proclemer albertazzi

Articolo: Quando Je T’aime… Moi Non Plus divenne italiana

proclemer albertazzi

 

La  recente scomparsa di Anna Proclemer riporta alla luce un curioso cameo di storia pop  anni ‘60: la versione italiana di Je T’aime… Moi Non Plus

Può sembrare affermazione irrispettosa a così breve distanza dalla morte (25 aprile 2013), però è vero che la carriera di Anna Proclemer, fra le massime attrici del ‘900 italiano, fu sempre molto impostata, molto carica di intenzione. In teatro recitò testi di nomi sommi quali Ibsen, Strindberg, Alfieri, D’Annunzio, Cechov, Pirandello, Shakespeare  e venne diretta da Strehler, Zeffirelli, Ronconi, il gotha di una regia sempre tesa a prendersi sul serio. In tv commosse l’Italia come Anna dei Miracoli e agli esordi cinematografici recitò, con il nome di Anna Vivaldi, in due film del maestro del melodramma Raffaello Matarazzo.  Anche la discografia, per quel che è stato ricostruito, suona  impegnata e impegnativa: un LP con brani tratti  dalla dannunziana  Figlia di Iorio  (con Giorgio Albertazzi) e un altro con il Paradiso di Dante (ancora in compagnia di Albertazzi, Tino Carraro, Ernesto Calindri e altri).

proclemer

1969: il superclassico del pop erotico arriva in Italia…

Ma proprio fra il  nero del vinile anni ‘60 luccica una strana stellina pop:  una versione italiana di Je T’aime… Moi Non Plus, il celebre duetto erotico che l’autore Serge Gainsbourg porta al successo mondiale nel 1969 insieme a Jane Birkin (1). Si intitola Ti Amo… Ed Io Di Più e viene pubblicata, sempre nel 1969, con testo a cura di Claudio Fontana, in arte  Daiano (2). Partner maschile nell’accoppiamento in diretta melodica è Giorgio Albertazzi, in quel periodo compagno della Proclemer.

                                                                                                 je taime singolo

…ma c’è la scure della censura

Timoroso della censura radiofonica italiana, che aveva impedito la programmazione e persino la menzione del brano originale (cosa peraltro accaduta anche nella liberale Svezia!), Daiano elimina il passaggio più scabroso del testo francese, “Tu vas tu vas et tu viens/Entre mes reins” (“Tu vai e tu vieni/Fra le mie reni” – anche la rima resterebbe…) e lo trasforma in un  peraltro imbarazzante “Tu vieni e tu vai, come tu sai/ Dentro agli occhi miei”. Ancor più grave è che, già a partire dal titolo, il paroliere faccia scomparire l’ambiguità concettuale del testo. “Je t’aime… moi non plus” significa letteralmente “Ti amo… io neppure” – la prima frase è affidata alla donna e la seconda all’uomo, il quale sembrerebbe con ciò intendere “non diamo significati sentimentali a una scopata”. O forse vuole fare, in tutti i sensi, il duro. Nella lunga coda conclusiva dell’originale è proprio Gainsbourg a biascicare un “l’amore fisico è senza uscita”, dando così alla vicenda la sfumatura di un ultimo, malinconico tentativo di sesso salva-relazione. La stessa struttura si ritrova anche nella versione inglese, anzi australiana, I Love You… Nor Do I, tradotta da Mick Harvey e affidata alle voci di Anita Lane e di un Nick Cave prima laconico e poi sempre più straziato (qui “l’amore fisico è la fine dell’amore”, addirittura).

Il risultato è un amplesso moooolto impostato

In Ti Amo… Ed Io Di Più l’insieme si riduce insomma a un coito con voce impostata, scappatella pop non troppo riuscita di due personaggi impegnati e noti che vogliono mostrarsi in sintonia con quella liberazione sessuale di cui nel 69 année erotique, sempre per citare Gainsbourg, tanto si parla. Se Anna Proclemer è una Clitennestra seriamente passionale e saggiamente lontana dal (finto) lolitismo di miss Birkin, a deludere è Albertazzi, un Agamennone da privé che, al contrario di Gainsbourg, neppure si cimenta con la breve parte cantata ed evita di compromettersi a proposito dei guai causati dall’amore fisico.

Non si sa se la canzone passò mai in radio nonostante il labor limae di Daiano; di sicuro venne destinata ai juke-box, come dimostra un’edizione senza copertina che sul lato B riporta la ben più casta Un ragazzo, una ragazza di Memo Remigi. E c’è da immaginare lo stupore degli avventori dei bar nel sentire due  attoroni visti anche in tv sospirare a quel modo. Rispetto all’originale i riscontri socio-commerciali non furono comunque gran cosa (3)  e in quell’anno andò mille volte più forte un’altra traduzione dal francese, Lo straniero, struggente ballata on the road di Georges Moustaki.

Ci sarebbe a questo punto poco altro da aggiungere, non fosse per un curioso  dettaglio frutto di una scoperta casuale: se per errore il singolo viene ascoltato a 33 giri  si trasforma (grazie proprio alla voce di Anna Proclemer che usa un registro più basso e scuro rispetto alla Birkin) in un turgidissimo accoppiamento gay maschile con connotazioni sadomaso. In questo modo sì che, in certi ambienti, avrebbe potuto trasformarsi in un vero inno alternativo (4).

Probabile che Anna Proclemer abbia presto  dimenticato questo intermezzo (o incidente di percorso), visto che sul suo sito-diario web, www.annaproclemer.it, non ne fa menzione. Tuttavia c’è da immaginare che non si sarebbe dispiaciuta nel sentirne riparlare. E magari, con voce impostata, avrebbe aggiunto qualche dettaglio divertente.

(1) In origine la voce femminile doveva essere quella di Brigitte Bardot che registrò con Gainsbourg una prima versione di Je t’aime… moi non plus già nel dicembre 1967. Presentendo lo scandalo e le possibili accuse di pornografia, l’attrice francese poi rinunciò alla pubblicazione che avverrà solo nel 1986.

(2) Soprattutto a fine anni ’60 Daiano fu traduttore molto richiesto. Sue sono, fra le altre, Il Volto Della Vita (Days Of Pearly Spencer) per Caterina Caselli,  Quelli Erano Giorni (Those Were The Days) per Gigliola Cinquetti e L’Isola Di Wight (Wight Is Wight) per i Dik Dik. Nel 1974 pubblicò Io Come Chiunque (Sulla Pista Di Cohen), con  brani in italiano di Leonard Cohen.

ti amo brigitte

(3) Sono note (e ascoltabili in rete) altre due versioni italiane del pezzo, una di Ombretta Colli e l’altra di una fantomatica Brigitte. Anche queste non riscossero troppo successo.

(4) Nel 2004 Brian Molko e Asia Argento incisero la canzone a ruoli vocali e orgasmatici rovesciati. Risultato: una fellatio. Noiosetta.

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3 Responses

  1. Marina Regaldi ha detto:

    Ma le stampe di chi sono. Artista nome?

  2. Marina Regaldi ha detto:

    Meravigliosi quadri nel video

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