Intervista: Hans-Joachim Roedelius & Tim Story
Curious Music - 2019

Intervista: Hans-Joachim Roedelius & Tim Story

Ritorno su Lunz 3, ora in limited edition.

Intervista: Hans-Joachim Roedelius & Tim Story

Curious Music – 2019

Era già un po’ di tempo che non ascoltavo pezzi di Roedelius e Tim Story, lo farei in ogni momento, ma era necessaria una pausa cerebrale. Dopo il concerto di Roedelius a Chiasso, non sono riuscita ad ascoltare altro che lui (loro) per settimane intere. Il 20 luglio è stato rilasciato Lunz 3 in cd, limited edition, oltre ai pezzi della versione precedente in vinile contiene 7 bonus track inedite. Metto su il disco, l’orecchio è in completo ascolto, corro immediatamente alla prima bonus, sono più che impaziente di ascoltare.

Le nuove tracce sono la prosecuzione perfetta del precedente lavoro, stessa emozione, stessa onda che ti porta dentro i suoni spazio-tempo e non ti abbandona un attimo. Magia esistenziale. Ritrovo l’apnea emotiva provata a Chiasso. Un dialogo musicale che prosegue nel segno della sperimentazione e della ricerca, questa volta anche con la partecipazione di Thomas Rabitsch, Lukas Lauermann, Christopher Chaplin e Manuel Druminski.

Una traccia mi colpisce subito, e non a caso torno ad ascoltarla più volte Tidal (anche ora che rileggo), ma anche Freewohl, Ajar, Last ad un primo ascolto 4 su 7. Fra qualche giorno saranno 7 su 7… Perfetto, sono di nuovo nel trip Roedelius & Tim Story.

Hans-Joachim Roedelius & Tim Story al festival More Ohr Less

Il disco sarà presentato al festival More Ohr Less che si tiene in Austria a Baden il 28-29 luglio e a Lunz dal 1-4 agosto. Molto dispiaciuta di non esserci. Il festival, che quest’anno è alla sua sedicesima edizione, è stato concepito da Hans-Joachim e Christine Martha Roedelius con l’intento di radunare artisti da tutto il mondo, presentare arte/musica interessante e diffondere “la parola dell’amore”. Il programma vede la partecipazione di Tim Story, Christoph H. Mueller, Christopher James Chaplin, Vikingur Olafsson e molti altri artisti internazionali.

The Roedelius – Cells

All’Arnulf Rainer Museum di Baden sarà presente anche l’installazione audio multicanale ad “immersione sonora” di Tim Story The Roedelius – Cells in cui migliaia di brevi frammenti di pianoforte di Roedelius, reinventati in composizioni stratificate e completamente nuove, saranno riprodotti attraverso 8 canali audio che circondano uno spazio di ascolto. Ogni cassa equidistante riproduce un livello di ogni pezzo, la ‘composizione’ cambierà e sarà ogni volta diversa, a seconda del punto in cui verrà ascoltata. Se non è sperimentazione questa…

Intervista: Hans-Joachim Roedelius & Tim Story

Prima che Lunz 3 uscisse, ho proposto ad Achim e a Tim l’idea di inviare una e-mail con alcune domande che mi giravano in testa, ero curiosa di capire se quello che avevo “sentito” nella loro musica potesse avere una connessione con la realtà. Hanno accolto la proposta con molta disponibilità, ecco quanto è venuto fuori.

Hans-Joachim Roedelius & Tim Story

Hans-Joachim Roedelius & Tim Story

Ho ascoltato con molta attenzione le vostre composizioni, quelle create insieme e quelle concepite singolarmente. La percezione che ho avuto è di un approccio al suono diverso: il contatto con il suono di Achim dà la sensazione di essere prima di ogni cosa istintivo e suggerito da un’emozione (o forse da un’ispirazione) che si traduce poi in composizione. Cosa ne pensi Achim, è così?

“You’ve got IT Darling”.

Tim, invece, sembra attuare una processo prima cerebrale, una ricerca rigorosa per arrivare al “suono e all’incastro perfetto”, poi, successivamente, sollecitare l’emozione con il risultato. Cosa ne pensi Tim?

“Sì, effettivamente sono un poco più “strutturato”, quando trovo qualcosa che sento avere una risonanza con me ci lavoro per capire se riesco a sviluppare quell’emozione e quel significato. Penso che Achim trovi quella gioia nel “dono del momento”, mentre io tendo ad esplorarlo e a lavorarci di più, ma penso che essenzialmente l’ispirazione provenga dallo stesso posto per entrambi”.

 Ricollegandomi al discorso di prima, mi incuriosisce come i due criteri si siano contaminati e modellati insieme. Probabilmente prima di tutto si sono “piaciute” le due persone e gli artisti, poi, hanno “giocato” insieme? Per chi ascolta, la commistione Achim-Tim ha un equilibrio perfetto.

Achim come ti poni quando lavori con Tim?

“We’re just DOING IT”

Tim come ti poni quando lavori con Achim?

“Ho sempre provato una forte connessione con la musica di Achim, specialmente con le sue opere da solista ed il suo lavoro con Moebius nei Cluster. Quindi risulta molto facile per me lavorare con la sua musica durante le nostre collaborazioni, la “sento” come se fosse mia, quindi il processo di composizione/collaborazione è praticamente uguale a quello che faccio nei miei lavori da solista. Come ha detto Achim, è proprio vero che “lo facciamo e basta!”

“Roedelius – cells”.

Achim: come è stato ascoltare il tuo lavoro filtrato attraverso il processo creativo di Tim?

“Non è filtrato è compresso nel suo significato essenziale”.

Tim: in che modo hai lavorato sulla musica di Roedelius?

È difficile dare una risposta breve, ma in pratica ho composto “musica per pianoforte”, ma non dalle mie improvvisazioni, dalle mie composizioni o dalle note su carta, bensì le ho costruite interamente basandomi su 10 anni di registrazioni per pianoforte, già esistenti, che Achim ha composto qui con me nel mio studio. Migliaia di piccoli frammenti sovrapposti in modo da creare pezzi che non sono né interamente suoi, né interamente miei. Ha richiesto molto tempo e non avrei potuto farlo senza l’aiuto della tecnologia, ma è stato anche molto liberatorio non essere intrappolato nelle mie ripetizioni, nelle mie armonie e nei miei accordi, che scriverei se stessi componendo un pezzo qualunque”.

Lunz 3

Achim Roedelius+Tim Story a Lunz

Considerato la distanza geografica, come lavorate insieme? Come avete sviluppato, per esempio, Lunz 3?

Achim. “Lunz 3 non è solo me e Tim, è il risultato di un incontro avuto tutti insieme l’anno scorso a Baden e a Lunz…”

Tim. Qualche volta ci mandiamo delle cose, ma la maggior parte della nostra musica, uscita in tempi recenti, è composta da noi due insieme nella stessa stanza, che sia uno studio a Vienna, il mio studio qui negli USA o in qualunque posto che abbia suoni o strumenti interessanti. Spesso porto con me il materiale prodotto per poter tessere dei brani interi con il mio lavoro di post produzione, insieme ad altri musicisti o con dei contributi di Achim, miei o di altri ancora. È tutto molto morbido e flessibile, cerchiamo di trovare la magia dovunque essa sia, anche quando certe combinazioni e certe fonti sono strane ed anticonvenzionali! Dentro Lunz 3 c’è di tutto, da un kalimba giocattolo, alle registrazioni della band di mio fratello, sono mischiate tutte insieme.

Sono curiosa ancora di chiedervi: vivendo immersi nella musica che create, quanta necessità avete di ascoltare musica di altri autori? Quanto e come l’ascoltate?

Achim. Quando ascolto musica di qualcun’altro è prevalentemente musica classica, in macchina, se il tragitto è lungo.

Tim. Sono un fan della musica a 180 gradi, stili e fonti decisamente vari. Ma molto raramente ascolto musica che sia in qualunque modo “simile” alla mia, non voglio essere influenzato da essa, quindi semplicemente non la ascolto. Probabilmente suona strano, ma questo include anche le collaborazioni che Achim fa con gli altri!

 Ogni volta che ho a che fare con la musica di Roedelius & Tim Story, forse mi ripeto, ma la magia è di casa e rimane immutabile. Ma l’aspetto migliore è che la magia “vera” sta proprio in alcune persone…

Lunz 3 è acquistabile qui.

Un ringraziamento a Vittoria e Martino Valeri per le traduzioni.


English version

It’s already been a good while since I’ve listened to any Roedelius or Tim Story’s songs, I would have done it earlier but a bit of a mental break was a necessity. After Rodelius’s concert in Chiasso I couldn’t listen to anything but him (or them) for entire weeks. The limited edition of Lunz 3 was released on the 20th of July, containing all of the original songs along with 7 never before heard bonus tracks. So I play the cd, fully listening, I immediately skip to the first bonus track, eager to listen. The news tracks are the perfect continuation of his earlier work, same feeling, same wave that gets you back the space-time sounds and doesn’t leave you alone for a second.

Existential magic.

I manage to find the same apnea of emotions that I felt back in Chiasso. A musical dialog that goes on in the name of experimentation and research, this time also featuring   Thomas   Rabitsch,  Lukas   Lauermann,   Christopher   Chaplin   and   Manuel Druminski. There’s one track that immediately catches my attention, “Tidal”, which I find myself listening to rather often (even now as I was reading the title), but also “Freewohl”, “Ajar” and “Last”, effectively being 4 out of 7 songs. And this is only after my first listen: in a week or two, it’s likely going to be all 7 of them…

Great, I’m back on my Roedelius & Tim Story trip.

The album will be presented at the “More Ohr Less” festival in Baden both the 28th and the 29th of July and in Lunz from the 1st to the 4th of August. Really bummed out about not being there. The festival, which celebrates it’s 16th birthday this year, was conceived by Hans Joachim and Christine Marha Roedelius with the intent of getting together artists from all around the globe, to show interesting art/music and to spread “the word of love”. The lineup sees international artists such as Tim Story, Cristoph H. Mueller, Christopher James Chaplin, Vikingur Olafsson and many others.

The Roedelius – Cells

The Arnulf Rainer Museum in Baden will also feature Tim Story’s multi-canal audio installation “The Roedelius – Cells”, where thousands and thousands small bits of Roedelius’s piano performances, turned into brand new multi-layered compositions, will be played through 8 audio canals surrounding a designated listening space. Each and every speaker will play one layer of a specific song, making it so that the final product changes constantly depending on where you stand. Now that’s what I call experimentation!

The Interview

Before the release of Lunz 3, I suggested to Achim and Tim the idea of sending an e-mail with several questions I had in my head, I was curious and I wanted to now if what I had “heard” in their music could have had a connection with reality. They politely agreed and this is what came out of it.

I listen carefully to your works, both the Lunz collaboration and your single works as singular artists. My feeling is that you both have a different approach to sound: Achim’s contact with music gave me the feeling to be instinctive and emotional, maybe a sound that comes from an emotion (maybe an inspiration) that after develope in composition. What you think about it, Achim? Is it so?

“You’ve got IT Darling”.

Tim seems to put in act a particular brain’s process, a strong research to become “sound and a perfect  joint at it”, then, after all, made to solicit emotion with it’s result. What you think about it Tim? Is It so?

“Yes, I suppose I’m a bit more ‘structured’ and once I find something that resonates with me, I work with it to see if I can develop that meaning and emotion.  I think Achim finds that joy in the ‘gift of the moment’, and I tend to explore it and work it more, but I think for both of us it comes from the same place basically”.

Following on my previous matter, I’m curious about this two completely seemly different approach get a “contamination” and melt together. Is it because the two people involved are both liked themselves and, as artists, have “played” in it’s childish meaning, together? For the listener, the  commingling  Achim-Tim has a perfect balance. Achim how do you approach when you’re working with Tim?

“We’re just DOING IT”

And Tim, same question for you.

“I’ve always felt a close connection to Achim’s music, especially his solo work, and his work with Moebius in Cluster.  So it’s totally natural for me to work with his music in our collaborations – it ‘feels’ the same as if it’s mine, so the composition/collaboration process is almost no different than working on my solo pieces. Like Achim said, we really are ‘just doing it!”

About the Roedelius Cells Installation, Tim, please explain, how do you work on Roedelius’ music? And for you, Achim, how’s listening to your work filtered by Tim’s creative process?

Achim. “It’s not filtered its compressed to irs basic meaning”.

Tim. “It’s difficult to put this in a short answer, but I’m essentially composing ‘piano music’ not  from  my  own  improvisations,  or  compositions  or  notes  on  paper.  Instead  I’m constructing them totally from 10 years of existing piano recordings Achim made with me here in my studio.  Thousands of bits, layered together to make pieces that are not entirely his, or entirely mine. It’s very time consuming, and I couldn’t do it without technology, but it’s also very liberating to not be trapped in my own habits of piano playing and the progressions and chords and harmonies that I might write if I were composing a typical piece”.

Considering your geographical distance, how do you work together? How’s, for instance, been conceived Lunz 3?

Achim. “Lunz 3 is not only Tim and me, it’s result of a meeting after we all came together last year in Baden and Lunz”.

Tim. “We sometimes send each other things, but most of our recent music is created with both of us in the same room, whether in a studio in Vienna, at my studio here in the us, or in  very  casual  settings  just  about  anywhere  that  we  have  interesting  sounds  or instruments.  I then often take these back here to weave full pieces from them with post production, other instrumentalists or bits from Achim or me or others.  It’s very casual and fluid, we try to find the magic wherever it exists, even when the combinations and sources are quite strange or unconventional!  In Lunz 3 there is everything from a toy kalimba to the concert band recordings of my brother all mixed together”.

I’m curious to ask you…living submerged in music that you create, do you feel the need to listen other people’s music? If the answer is yes, during your daytime, how many of them and in which situations? If you like it, you could also quote which ones you prefer…

Achim. “When I’m listening to others peoples music its mostly classical music in the car whilst driving long distances”.

Tim. “I’m a total music fan, many different styles and sources.  But I very rarely listen to music that is in any way ‘similar’ to mine – I don’t want to be colored or influenced by it, so I just don’t listen to it.  Stangely perhaps, that often even includes Achim’s collaborations with other people!”.

Every time I listen to Roedelius and Tim Story’s music it gives me a sense of something magical and this feeling never changes. The best part of this is that the “real” magic lays in certain people.

Lunz 3 is available here.

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Elisabetta Nasuti

Written by

Nata nell'anno della rivoluzione ancora non si è fermata. Da sempre appassionata di dischi volanti e suonanti. Ex musicista ma grafica extra deluxe, vive con 5 gatti, un pennivendolo e la collezione completa di X Files.

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