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RAP ENTRIES NR. 13 (FREDDIE GIBBS, JEREMIH, ARCHY MARSHALL, PUSHA T, RICK ROSS, TY DOLLA $IGN, WIKI)

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Le ultime uscite del 2015 e le prime del 2016: si chiude e si apre bene

di Marina Montesano

Freddie Gibbs Shadow of a Doubt

Freddie Gibbs torna dopo il successo della collaborazione con Madlib con un progetto solo a suo nome: Shadow Of A Doubt (ESGN/Empire Distribution) continua la linea sobria e realista del rapper dell’Indiana. Senza troppi ospiti, Gibbs lascia che siano le sue capacità tecniche a brillare; lirico, tagliente, il suo rap rinvia a modelli classici: da Tupac a NAS, anche se la bella Careless fa piuttosto pensare piuttosto a Bone Thugs-n-Harmony ed Extradite riporta ancora più indietro, verso i tempi di Eric & Rakim. Insomma nell’insieme Gibbs non è un innovatore, ma se avete voglia di un disco di puro rap con Shadow Of A Doubt andate sul sicuro.

httpv://www.youtube.com/watch?v=23O2U41p6cY

7,6/10

JeremihLateNights

Jeremih firma uno dei dischi r’nb’ più interessanti del 2015 con Late Nights (Def Jam): dall’iniziale Planes con J Cole fino ai momenti migliori concentrati verso il centro (Oui, dalle accelerazioni reggae, Drank), il disco è piuttosto bene articolato; Jeremih non ha una di quelle voci che ti inchodano ma è comunque un buon interprete e non gli servono troppi featurings per variare toni e ritmi. Se il riferimento a R. Kelly o Raphael Saadiq, e magari anche a Stevie Wonder, è presente, Late Nights risente maggiormente di influenze hip-hop, e dovrebbe piacere per esempio ai fans di Drake.

httpv://www.youtube.com/watch?v=zO-FqZfqu5U

8/10

archy marshall new place 2 drown

Archy Marshall è il vero nome di King Krule; il 21enne londinese collabora con il fratello Jack sul sorprendente A New Place 2 Drown (XL Recolrdings), purtroppo disponibile al momento solo in versione digitale. Su basi trip-hop-jazz stralunate, Marshall lascia vagare la sua voce baritonale con risultati anche migliori del suo esordio come King Krule. Difficile segnalare un brano o un altro: non solo perché questo è un disco che convince nell’insieme, ma anche perché, in stile jazz, sembra più una lunga suite che un inseme di canzoni. Godibile, però, e convincente dall’inizio alla fine.

httpv://www.youtube.com/watch?v=JawgV3apIeM

8/10

Pusha T King Push Darkest Before Dawn The Prelude

Atteso ritorno per Pusha T, con King Push – Darkest Before Dawn: The Prelude (GOOD Music / Def Jam), che dovrebbe essere appunto il primo episodio di una doppia uscita. Il disco è disponibile negli USA da fine 2015, in Europa sarà reperibile invece solo a gennaio 2016. Come nell’ottimo esordio, Pusha T sceglie di non esagerare in lunghezza: dieci canzoni bastano quando sono efficaci; meno pesantemente influenzato da Kanye West, alla produzione vede alternarsi diversi nomi ma le basi essenziali, senza troppi fronzoli, sono evidentemente quelle che piacciono al nostro, ed è difficile non dargli ragione, perché è ciò di cui la sua voce ha bisogno. Untouchable, Crutches Crosses Caskets  e MPA (con Kanye e ASAP Rocky) al primo ascolto sono i brani che colpiscono di più; ma questo è un disco anche meno pop di My Name Is My Name, quindi non ci si deve attendere niente di troppo immediato; ma ascolti successivi ripagano e confermano lo status di Pusha.

httpv://www.youtube.com/watch?v=NPI_6MX74j4

8/10

Rick Ross Black Market

Meno cliché del solito, complici forse i molti guai recenti, torna Rick Ross con Black Market (Maybach/Def Jam), terzo disco (ufficiale, perché c’è anche un mixtape nel mezzo) in poco più di un anno. Troppo praticamente per chiunque, va detto, ma qui Ross fa quasi centro: un po’ meno che su Mastermind, ma tanto più dell’orribile Hood Billionaire. Bella la collaborazione con NAS su One Of Us e con Dj Premier su Black Opium; su 14 canzoni diverse sono quelle di buon livello. Più sobrio e riflessivo, il nuovo Rick Ross non rivoluziona la scena ma convince.

httpv://www.youtube.com/watch?v=SwcK783BvPU

7/10

TyDollaSignFreeTC

Ty Dolla $ign con Free TC (Atlantic) propone un disco di r’n’b che potremmo facilmente opporre a quello di Jeremih: qui i featurings abbondano, al punto che in due sole canzoni su sedici Ty è da solo, e allineano anche ospiti di non poco peso (da Kendrick a Kanye, passando per Fetty Wap e rae Sremmurd), ma il risultato è al massimo piacevole, a tratti noiosetto. Il problema è che proprio la personalità di quello che dovrebbe essere il protagonista finisce per essere sfuocata, e la produzione con troppe orchestrazioni pare riempire dei vuoti. Si può ascoltare di meglio.

httpv://www.youtube.com/watch?v=snTZ7X8OMuc

6/10

wiki lil me

Wiki dei Ratking trona con un mixtape solista, Lil Me (Letter Racer); una esplorazione delle sue possibilità di rapper dalla voce peculiare e con molte storie da raccontare (ascoltare Living With My Moms, della quale si consiglia anche il video). Se la collaborazione con gli altri due membri, Hak e Sporting Life,  sull’esordio del trio di New York è ancora preferibile, perché mette più in evidenza le qualità di Wiki, bisogna dire che anche qui talento e originalità non mancano. Old Blocks New Kids ma tutto l’insieme è buono, sebbene a tratti lievemente monotono.

httpv://www.youtube.com/watch?v=nRIbNNDXV0E

7,2/10

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