A scuola da John Vignola - Tenco e Dalida

Articolo: A scuola da John Vignola 35 – Luigi Tenco, l’incompiutezza e Dalida

A scuola da John Vignola 35  – Luigi Tenco, l’incompiutezza e Dalida.

A Scuola da John Vignola - 35: Luigi Tenco

Nel corso del mio lavoro di giornalista possono accadere cose straordinarie. Ad esempio, il 3 febbraio 2017 mi è capitato di essere intervistato dalla corrispondente italiana di Radio France. L’intervista era dedicata a Luigi Tenco. Cinquant’anni dopo la sua morte, in Francia nessuno ha ancora capito se questo fidanzato momentaneo di Dalida fosse o non fosse un artista risolto.

A scuola da John Vignola - Tenco e Dalida

Luigi Tenco: l’incompiutezza come grandezza

Costretto a riflettere su Tenco con un po’ di giusto distacco (e dopo aver spiegato all’attonita collega che Dalida- adorata in Francia – oggi in Italia è conosciuta poco o niente) mi è venuto da pensare che in lui l’incompiutezza faceva  parte della grandezza artistica. Ad esempio canzoni ‘politiche’ (fra queste E Se Ci Diranno, l’incerta Cara Maestra, la stessa Ciao Amore, Ciao con cui va a Sanremo), aprono porte verso un Tenco che non è mai stato. Quello che supera la canzone d’autore con un cipiglio e una forza che chissà dove sarebbe andato a finire. O a cominciare.

Luigi Tenco parte da radici tutt’altro che autoriali. Basti pensare alla passione per il jazz e per uno strumento come il sax e a un modo di cantare sovente disarmonico che spezza con studiata arroganza la melodia dei pezzi. Più avanti quello che si ascolta è un continuo andirivieni tra la malinconia (Mi Sono Innamorato Di Te, Un Giorno Dopo L’altro) e una desolazione rabbiosa (Se Sapessi Come Fai) che all’epoca nessuno dei suoi compagni di strada frequenta.

Tenco era molto più che un ‘cantautore’

Se si pensa che tra i suoi amici più stretti tanto Giorgio Gaber quanto Lucio Dalla erano fuori dal giro puramente cantautoriale, si capisce come definire Luigi Tenco un semplice cantautore sia tremendamente fuori luogo. La sua incompiutezza inevitabile (muore che non ha ancora 29 anni) non lo sminuisce. Anzi, gli permetterà di esser amato molto più dei cantautori classici da chi oggi è sulla cinquantina. O da coloro che negli anni ’80 e ’90 facevano rock, amavano i Joy Division (altro gruppo fulmineo) e muovevano da lì per recuperare mica solo Tenco ma anche un tal Piero Ciampi (lui non incompiuto ma sicuramente bistrattato dal destino).

Quindi, cara Radio France, sì, oggi in Italia Tenco è più celebre di Dalida. E forse, se oltralpe si conoscessero le sue canzoni e la sua storia, anche lì potrebbe meritare qualcosa più dell’appellativo di semplice flirt di una delle più grandi cantanti ‘francesi’.

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