in viaggio con papà

Articolo: In viaggio con papà

Ammetto l’ignoranza, capisco l’importanza… In viaggio con papà pt. 1.

in viaggio con papà

Chi mi conosce sa quanto io mi lamenti rispetto a nuove proposte musicali che stimolino le mie ghiandole salivari e non. Lo so, in giro di musica nuova (?) e interessante nell’aere ve ne è assai ma possibile, mi chiedo spesso, nulla riesca a suscitare in me qualche sparuto brividino, qualche sussulto, finanche qualche piacevole ritornellin da canticchiar non necessariamente sotto la doccia?

Accade quindi che mi ritrovi, circostanza ad oggi unica e spero non diventi rara, a dover compiere un viaggio in automobile per una piccola missione di soccorso parentale. Contemporaneamente, accade pure che sia presente in Italia mia figlia 13enne Vittoria che vive all’estero oramai da 3 anni, la quale mi si propone come compagna di viaggio…Ottimo e inaspettato, accetto molto volentieri.

Si sale quindi in macchina, 36° di temperatura esterna, Vittoria, per la prima volta in vita mia, seduta davanti con me…e mi dice: alla musica ci penso io. Ora, siccome son anziano e prevenuto e, soprattutto, vedi sopra, tremo: mi toccherò fare un viaggio italo trap? Dovrò ascoltare per oltre 3 ore sincopatici ritmi sintetici? Colonne sonore di serie tv?

 

Si parte con Joji

Metto in moto…Padre, hai presente Joji? Beh, questa è la canzone che con la casa discografica 88rising propone per l’estate, e parte Midsummer Madness…azz, dopo due strofe mi perdo in un autotunato Fuck the rules…ules….ules..ules… che il Joji intona salmodiante…apperò…spiegami un po’ chi sono? Io mi ricordo solo che di Joji , all’anagrafe George Miller, nome d’arte Filthy Frank quando era youtuber, avevo ascoltato , senza troppa attenzione, mea culpa, Demons  e lo avevo trovato interessante si, un po’ James Blake, ma non da perderci la testa…e Vittoria mi spiega che 88rising è una casa discografica indie che annovera un gruppo di giovani artisti, tra i quali, spiccano appunto il succitato Joji e Rich Brian, e infatti ecco che parte subito Introvert  deliziosa collaborazione del duo.

 

Vittoria mi invita a concentrarmi sul testo, dice che descrive molto bene il senso del titolo, ma io ho il volante in mano che è ancora incandescente e il mio orecchio è più impegnato sul mood che non sulle lyrics: c’è un senso che permea la canzone che oserei quasi descrivere sacrale, un’ombra che si erge su una apparente luce, c’è disagio e intrattenimento al tempo stesso…siamo dalle mie parti musicali ma in maniera completamente inaspettata.

Si continua con il pop di Kero Kero Bonito

Passiamo dunque a Kero Kero Bonito, no, please, no latino, vivo in un quartiere multietnico e ci vivo pure bene ma le ultime tre Quinceañeras nel giro di tre giorni mi han saturato… macchè latino, Kero Kero Bonito sono un combo londono/giapponese indie/electro/pop e sono squisitamente meltin’pop… infatti alla parte rappata in giapponese sorrido e batto il piedino, non quello sull’acceleratore. Break è effettivamente accattivante  con una sua seduzione teen style e richiami credo voluti alle Spice dei tempi andati…

 

Vic mi chiede se desidero mettere musica mia, non vorrebbe farmi fare un viaggio con musica che non gradisco, ma le ingiungo di andare avanti.

Papà si entusiasma per un polistrumentista ventenne: Cavetown

Molto bene, ascolta questo, allora, si chiama Cavetown, è un polistrumentista, ha vent’anni, te lo immagini avere in casa uno che suona da solo tutti quegli strumenti? Io penso, tra me e me, magari… Quando inizia LemonBoy mi chiedo veramente perché questi giovani non siano quelli che inflazionano le radio… Echi di Elliott Smith pre-popolarità mi intasano le orecchie ma anche tanta tanta originalità e il suonare per il piacere di farlo, per adesso, e magari pure di venderlo, ma domani.

 

Vittoria scopre i Calpurnia che non hanno neppure un LP inciso ma hanno una star in formazione

A questo punto mi dichiaro paternamente ignorante ma non finisce qui… Mesi fa la figliola mi parlò di uno dei suoi miti televisivi, Finn  Wolfhard, interprete di Stranger Things (era quello con il caschettone che si innamorava di Eleven…) e mi mandò il link di un brano della sua band, i Calpurnia. Nella mia succitata ignoranza lo presi come il solito ragazzetto ricchissimo che prova pure a fare il musicista… no, quello è Johnny Depp. Calpurnia sono una band che passa dall’indie pop di Greyound alla lennoniana ma anche bolaniana Louie con asprezza attitudinale che riesce persino ad abbassarmi la temperatura interna ed esterna… Ecco, il brivido e il sussulto… e Finn, nonostante, il grano, è invece eccellente musicante, assolutamente non leader, è questo mi piace assai.

 

Martino in viaggio con papà? Prossimamente, forse

Ma quanto sono ignorantissimo e presuntuosissimo…ma che fortuna questo viaggio dove i brani si sono ripetuti in loop sia all’andata che al ritorno e dove ho scoperto che in fatto di gusti musicali e pur senza la mia ingombrante presenza, Vittoria sia assolutamente… Beh, direte, l’orgoglio di padre ma anche un po’ di decenza mi impediscono di inserire un aggettivo qualificativo esorbitante.

 

Concludendo, alla fine nel mio walkman (io lo uso ancora, non metto la musica nel telefono… da dove tra l’altro l’abbiamo ascoltata…) da oggi Joji, Kero Kero Bonito, Cavetown e Calpurnia al posto dei miei revival anni new wavers (ma non solo dai, ho anche Sophie e Arctic Monkeys ultimo…) e chissà quanto altro ancora mi manca di saper. Sono cambiati i tempi, i canali di diffusione e io m’aggio aggiornà, aspetto un altro viaggio. Situazione che mi impedisce di concentrarmi sull’ascolto e che mi fa riflettere assai su come il dare attenzione senza distrazioni sia sempre occasione arricchente, giuro che lo faccio ma non basta mai… Non ho parlato, invece, dei viaggi con il 17enne Martino, ma se il Direttore MM sarà indulgente (e mi redarguirà dicendomi che solo io non conosco i nomi citati in articolo…), probabile ci scappi una seconda parte…

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d’accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

Marcello Valeri

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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