Franco Battiato. Camminando con le aquile

Rock e letteratura: David Nieri – Franco Battiato. Camminando con le aquile

Le strade antimoderne nella musica di Franco Battiato.

Voglio vederti danzare
Come le zingare del deserto
Con candelabri in testa
O come le balinesi nei giorni di festa

Voglio vederti danzare – L’arca di Noé (1982)

David Nieri - Franco Battiato

Zingare con candelabri in testa. Balinesi danzanti. Dervisci rotanti con di cavigliere del Katakali… Ma che canzone è mai questa? Si sarà chiesto l’avventore di una discoteca quando, agli inizi del 2000, ma il brano è suonato tuttora, ha ballato questa hit con uno strano testo mixata da dj Prezioso con Marvin. Ebbene in molti se lo sono chiesti, lo stesso è successo a David Nieri quando il fratello portò in casa il 33 giri de La voce del padrone agli inizi degli anni ‘80. Bene questo libretto è rivolto a tutte quelle persone che si chiedono chi sia quest’artista siciliano che da decenni influenza la musica pop italiana e per chi già lo conosce un’occasione per rileggerlo sotto la lente di un nuovo punto di vista.

In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell’incerto cammino del ritorno

Le aquile non volano a stormi – Dieci stratagemmi (2004)

David Nieri: Franco Battiato. Camminando con le aquile

Il libretto curato da David Nieri, editore toscano e appassionato cultore di Franco Battiato, edito da Edizioni Clichy nella collana Sorbonne, si muove lungo il solco della strofa tratta dal brano Le aquile non volano a stormi di Franco Battiato, canzone all’interno di quello che è tra i più contemplativi dischi prodotti nel XXI secolo dal cantautore siciliano, Dieci stratagemmi, ispirato al testo cinese I trentasei stratagemmi e dalla collaborazione con lo storico delle religioni Gianluca Magi. Un formato tascabile e agile per orientarsi nel giardino musicale di uno degli artisti della scena pop italiana tra più sperimentatori e multiformi e allo stesso tempo colto e raffinato.

Oltre la biografia

Il libro è diviso in quattro momenti: una biografia che introduce alla vita artistica del cantautore tra viaggi, collaborazioni come quelle con Milva, Alice, Giuni Russo, fasi artistiche (mai come in questo caso diversissime e spesso agli antipodi). Una biografia che rilancia suggestioni e rimandi alla seconda parte, ovvero la riflessione di Nieri sulla produzione artistica di Battiato da cui il titolo del libro “Camminando con le aquile”. La terza parte si chiama “Parole e immagini”, dove il curatore ha raccolto immagini diverse della vita del cantautore con brani tratti da canzoni e interviste rilasciate in quei pochi libri che negli ultimi vent’anni hanno cercato di raccontare il Battiato-pensiero. Chiude il libro con una puntuale discografia e la bibliografia usata per scrivere il libro, vasta per un’opera così agile e di veloce lettura.

Paragoni filosofici più che pop

La riflessione di Nieri affronta uno dei temi più spigolosi della produzione artistica del cantautore siciliano: l’antimodernità. Vuoi per un occhio spesso negligente della pubblicistica colta e, più spesso, divulgativa, vuoi perché Battiato vanta una produzione musicale trasversale, dall’elettronica all’opera, e la sua antimodernità è sempre stata catalogata come un fatto più di costume e d’immagine che filosofica.

 

L’artista si sofferma sui “cortocircuiti del tempo presente”, con ironia, e in questo l’autore individua sia le previsioni di Oswald Spengler del Tramonto dell’Occidente, sia il complesso sistema di simboli delineato nel saggio di René Guenon, Simboli della scienza sacra. Questi i binari di lettura su cui si muove Nieri per delineare questo aspetto della poetica del maestro di Milo, senza dimenticare l’adesione al sistema filosofico, quasi religioso, di Georges Ivanovic Gurdjieff i cui riferimenti sono noti al grande pubblico.

A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata

a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie

Bandiera bianca – La voce del padrone (1981).

Le canzoni simbolo del Battiato antimoderno

Nieri si sofferma sulle canzoni simbolo del Battiato antimoderno, ma un disco tra tutti è quello che compare spesso nella sua riflessione, L’Arca di Noè (1982), album seguente La voce del padrone. Un disco di riflessione e di ritorno all’essenziale, dopo il successo pop del disco di Bandiera bianca e Centro di gravità permanente, dove si trovano canzoni come L’esodo e Clamori, dove si canta del “predominio della macchina sulla spiritualità”. Ma la ricerca prosegue con continui riferimenti anche a interviste, come quella raccolta nel libro di Franco Pulcini, Franco Battiato. Tecnica mista su tappeto (1992). Un libro, quello di Pulcini, utile al curatore del libro per via delle dichiarazioni del cantautore dove l’“antimodernità del nostro si esprime dunque a vari livelli, contemplando la prospettiva pubblica e quella privata”.

Laggiù tutto è ordine e bellezza
Calma e voluttà
Il mondo s’addormenta in una calda luce
Di giacinto e d’oro

Invito al viaggio – Fleurs (1999)

David Nieri invita al viaggio con Franco Battiato. Camminando con le aquile

Non è facile scrivere di Franco Battiato: “In definitiva, un musicista classico, uno sperimentatore d’avanguardia, un operista e un autore di canzoni si uniscono per tessere un ordito sonoro invisibile che intende congiungere la prospettiva terrena con quella soprannaturale”. E’ una complessità di cui il curatore è conscio, eppure il libro parte da questa poliedricità con una scrittura diretta e puntuale.

David Nieri

David Nieri

Quello di Nieri è un invito ad un viaggio, in una produzione musicale così proteiforme, nella vita artistica di un uomo e nella storia stessa della musica italiana, che alla fine non possiamo che sorprendentemente rispecchiarci.

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Giuseppe Losapio

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Nato a Bisceglie in Puglia, vive a Pordenone e si diverte a fare il docente a Brugnera. Ha infatti la fissa per Federico II, Castel del Monte e gli U2, e qualche anno fa si è perso nella nuove ondate della musica indipendente italiana, tanto che ha collaborato con la rivista musicale Just Kids. Continua a leggere e mangiare musica tanto che ha fatto fuori in un anno tre cuffie e le casse del suo Mac si sono ritirate dalle scene.

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