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RAP ENTRIES NR. 6 (Big Sean, Drake, Chris Brown & Tyga, Future Brown, Ghostface Killah & BADBADNOTGOOD)

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Uscite di peso, attese e non, ma TomTomRock è poco convinto

di Marina Montesano

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Big Sean è uno dei molti rapper conosciuti più per le collaborazioni che non per le uscite “in proprio”, visto che i due primi dischi (Finally Famous e Hall Of Fame) non hanno lasciato traccia più di tanto. Del nuovo Dark Sky Paradise (Def Jam – 2015) si parlava da tempo come del momento della consacrazione, anche se il titolo pare un po’ meno autocelebrativo dei precedenti: ci sono Kanye West, Drake, Lil’ Wayne, ci sono alcune canzoni che si ricordano facilmente (Blessings su tutte, ma anche All Your Fault) eppure nel complesso Dark Sky Paradise offre meno di quanto promette; Big Sean è un buon rapper, ma la personalità latita; prova è che Blessings, con Drake, suona come una canzone di Drake, e All Of Your Fault, con Kanye, come Kanye. Purtroppo per lui, Play No Games ospita Chris Brown & Tyga e infatti suona come pura plastica. Alla lunga, però, a non andare è la mancanza di ritmo e di impatto; il tutto un po’ scorre, un po’ si trascina, ma difficilmente trascina.

6,2/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=M6t47RI4bns

Big Sean – Blessings

 

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In un certo senso l’abbiamo anticipato nella recensione precedente: Chris Brown & Tyga riescono con questo Fan Of A Fan: The Album (RCA/Young Money – 2015) a darci un miscuglio tra rap e r’n’b dove non c’è un solo pezzo che colpisca davvero e tutto suona già sentito migliaia di volte. Cliché nella musica, cliché nei testi (persino Pusha T comincia DGIFU citando Dr Dre  e gli altri due gli vanno dietro), beats di plastica, autotune a tutto spiano e brutta persino la copertina.

3,5/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=zKCrSN9oXgQ

Chris Brown & Tyga – Ayo

 

Drake IfYoure

Del tutto inatteso, If You’re Reading This It’s Too Late (Universal/Cash Money – 2015) è il nuovo disco/mixtape di Drake, probabilmente inciso per rescindere in fretta il contratto con la Cash Money di Birdman, dalla quale si è già allontanato Lil Wayne con una causa miliardaria. Ovvio che un’uscita del genere non potrà essere niente di rivoluzionario, e infatti viaggiamo nei territori consueti di Drake, che contrariamente al solito non deve però nemmeno preoccuparsi di infilare almeno un paio di singoli. Dall’iniziale Legend alla conclusiva 6pm In New York siamo dinanzi a brani più che altro d’atmosfera, dove ognuno potrà trovare momenti migliori (per chi scrive No Tellin’) e altri più scontati. Nell’insieme il talento di Drake non ne esce sminuito; però  la sua tendenza a costruire brani lenti alla lunga rischia di trasformare l’atmosfera in noia. L’ascolto di If You’re Reading dopo Dark Sky Paradise di Big Sean, per esempio, potrebbe avere un effetto narcotizzante; e un po’ si rimpiange quando il rap era prima di tutto un beat, un ritmo: non per forza ballabile, ma che quantomeno spinga ad alzarsi dal divano.

6,5/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=0lKH5dMNcq0

Drake – Jungle

 

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Future Brown (Warp – 2015) è il progetto di quattro produttori: Nguzunguzu’s Daniel Pineda, Asma Maroof, Fatima Al Qadiri e Jamie Imanian-Friedman (J-Cush), che in questo LP omonimo assemblano vocalist di diversa provenienza e stile; a volte funziona (Talkin Bandz, Big Homie), a volte molto meno (soprattutto negli episodi reggaeton, come Vernáculo). Il linguaggio scelto è nella prevalenza di ambito statunitense-caraibico il che conferisce alla raccolta una qualche uniformità; i vocalist fanno il loro lavoro discretamente, però nel complesso in questo esordio non c’è niente di davvero imperdibile.

6/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=NkJOzLj7fNY

Future Brown – Talkin Bandz

 

GhostfaceBadbad

Per tutto quanto scritto finora si arriva con gioia all’ultimo Ghostface Killah accompagnato dalla live band BADBADNOTGOOD, che con Sour Soul (Lex Records – 2015) non firma niente di epocale, ma ci immerge in ritmi e atmosfere East Coast piuttosto cinematografici e sicuramente efficaci. Su Six Degrees spunta Danny Brown a infondere un po’ di sana follia, Street Knowledge con Tree è lenta e disperata, Ray Gun con DOOM è un buon singolo, sebbene l’epica Mind Playing Tricks avrebbe funzionato anche meglio in quel ruolo. I semi del Wu-Tang Clan continuano insomma a contribuire nel mantenere la scena hip-hop interessante.

7,3/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=6YW_RqTuZMw

BADBADNOTGOOD & Ghostface Killah – Ray Gun ft. DOOM

 

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TomTomRock è un sito di articoli, recensioni, classifiche, interviste di musica senza confini: rock, indie, pop, hip-hop.

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