Articolo: Mykki Blanco, Young Thug, Against Me!

Articolo: Mykki Blanco, Young Thug, Against Me! Il genere e i generi

Articolo: Mykki Blanco, Young Thug, Against Me!

Prendiamo spunto da alcune uscite recenti per riflettere sulle barriere di genere nella musica contemporanea. Mykki Blanco, Young Thug, Against Me! sono tre artisti/band che si muovono in generi musicali quali il rap e il punk. Ossia in ambiti nei quali il genere (sessuale) è stato costantemente orientato in senso decisamente maschile se non addirittura machista.

Punk e rap: due generi musicali declinati al maschile

Possiamo dire certamente che il glam rock (David Bowie in testa), la disco e l’electro degli anni ’80 hanno reso la musica più aperta alle ambiguità da una parte, agli espliciti coming out dall’altra. Ma non è stata una rivoluzione tale da modificare una volta per tutte l’intera scena.

Non dimentichiamoci che nel 1981 ai concerti americani dei Rolling Stones, Prince, che apriva, fu cacciato dal palco a fischi e bottigliate da un pubblico che non poteva sopportare la vista sul palco di un uomo di colore dalla sessualità ambigua e le movenze esplicite.

Quando si passa poi a parlare di sottogeneri come il punk e il rap le cose non possono che peggiorare. E’ vero che inizialmente il punk inglese della fine degli anni ’70 mutuava molto nell’estetica e nei suoni dal glam che l’aveva preceduto di pochissimi anni. Ma con il passare degli anni il punk è divenuto un genere nel quale giovani uomini producono dosi di testosterone agitandosi sopra e soprattutto sotto il palco. Il pop punk, il metal punk, il punk rock, insomma tutte le varianti che si sono sviluppate dal filone originario lo dimostrano bene. Basti ricordare band come Green Day, Offspring, NOFX e Sum 41.

Per non parlare del rap. Qui un’intera tradizione storica e sociale ancora prima che musicale pesa nel far sì che il genere sia declinato interamente al maschile, nonostante l’emergere di qualche rara figura femminile. Ma c’è di più: la street credibility di un rapper va di pari passo con la sua mascolinità.

Against Me! Shape Shift With Me

Total Treble Music, Xtra Mile - 2016

Total Treble Music, Xtra Mile – 2016

Proprio in quest’ultimo periodo sono usciti tre dischi che sembrano mettere in discussione questi paradigmi. Gli Against Me! sono la band di Laura Jane Grace, nata Thomas James Gabel. La sua transizione è cominciata nel 2012, anni dopo il buon successo del disco New Wave. La discreta popolarità della band ha avuto un qualche peso nel far parlare di Thomas/Laura. Ora è uscito il nuovo disco Shape Shift With Me, che sta avendo una buona risposta dalla critica.

Eppure gli Against Me! sono grossomodo rimasti sempre da dov’erano partiti: un’onesta band di punk rock, forse più di rock punk, che apriva i concerti per i Foo Fighters, tanto per dare l’idea. Anche la voce è rimasta sempre la stessa. Con testi che invece parlano della transizione di Laura.

E’ un buon disco, Shape Shift With Me, anzi ai primi ascolti decisamente il migliore. In particolare nella parte iniziale, con il brano Boyfriend da ascoltare a tutti i costi. Ma è certo che senza la figura di Laura gli Against Me! non avrebbero avuto lo stesso riscontro. Nella loro musica, infatti, non si trova davvero niente in grado di provocare il pubblico come aveva fatto Prince dinanzi ai fans dei Rolling Stones.

E forse la sua importanza sta proprio in questo. Gli Against Me! sono solo una band normale in un genere consolidato.

Mykki Blanco: Mykki

Articolo: Mykki Blanco, Young Thug, Against Me!

UNO – 2016

Come si è detto, se c’è un genere musicale che associamo a una visione machista nonché tendenzialmente omofoba è certamente il rap. Per questo l’apparizione sulla scena di Mykki Blanco un po’ di tempo fa ha creato un certo interesse. Un artista di colore transgender che fa rap è davvero una novità assoluta, e una di quelle che non possono passare inosservate.

Adesso è uscito il suo primo album ufficiale, Mykki. La produzione di Woodkid gli ha assicurato una certa visibilità anche in Europa. Al di là dell’Inghilterra, soprattutto in Francia dov’è stato intervistato in prima serata in TV nell’ambito di un talk show non incentrato sulla musica. Un trattamento che certo non arriva sovente per altri rappers.

Il disco, va detto, è molto buono pur senza essere un capolavoro. Blanco è un discreto rapper, le basi musicali variano fra trap e tentazioni pop. Ogni tanto qualche hook supermelodico rischia di ammosciare il risultato finale. Però brani come I’m In A Mood e Loner sono notevoli.

Come per gli Against Me!, è comunque un prodotto nel suo genere molto più che accettabile. Ed è anche un disco di esordio. Triste allora vederlo esposto in un negozio di dischi, come mi è capitato, nel settore indie-electro. E trovarsi a pensare se la ghettizzazione è da una parte o dall’altra: il disco del rapper transgender non può apparire nel settore adeguato perché non è abbastanza rap? Oppure perché, in quanto transgender, va promosso in un settore più consono alla sua condizione, sottraendolo alla barbarie rap?

Che poi tante cose sono cambiate anche nel rap. Il coming out di Frank Ocean, che si muove in un ambito hip-hop più ampio, è vero, ma comunque limitrofo al rap. Gli abiti di Kanye West e ancora prima quelli degli Outkast. Le scelte trasgressive rispetto al canone del rapper tradizionale richiamano comunque sempre una certa dose di critiche e di insulti. Basta muoversi fra i siti americani dedicati per rendersene conto.

Young Thug: Jeffery

Articolo: Mykki Blanco, Young Thug, Against Me!

Entertainment/Atl. – 2016

Chiaro allora che la novità rappresentata da Young Thug è destinata ad avere un impatto ben maggiore rispetto a quella di Mykki Blanco. Nel secondo caso, come detto, abbiamo qualcosa che da tutte le parti sembra essere percepito come non-rap. E in fondo Blanco prima di intraprendere questa carriera era una sorta di performer artist proveniente da un background sociale borghese.

Young Thug arriva invece da uno dei quartieri peggiori di Atlanta ed è un rapper senza compromessi possibili. E’ un originale sotto molti punti di vista. Invece di puntare a un contratto discografico e a un’uscita ufficiale si è imposto con innumerevoli mixtapes e uno stile vocale che parte da Lil’ Wayne e si sviluppa in direzioni nuove. L’ultimo è Jeffery, che contiene più di un brano di rilievo. Come l’iniziale Wyclef o Kanye West con Wyclef.

Sulla copertina, una delle più belle dell’anno, è immortalato con il suo fisico lunghissimo e filiforme avvolto da uno splendido abito dello stilista italiano Alessandro Trincone. Un abito femminile senza compromessi. E sul retro sorride alla macchina fotografica nel suo vestito appariscente.

Non è gay, Young Thug, avendo già sei figli da quattro diverse donne all’età di venticinque anni. Le sue credenziali gangsta comprendono arresti per possesso di armi e droga oltre a ‘feuds’ con altri rapper a base di minacce a mano armata. Ma è anche un rapper che ama gli abiti femminili, che ne ha indossati molti anche in passato e che dichiara:

“Nel mio mondo puoi essere gangsta  con un abito femminile o con i pantaloni baggy. Credo che il genere non esista”.

I commenti omofobi si sprecano, ma allo stesso tempo c’è un vasto pubblico rap che lo ama. E nessuno si sognerebbe di mettere i suoi dischi (quando usciranno) in altri settori. Che le barriere tra generi e genere siano destinate a cadere presto?

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