Theodorakis Al Bano | Tomtomrock

Le cover italiane 7: Mikis Theodorakis vs. Al Bano

Theodorakis Al Bano | Tomtomrock

 

To Gelasto Pedi: da Theodorakis ad Al Bano. Da Michael Collins a Matteo Salvini. Un racconto in forma di precipizio.

Questa storia inizia nobile e drammatica in Irlanda, si trasferisce in Grecia, dove vive il suo apogeo, per conoscere un  modesto epilogo italiano.

In Irlanda: Brendan Behan

Brendan Behan

Brendan Behan

Nel 1935 il dodicenne irlandese Brendan Behan – negli anni a venire talentuoso commediografo e alcolista  –  scrive la poesia The Laughing Boy (Il ragazzo che ride) in ricordo dell’eroe nazionale Michael Collins. Patriota e attivista anti-inglese, presidente nel primo governo irlandese e personaggio di grande carisma, Collins  era stato ucciso nel 1922, durante la Guerra Civile in un’imboscata tesagli da una fazione repubblicana rivale.  Ecco le prime due strofe del testo di Behan:

Fu in una mattina d’agosto
Proprio mentre albeggiava
Ero uscito a respirava l’aria già tiepida
Fra le bocche dei fiori (1)

Lì vidi una ragazza
E lugubre era il suo pianto
“Ah, chi riparerà il mio cuore spezzato?
Ho perso il mio ragazzo che ride”

Nel 1958 Behan inserisce, come brano cantato, The Laughing Boy nel suo lavoro teatrale di maggior successo, The Hostage (versione in inglese dell’originale in gaelico An Giall). In The Hostage è presente, sempre in forma di canzone, On the 18th Day of November, descrizione tanto sintetica quanto spietata di un episodio della lotta armata anti-inglese in Irlanda:

Il diciottesimo giorno di novembre, appena fuori dalla città di Macroom,
I Tans (2) con i loro grossi furgoni Crossley
Passarono rombando verso il loro destino.
Ma i ragazzi della colonna erano  pronti sul posto con le loro granate
E l’Esercito Repubblicano Irlandese
Ridusse in poltiglia quel mucchio di schifosi.

In Grecia: Mikis Theodorakis

Nel 1962 The Hostage viene messo in scena ad Atene con il titolo di  Enas Omiros, Le musiche sono a firma di Mikis Theodorakis, già all’epoca compositore molto popolare in patria e destinato di lì a poco  alla notorietà internazionale con la colonna sonora del film Zorba il greco. Ecco come racconta la genesi dell’opera lo stesso Theodorakis: “In The Hostage, Brendan Behan parla della lotta per la libertà del popolo irlandese, Questa nuova mitologia irlandese mi sembra molto vicina alla nostra. Le questioni relative a Dio, all’esistenza, alla solitudine, all’amore e all’odio mantengono il loro significato essenziale nella lotta per la vita e la libertà. Questa vale tanto per l’Irlanda del nord quanto per la Grecia”.

Theodorakis Tomtomrock

Delle 16 canzoni presenti nel lavoro, tradotte in greco da Vasilis Rotas, una diventa immediatamente un classico: To Gelasto Pedi, ovvero The Laughing Boy. In realtà Theodorakis e Rotas compiono un lavoro più complesso. A fungere da introduzione c’è Itan 18 noemvri (ovvero On the 18th Day of November) che poi sfocia, con spettacolare apertura melodica, in To Gelasto Pedi:

Era un mattino d’agosto, verso l’aurora uscii a prendere aria
Nella campagna fiorita vidi una ragazza, piangere disperatamente
Spezzati cuore mio, è morto il ragazzo sorridente
Aveva ardimento e coraggio
Ed eternamente rimpiangerò il suo passo agile, il suo dolce sorriso
Sciagurata l’ora, maledetto il momento
In cui i nemici hanno ammazzato il ragazzo sorridente
Se soltanto fosse rimasto ucciso accanto al comandante
Se solo fosse morto per una pallottola inglese
O per uno sciopero della fame in carcere,
Sarebbe un onore per me l’aver perduto il ragazzo sorridente
Amore mio grandioso, con amore te lo dirò,
Per quello che tu hai fatto eternamente ti piangerò
Perché tutti i nostri nemici li avresti sconfitti tu,
Gloria e onore all’indimenticabile ragazzo sorridente.

Breve riassunto di storia greca del secondo dopoguerra

Dopo la guerra civile del 1946-49, la Grecia è governata da un centro-destra autoritario e spalleggiato dalle forze armate. L’opposizione di sinistra si raccoglie intorno alla carismatica figura di Grigoris Lambrakis. Partigiano nella Seconda guerra mondiale, parlamentare della Sinistra Democratica Unita dal 1961, filantropo e pacifista, Lambrakis viene ucciso a Salonicco il 22 maggio 1963, colpito alla testa da due estremisti di destra, anche se mandanti dell’omicidio sono fin da subito considerate le autorità militari cittadine, Mezzo milione di persone partecipano al suo funerale ad Atene.La vicenda ispira il romanzo Z (1967) di Vasilis Vasilikos.

A questo punto la storia di To Gelasto Pedi e quella della Grecia cominciano a essere indissolubilmente unite. Nel 1967 un colpo di stato militare instaura il cosiddetto “regime dei colonnelli”. La repressione delle voci dell’opposizione è attuata con estrema durezza.

Mikis Theodorakis

Fra i molti imprigionati e torturati c’è anche Mikis Theodorakis, che nel 1964 era entrato in parlamento nel partito di Lambrakis e la cui musica aveva subito censure già prima del golpe. Dapprima viene inviato al confino in una remota località greca, quindi, a seguito anche di forti pressioni internazionali, nel 1970 ottiene di recarsi in esilio in Francia.  In Europa e negli Stati Uniti To Gelasto Pedi viene fatta conoscere da Maria Farantouri, cantante dalla voce potente ed espressiva, come Theodorakis costretta all’esilio.

Z – L’orgia del potere

Intanto, il libro di Vasilikos ha avuto, nel 1969, una trasposizione cinematografica per la regia di Costa-Gavras, regista nato in Grecia e poi trasferitosi in Francia: Z – L’orgia del potere (3). Il film con Yves Montand nel ruolo del “dottore” – figura che richiama chiaramente Lambrakis, per quanto ciò non sia detto esplicitamente (4) – vince l’Oscar come miglior film straniero e la Palma d’oro al festival di Cannes. A renderlo più intenso contribuiscono le musiche firmate proprio da Mikis Theodorakis. Il tema conduttore, che ricorre nei momenti decisivi della pellicola, è To Gelasto Pedi, in versione strumentale.

 

A questo punto il pezzo è nel cuore di tutti i greci che hanno in odio la dittatura. E assume anche una connotazione internazionale, come spiega Farantouri: “Divenne un inno non solo per il movimento di liberazione irlandese, ma per ogni movimento di liberazione nel mondo. E per la democrazia in Grecia”.

To Gelasto Pedi nella cultura popolare

Ecco che il “ragazzo che sorride” non è più soltanto Michael Collins. E’ Grigoris Lambrakis ormai eroe popolare, lo sono i 24 studenti uccisi durante un assalto dell’esercito all’interno del Politecnico di Atene il 17 novembre 1973. E, dopo la tragedia, ecco che Farantouri modifica il testo da lei cantato: il 18 novembre diventa il 17 e i “nemici” ora sono i “fascisti” (5).

To Gelasto Pedi segue dunque il destino delle grandi canzoni popolari che sempre ritrovano una ragione d’essere senza mai invecchiare. Per i greci diviene una pietra d’angolo della cultura nazionale. La sua apoteosi arriva nel settembre 1974, nel corso di un grande concerto in uno stadio di Atene per celebrare la fine della dittatura. Quella To Gelasto Pedi diretta da Mikis Theodorakis e cantata da Maria Farantouri (entrambi appena rientrati in patria) davanti a migliaia e migliaia di persone pazze di gioia è indicibilmente commovente. Lo dimostrano le immagini riprese da una troupe televisiva tedesca.

In Italia: Al Bano

La lotta per l’indipendenza irlandese, la resistenza alla dittatura fascista greca. Vicende nobili, intense, tragiche che diventano poesia. La forza delle idee trasfigurata dalla musica.

Come sovente accade, quando la storia arriva in Italia eccola assumere una dimensione buona per tutte le stagioni e per quasi tutte le politiche.

Nell’epico e turbolento 1968 la RAI dà vita al programma “Europa giovani”. Da quel che si può ricavare dalle fonti d’archivio, idee e contenuti sono buoni. Buona è anche l’idea di utilizzare come sigla una canzone pregna di significati quale To Gelasto Pedi.

La traduzione italiana del testo è affidata a Vito Pallavicini, che già aveva curato le versioni italiane di The House of the Rising Sun (la casa del sole, insieme a Mogol) e Downtown  (Ciao ciao). Come paroliere lo si ricorda per due esiti molto felici quali  Azzurro e Insieme a te non ci sto più.

 

Per Il ragazzo che sorride, questo il titolo italiano, Pallavicini sembra invece meno ispirato. Mantenere l’incipit con la data del 18 di novembre non è male, visto che evoca una triste stagione della paura. Per contro “un anno che non so” fa pensare, più che a un passato remotissimo, all’impossibilità di trovare una soluzione migliore dal punto di vista metrico. Il passero di reminiscenze leopardiane è un’idea originale di Pallavicini e funziona bene come idea di innocenza offesa senza colpa. Poi però non si capisce chi muoia: il passero o il ragazzo che sorride?

Più avanti la scena si fa confusa. La sensazione di un luogo oppresso da un’orwelliana dittatura lascia il posto a un generico afflato antirazzista (la mano bianca che stringe la mano nera, il fratello da reidratare), dopodiché il passero resuscita qualche anno dopo per abbronzarsi al sole e tutto finisce in gioia. Se non ci si potevano aspettare esplicitazioni militanti, anche per esigenze di equanimità politico-televisiva, un minimo di passione in più sarebbe stata doverosa.

Il 18 di novembre
Di un anno che non so
Anche un passero da un ramo
Per paura se ne andò.
Venne buio all’improvviso
E la vita sua finì
Il ragazzo che sorride
Lo chiamavano così.
Ragazzo che sorridi non avverrà mai più
Che resti senza sole la nostra gioventù
Il mondo di domani confini non avrà
Ed una mano bianca la nera stringerà.
Spezzati cuore mio ma solo per amore
Spezzati cuore mio ma solo per pietà
Fratello abbracciami chiunque sia abbracciami
Se sete un giorno avrai la mia acqua ti darò.
Il 18 di novembre
Di un anno che verrà
Anche il passero sul ramo
Il suo sole prenderà.

Se il testo risulta generico, anche la scelta dell’interprete appare poco convincente. Albano Carrisi, in arte Al Bano, era approdato alla notorietà l’anno prima con voce tenorile e approccio nazional-melodico. Il suo ragazzo che sorride è roboante, ma – come il testo di Pallavicini – poco partecipato (6). Si può dire che Maria Farantouri canta con il cuore, Al Bano con i polmoni. Di sicuro molto meglio se la sarebbe cavata un altro idolo pop del periodo, Gianni Morandi, che un po’ di politica nella sua musica l’aveva messa già nel 1966 con C’era un ragazzo che come me… e si sarebbe ripetuto in seguito.

Come tutti sanno, la successiva carriera di Carrisi sarà all’insegna di un repertorio di scarsa profondità (“E’ tenersi per mano, andare lontano, la felicità…”) e di successo fluviale, dal Volga al Rio de la Plata: davvero nulla a che fare con il mondo evocato da The Laughing Boy e To Gelasto Pedi. A peggiorare le cose è arrivato lo scorso anno l’appoggio del cantante alle politiche su flussi migratori e accoglienza dei profughi propugnate dall’ex Ministro dell’interno Matteo Salvini, personaggio a cui il concetto  della mano bianca che la nera stringerà non dovrebbe piacere troppo. Alla fine persino un verso così banale ci tocca rivalutare…

No, non è possibile che la storia di Brendan Behan e Michael Collins, di Mikis Theodorakis e Grigoris Lambrakis, finisca con Al Bano e Matteo Salvini. Che si passi da grandi ideali a cui sacrificare la propria vita a piccoli pensieri a cui immolare la propria intelligenza. C’è proprio qualcosa di osceno nel nostro paese.

Al Bano Il ragazzo che sorride album

(1) Michael Collins viene ucciso nella città di Beal Na Blath, nome che in gaelico significa “bocca dei fiori”.

(2) “Tans” sta per Black and Tans”, le famigerate truppe paramilitari britanniche create da Winston Churchill che, tra il 1919  e il 1921, operarono in Irlanda in chiave anti-indipendentista.

(3) Il titolo originale francese è semplicemente Z (lettera che in lingua greca sta per “Egli vive”). In Italia viene aggiunto un superfluo”L’orgia del potere” che fa tristemente pensare a una delle commediole sexy di moda in quegli anni.

(4) Il film è ambientato in un paese mediterraneo che non è esplicitamente la Grecia, anche se nella scena ambientata all’aeroporto si legge in due momenti la scritta “Olympic Airways”, ovvero la compagnia aerea di bandiera greca. E se il “dottore” non è mai chiamato per nome, la scena in cui viene colpito a morte ricostruisce fedelmente l’assalto che costò la vita a Lambrakis.

(5)  Secondo lo storico greco Kostis Kornetis “per  molti ‘il ragazzo che ride’ era il leader comunista Nikos Beloyannis, giustiziato nel 1952, un’associazione giustificata dalla fotografia in cui, durante il processo, lo si vede sorridere mentre tiene un garofano in mano. Nell’immagine popolare la canzone era anche riferita a Sotiris Petroulas, studente ventiduenne ucciso dalla polizia nel luglio 1965 durante una manifestazione.

(6) “Il ragazzo che sorride” diventa, sempre nel 1968 un musicarello con venature anticapitaliste diretto da Aldo Grimaldi. Al Bano vi interpreta il ruolo di un ingegnere minerario che in Kenya difende i minatori locali (uno dei quali interpretato da Rocky Roberts!!!!!!) dalle angherie del loro datore di lavoro.

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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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