. L’Italia è il paese in cui ho fatto più concerti in assoluto dalla pubblicazione del mio primo album con David nel 2011, This Train. La natura della sensibilità italiana sembra far breccia nel mio cuore e nella mia musica, ed è un sentimento pienamente corrisposto. Penso che la mia band mangi al meglio, sia trattata nel migliore dei modi e sia apprezzata più in Italia che in qualsiasi altro paese. Amo i luoghi dove suoniamo e il rapporto con il pubblico. Le nostre performance in Italia sono ormai ripetutamente tra le più soddisfacenti in assoluto sia dal punto di vista artistico che spirituale. E allora sì, io sento una connessione con l’Italia. It Feels Like Love

In “Twin Peaks The Final Dossier”, libro scritto dal coautore della serie TV Mark Frost, il tuo personaggio Tammy Preston si domanda: “per individuare le radici profonde dell’infelicità umana e del male, dobbiamo forse trovarle prima in noi stessi?”. Per ben inquadrare la situazione lei si ritrova quindi a dover espandere il suo sistema di riferimento. L’atteggiamento di Tammy è qualcosa con cui tu ti identifichi nella tua filosofia di vita?

Ho imparato molto da Tammy e le sue intuizioni hanno influenzato la mia vita. Lei si relaziona alla vita da una prospettiva più scientifica ed accademica, anche quando la materia su cui sta indagando è di natura più filosofica, paranormale ed eterea. Lei è alla ricerca di risposte, io aspiro all’accettazione e alla crescita. Penso senz’altro che sia importante andare il più a fondo possibile nella propria interiorità ma personalmente dal punto di vista artistico e umano ricercare l’infelicità e il male dentro di me non è necessario per trovare empatia. Questi aspetti potrebbero non far parte del mio karma tanto da doverne fare esperienza ora.

 

La vera accettazione di ciò che scopro nelle mie esplorazioni interiori è qualcosa di veramente potente per me. Come lo è utilizzare questa conoscenza e questa consapevolezza interiore per espandersi e crescere verso la destinazione ultima dell’Illuminazione, non importa quanto lontana essa sia. La mia ricerca consiste nell’amare e accettare la mia natura così come essa si rivela, senza volerla giudicare. Lo strumento che uso è la Meditazione Trascendentale.

Ci sono alcuni grandi artisti che ti hanno influenzato? Non so perché, non riuscivo a fare a meno di pensare a Nick Cave. Mi sbagliavo? Allo stesso modo ho avuto l’impressione che il cordone ombelicale tra te e i tuoi mentori sia stato reciso e tu abbia trovato la tua propria voce…

Sono così tanti i grandi artisti che mi hanno ispirato. Mi vengono in mente Marvin Gaye, Peggy Lee, Maria Callas, Nina Simone, Prince, Annie Lennox, Sade, Siouxsie Sioux, St. Vincent, David Bowie e, sì, anche Nick Cave! Tutte queste influenze e tanti altri ancora sono parte della mia identità artistica in un modo o nell’altro…

Parlando di argomenti più leggeri, cosa fai quando non suoni, non reciti e non lavori come modella? Quali sono i tuoi interessi, i tuoi hobby?

Vuoi dire cosa faccio nel tempo libero? Sto cercando di ricordare il significato della parola! Mi piace disegnare e scrivere lettere (con carta e penna!) da mandare alle persone che amo. Mi piace ballare. Mi piace leggere romanzi.

La versione inglese dell’intervista è disponibile qui.

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Marco Zoppas

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Trevigiano di nascita e romano di adozione. Nel maggio 2016 ha pubblicato “Ballando con Mr D.” sulla figura di Bob Dylan, nel maggio 2018 “Da Omero al Rock”, e nel novembre 2019 “Twinology. Letteratura e rock nei misteri di Twin Peaks”.

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