Migliori ristampe jazz 2016 Miles Davis

Articolo: Le migliori ristampe jazz del 2016

Migliori ristampe jazz 2016 John Coltrane

La lunga storia del jazz ha da sempre costretto l’appassionato a confrontarsi con ristampe, inediti, rimasterizzazioni, cofanetti monstre ed edizioni definitive; un esempio per tutti, il mitologico box pubblicato dall’etichetta Mosaic, The Complete Benedetti Recordings Of Charlie Parker, sette cd che raccolgono le registrazioni fatte da Dean Benedetti al seguito di ‘Bird’ in giro per gli Stati Uniti nel 1947 (il particolare interessante è che, per risparmiare spazio prezioso, il buon Dean registrò esclusivamente gli assoli di Parker con un microfono piazzato davanti a lui, immortalando inevitabilmente solo il suo strumento e un po’ del contrabbasso che gli stava dietro).

In altre parole, non ci stupiamo (parlo a nome dei jazzofili) di niente e abbiamo anche superato da tempo la fase vagamente recriminatoria nei confronti di un’industria discografica “che altrimenti sarebbe scomparsa da un pezzo” (John Vignola, qui). Ci limitiamo a gioire, o soffrire a seconda dei casi, per  l’infinita moltitudine di uscite.

Poiché storicamente godiamo di un’agiatezza finanziaria sconosciuta ai rockettari (Antonio Vivaldi, qui), in questa breve e incompleta rassegna di quanto (ri)proposto nel 2016, non ci faremo turbare da proposte impegnative dal punto di vista economico e individueremo alcune linee di tendenza principali all’interno delle quali scovare il titolo di cui proprio non si deve fare a meno.

 

MILES DAVIS

migliori ristampe jazz 2016 miles davis on the corner

Da sempre Davis è uno dei pochi nomi con i quali l’industria discografica gioca sul sicuro. Nel 2016 il trombettista può vantare due ellepi per audiofili della Mobile Fidelity Sound Lab, Filles de Kilimanjaro e On the Corner, rispettivamente 1968, il quintetto storico con Wayne Shorter e Herbie Hancock, e 1972, il disco funky-jazz all’epoca criticatissimo e nella miglior tradizione riabilitato in segua posteriori; un inedito, Freedom Jazz Dance: The Bootleg Series Vol. 5, anche questo con il ‘Second Great Quintet’, ma del 1966; un box ancora in vinile The Complete Prestige 10” LP Collection, con alcune delle sue più belle incisioni degli anni ’50. E se vi piace ‘ascoltarlo strano’ da quelle sessioni c’è anche disponibile il solo  Workin’ with the Miles Davis Quintet in versione Pono Remaster (il sistema ‘inventato’ da Neil Young che suona, a suo dire, come nessuno ha mai sentito).

SUN RA

migliori ristampe jazz 2016 Albert Ayler

L’altro musicista al proscenio in questo 2016 è senza dubbio Sun Ra. Il mitologico compositore, tastierista e direttore d’Arkestra può vantare un inedito, In Some Far Place: Roma ’77, registrato in trio con il batterista Luqman Ali e il vocalist Thomas Thaddeus; la storica riedizione di un disco rarissimo che testimonia l’incontro con John Cage (John Cage Meets Sun Ra The Complete Concert) avvenuto una domenica di giugno del 1986 (non proprio un disco commerciale, ecco l’abbiamo detto).

Infine un triplo cd, Singles: The Definitive 45s Collection (niente in comune con la ristampa dal titolo simile della Evidence del 1992), comprendente 65 tracce praticamente mai ascoltate, uscite in 45 giri (!) che testimoniano dell’eclettismo del personaggio in questione, capace di passare dal rhythm and blues allo swing, al bop più classico. (Se volete strafare esiste un’edizione limitata di un box a 45 giri in due volumi, il primo giù uscito, il secondo atteso per marzo 2017). Una rivelazione per chi conosceva solo l’Herman Poole Blount (questo il suo nome pre-astrale) più cosmico e avanguardista.

LA RISTAMPA IN VINILE MONO

migliori ristampe jazz 2016 Ray Charles

È il nuovo must del momento, per i puristi una benedizione considerando che fino a buona parte degli anni ‘60 la prima registrazione era monofonica e poi ‘electronically re-channeled’ in stereo, con effetti sorprendenti (e spesso imbarazzanti come il disco di Art Blakey che suona con i tre Jazz Messengers in un canale e Thelonious Monk al piano praticamente abbandonato a se stesso nell’altro). Ve ne segnaliamo due assolutamente imperdibili. Il primo è un box in cd ed ellepi della Rhino – John Coltrane, The Atlantic Years – In Mono – che raccoglie sei album della produzione del sassofonista per l’etichetta newyorchese. Mancano, purtroppo,My Favourite Things (1961), Coltrane Jazz (1961) e Coltrane’s Sound (1964), poiché i master originali in mono andarono distrutti in un incendio degli archivi.

Forse ancor più interessante l’analogo box dedicato a Ray ‘The Genius’ CharlesThe Atlantic Years: In Mono – sette dischi in vinile tra cui capolavori che non possono mancare in nessuna discoteca degna di questo nome.

LA RISTAMPA IN CD

migliori ristampe jazz 2016 Albert Ayler

Qui siamo sul versante classico e l’elenco potrebbe essere interminabile, ma noi ci limitiamo a quattro titoli. In ordine cronologico il primo è un doppio cd che raccoglie due album di Albert Ayler usciti nel 1965 con l’aggiunta di 6 tracce inedite fino a oggi (Bells & Prophecy – Expanded Edition); il secondo è la prima ristampa ufficiale di un disco del 1973 di John Surman, Morning Glory, uno dei capolavori del British jazz anni ’70.

Andiamo avanti di quattro anni per un disco di Carol Sloane, cantante quasi sconosciuta da noi così come a casa sua peraltro: un paio di dischi all’inizio degli anni ’60, poi un silenzio di una decina d’anni, durante i quali ha lavorato come segretaria, e infine la riscoperta in Giappone. Da lì arriva questo omaggio a Ellington, Sophisticated Lady, datato 1977 in cui la cantante è accompagnata da Roland Hanna al piano, George Mraz al contrabbasso e  Richie Pratt alla batteria. Ci fermiamo al 1986 (dopo ci sembrerebbe veramente anacronistico parlare di ristampe…) per l’album di esordio del pianista Fred Hersch, Sarabande, con il contrabbassista Charlie Haden e il batterista Joey Barron.

INEDITI

migliori ristampe jazz 2016 Bill Evans

Questa sezione si potrebbe anche chiamare Resonance Records: in breve tempo questa etichetta dal motto “A Non-Profit Jazz Label with a Mission” ha lanciato sul mercato una serie d’inediti di altissimo livello artistico e incisi spesso in maniera eccellente. Dal mucchio di quest’anno estraiamo l’orchestra di Thad Jones & Mel Lewis colta dal vivo in una serata incandescente di cinquant’anni fa, All My Yesterdays: The Debut 1966 Recordings At The Village Vanguard, uno Stan Getz degli anni 70 con la pianista Joanne Brackeen, il bassista Clint Houston e Billy Hart alla batteria (Moments in Time) e, soprattutto, una gemma di Bill Evans rimasta sepolta negli archivi della MPS per quasi quarant’anni, (trovate tutta la storia qui)Some Other Time: The Lost Session From The Black Forest, disponibile in doppio cd o se siete fortunati (sul sito dell’etichetta è sold-out) in doppio lp.

Buon ascolto!

 

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