20-5-2013 De Andr 7

CRISTIANO DE ANDRE’ – UN INCONTRO E UN DISCO

20-5-2013  De Andr 7

Gli occhiali scuri  tutto il tempo, momenti di solipsismo totale alternati a passaggi di grande comunicatività che suscitano applausi e  commozione. Cristiano De André si racconta nella sua città.

di Antonio Vivaldi

foto di Carlo Accerboni

 

Cristiano De André arriva a Genova (“la mia città, così diversa da Milano, capitale dell’isteria”) per presentare il cd Come in cielo così in guerra e ancora non sappiamo se suonerà qualcosa oppure, come probabile, no. L’inizio è divertente: conduco la serata con il braccio al collo causa fratturona al gomito, Cristiano mi dice “Dài, ti faccio io da accompagnatore” e così entriamo nella saletta Feltrinelli con lui che mi sta alle spalle e fa finta di guidarmi verso il tavolo. Poi, per i  primi 15 minuti del suo intervento è irraggiungibile; parla di politica, dell’amicizia con Beppe Grillo, del suo sostegno al M5S, della probabile e temibile prossima vittoria elettorale di “S” e della rivoluzione che certamente seguirà, ma anche dei gossip che lo inseguono insieme ad Alba Parietti.

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Cerco un varco emotivo e lo trovo quando Cristiano arriva infine a parlare di sé e della fatica fatta per  imparare a gestire la propria fragilità. Gli spiego  che per me è stato interessante vedere come, con il braccio al collo, sono diventato fragile, appunto, e la gente sull’autobus mi cede al posto. Lui aggiunge  che questo dimostra  come la fragilità possa essere un valore positivo e susciti reazioni positive in un mondo così duro come quello attuale. Ed è qui che l’incontro cambia registro. Cristiano parla della “bellezza che tutti hanno in sé” e che viene annichilita dal velinismo,  quindi affronta il tema della cultura ormai considerata bene effimero: “A nessuno importa più niente della musica o del teatro o del cinema d’autore, ma è stata anche colpa nostra. Quando andava tutto bene abbiamo pensato che potesse durare per sempre e ora non sappiamo come difenderci”. Poi arriva la parte più significativa: “Perché sono passati 12 anni da  Scaramante? (1) Perché ho vissuto un lutto dietro l’altro e anno dopo anno mi sentivo sempre più solo. I due dischi De André canta De André (2) e i tour in cui li ho presentati mi hanno ridato fiducia, così ho cominciato a lavorare su una serie di pezzi che avevo abbozzato ed è nato Come in cielo così in guerra.” Infine il passaggio più struggente: “Anche se ho suonato molto con mio padre, è stato difficile trovare la forza di cantare le sue canzoni senza di lui. C’è voluto un lungo percorso, incluso il momento in cui ho pensato che sarebbe stato meglio se nella vita avessi fatto qualunque altra cosa anziché il musicista. Mio padre Fabrizio era un genio, io al confronto sono niente, però…”. A quel punto,  dopo un attimo di silenzio, dalla platea arriva uno di quegli applausi che con un po’ di retorica si definiscono ‘sentiti’, non troppo forte ma intenso e  quasi con la  paura di disturbare la pregnanza del momento.

Poi Cristiano prende la chitarra e suona uno dei pezzi del nuovo disco e lo suona benissimo e in modo quasi viscerale, come se proprie le cose dette sul padre lo avessero spinto a cambiare programma.

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Ecco, ascoltando Come in cielo così in guerra, questo momento che potremmo definire di “forza debole” si ritrova solo in parte. Le canzoni viaggiano fra asprezza (Credici, La stanchezza) e le dichiarazioni di fragilità di cui si diceva (Ingenuo e romantico) e c’è una pregevole traduzione italiana di Le vent nous portera dei Noir Désir (“La terribile, definitiva ombra che c’è su Bertrand Cantat non deve far dimenticare la bellezza di ciò che ha scritto”) (3). Tutto questo viene depotenziato da una produzione troppo perbene  che, a dispetto dei musicisti americani coinvolti nella registrazione, finisce per dare all’insieme un banale suono “classic rock italiano” (Sangue del mio sangue con assolo- Bignami di chitarra elettrica). Ecco, sarebbe bello se il prossimo lavoro fosse tutto di Cristiano de André, perché probabilmente diventerebbe il suo capolavoro.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=jx4IjsRJVuQ

Ingenuo e romantico

 

(1)   (1) Scaramante (2001) è l’ultimo lavoro con brani originali di Cristiano de André prima di Come in cielo così in guerra.

(2)   (2) I due dischi dal vivo De André canta De André vol. 1 e 2 contengono canzoni di Fabrizio De André interpretate da Cristiano e sono usciti, rispettivamente, nel 2009 e nel 2010.

(3) (3)  A proposito di Bertrand Cantat v. in questo sito http://www.tomtomrock.it/articoli/16-il-taxi-per-la-galassia-e-di-nuovo-in-partenza.html e http://www.tomtomrock.it/articoli/83-pistorius-cantat-due-storie-parallele.html

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