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Articolo: Il punk in Italia #6

1978 e oltre: anche in Italia il punk è già “post”.

L’ultima parte della nostra storia del punk italiano che comincia a evolversi secondo forme proprie e arriva persino al Festival di Sanremo. 

punk in italia 6 punk artist

Va detto che tra il ’78 e l’80, i più indossano il vestito del “post” (a significare che molte cose sono in fase di definizione).  Esce la rivista Rockerilla che dà ampio spazio ai nuovi fermenti musicali (e non è più solo Ciao 2001 e Gong), c’è la fanzine Red Ronnie Bazaar.

In Inghilterra si registra il mod-revival (da noi bisognerà attendere alcuni anni: i torinesi Statuto e i romani Underground Arrows), si conia il termine punk-funk (i Gang Of Four, su tutti); in Italia la Cramps di Gianni Sassi sforna una serie di 45 giri col vinile colorato (Kandeggina Gang, Dirty Action, Take Four Doses, Kaos Rock, X-Rated, Skiantos, Windopen) e il conseguente concerto live “Rock e Metropoli”.

Punk in Italia 6 Rockerilla

Fermenti sotterranei e tentazioni mainstream

Esce Punk Artist, il magazine diretto da Graziano Origa e di chiaro stampo “warholiano” (fashion, trash, interview). Gli Skiantos tentano la carta di Sanremo, ma vengono eliminati. Anna Oxa si presenta sul palco dell’Ariston con un look punk. Si ritorna al suono sixties (Bianca Surf di Johnson Righeira, Italian Graffiati di Ivan Cattaneo, l’Italian Records rimette sul mercato il singolo Bandiera Gialla di Gianni Pettenati. Ci sono le “lamette” di Donatella Rettore. La musica in Italia diventa anche un “affare” al chiuso: nascono i primi rock-club (Banana Moon a Firenze). Si inizia a parlare sempre più con insistenza dello scrittore Pier Vittorio Tondelli.

punk in italia 6 frigidaire

Nelle edicole trovi Musica ‘80 (ci scrivono, tra gli altri, Riccardo Bertoncelli, decano dei critici rock italiani, Franco Bolelli, filosofo dal timbro pop, Gianni Emilio Simonetti, teorico situazionista e Franco Berardi “Bifo”, leader del movimento ’77 bolognese). Fondamentale è Frigidaire, diretta da Vincenzo Sparagna, dove appaiono le illustrazioni, le tavole, le nuvole di Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari, Massimo Mattioli, Stefano Tamburini. A Pordenone, alcune band si raccolgono sotto la sigla The Great Complotto.

Ritornano i grandi concerti…

In ambito concertistico, l’esibizione del 28 giugno ’80 di Bob Marley & The Wailers allo Stadio San Siro di Milano, riapre definitivamente la stagione dei grandi concerti internazionali in Italia. A fare da supporter ci sono Average White Band, Pino Daniele e Roberto Ciotti. Nello stesso anno i Clash si esibiscono in piazza Maggiore a Bologna. Una esigua parte di quel che resta del “movimento” li contesta ed esclama: “Crass [band anarco-punk] Not Clash”. Tour dei Ramones con gli U.K. Subs e dei Police (Fall Out, il loro primo singolo è fortemente influenzato dal punk) che hanno come gruppo spalla i Cramps. A Milano, in un Palalido stracolmo (sono quasi tutti lì per la band di Message In A Bottle), il gruppo psycobilly di Lux Interior e Poison Ivy, riceve dal pubblico solo fischi, monetine, insulti e lancio di oggetti.

…e nascono nuovi gruppi

I debutti discografici (’75-’80) sulla media e lunga distanza, dove c’è chi sceglie il formato K7, cioè la musicassetta. Ivan Cattaneo Uoaei (Ultima Spiaggia 1975), Skiantos Inascoltable (autopr. 1977) e Monotono (Cramps 1978), Chrisma Chinese Restaurant (Polydor 1978), Decibel Decibel (Spaghetti Records 1978), Elettroshock Asylum (Numero Uno 1978), Faust’O Suicidio (Cgd 1978), Judas Judas (Spaghetti Records 1978), Luti Chroma Luti Chroma (Harpo’s Bazaar 1979), Rancid X Voices (Polydor 1979), Revolver Revolver (Philips 1979), Sorella Maldestra Cadavere (Harpo’s Bazaar 1979), Windopen Windopen Rock (Italian Records 1979), Art Fleury I luoghi del potere (Italian Records 1980), Central Unit Loving Machinery E.P. (Data Corporation 1980), Confusional Quartet Confusional Quartet (Italian Records 1980), Gaznevada Sick Soundtrack (Italian Records 1980), Kaos Rock W.W.3 (Cramps 1980), Underground Life I fiori del male (autopr. 1980).

C’è un disco antologico che non posso esimermi da menzionare. Ri/stampato in tiratura limitata e ormai di difficile reperibilità. E’ Punk At La Scala. Milan 1978-1981: The Drama. Contiene brani dalle registrazioni imperfette di The Gags, 198X, Mittageisen, X-Rated, T.V. Vampires. Sono nomi che ai più diranno poco, ma sono tra le prime realtà a diffondere il verbo punk. E che rischiano di entrare nell’oblio. E’ un peccato. Ma con loro, non c’erano né un Maurizio Arcieri (Chrisma/Krisma) che si amputa mezzo dito durante un’esibizione dal vivo e che cattura l’attenzione e la morbosità dei quotidiani né una Jo Squillo che conquista le copertine di alcuni settimanali più o meno mainstream.

Il seguito della storia

punk in italia 6 cccp

Bonus Tracks. In Italia, durante gli anni ’80, ci sono le stagioni hardcore-punk e cyberpunk. L’originalità vince di nuovo quando, nel 1984, i CCCP-Fedeli alla Linea esordiscono con l’E.P. Ortodossia. Hanno come leader Giovanni Lindo Ferretti, che in passato era stato militante di Lotta Continua. Si inventano il punk-filosovietico, legato alle estetiche dei paesi dell’Est Europa piuttosto che all’ideologia del “socialismo reale”. Sempre in quegli anni, se dobbiamo “mercanteggiare”, i maggiori riscontri, però, li ha una figlia vivace della “febbre del sabato sera e dell’acetato” (“John Travolta è una tigre di carta” e “Travolgeremo tutto”, si dice nelle fila dell’ultra-sinistra). Si chiama Italo-Disco. Vende un sacco di copie all’estero, è nelle prime posizioni delle classifiche dance di Billboard ed anche oggi è “suonata” in molti dancefloor di tendenza. In quest’area: Alexander Robotnick  con il mix Problèmes d’amour, edito dall’etichetta indipendente Materiali Sonori, e Raf (ex Cafè Caracas e futuro artista mainstream) che con Self Control, ripresa anche da Laura Branigan e scritta da Steve Piccolo dei Lounge Lizards, diventano due hit-singles che entrano nell’immaginario collettivo delle tribù che ballano.

Ghost Tracks. Anni Zero, cambio di secolo avvenuto. Due voci. Enrico Ruggeri, mette in guardia: “Io punk prima di te”, mentre Johnson Righeira con autoironia dichiara: “Io punk pentito”.

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