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Rock e letteratura: L’Agente del Caos di Giancarlo De Cataldo

Rock e letteratura: non sempre un incontro felice?

Rock e letteratura

Verrà forse il giorno in cui sarà doveroso fare un bilancio della musica rock mettendone a confronto la genialità con i suoi lati più oscuri. In tanti articoli precedenti l’abbiamo decantata, ma ci sono anche scrittori come Michel Houellebecq che hanno per esempio intravisto nella violenza una conseguenza inevitabile della Stagione dell’Amore e in personaggi come Charles Manson non “una mostruosa deviazione dell’esperienza hippy, bensì il suo logico risultato” (Le Particelle Elementari).

L’Agente del Caos di Giancarlo De Cataldo

Il nuovo libro L’Agente del Caos di Giancarlo De Cataldo, pur non dando una risposta a queste domande, parte proprio da lì. Cioè dallo stesso punto in cui ci eravamo lasciati con la recensione di Killing Rock Revolution di Alessandro Bruni, dove il protagonista frequenta il gotha dei musicisti rock, accede al sancta sanctorum delle celebrità rock e lì purtroppo hanno inizio i suoi guai. Si ritroverà infatti coinvolto in un gioco molto più grosso di lui in cui viene cooptato per fare il gioco sporco voluto dalle intelligence.

Nel romanzo di De Cataldo, invece, il protagonista è un uomo duro e scafato che riesce a manovrare gli stessi servizi segreti che vorrebbero manovrare lui. In un caleidoscopio di continui rimandi e capovolgimenti di ruolo, la trama non svela mai se lo scopo delle intelligence – con progetti come MKUltra o con l’arruolamento di ex nazisti – fosse quello di mantenere o di scardinare l’ordine; di combattere o arginare il fenomeno della droga; di appoggiare o contrastare gli artisti rock.

Giancarlo De Cataldo  e le citazioni musicali

Per descrivere Jay Dark, il suo personaggio principale, De Cataldo ricorre al testo di Drug Store Truck Drivin’ Man, canzone dei Byrds eseguita a Woodstock da Joan Baez:  “Beh, si è fatto la casa in collina / suona musica country fino a sfinirsi / è amico dei pompieri è un deejay notturno / ma ha idee molto diverse dalla musica che suona” recitano i versi centrali. E li si può applicare alla figura di Ronald Reagan, come fece Joan Baez durante il concerto, ma anche agli agenti provocatori infiltrati nei movimenti della controcultura che in realtà obbediscono a ben più oscure macchinazioni.

 

De Cataldo è maestro nel creare collegamenti riconducibili fino ai giorni nostri fra lo smercio di sostanze dopanti e il cambio di mentalità avvenuto in Occidente. Ciò che lui definisce l’instaurarsi della mitologia del caos – una trasvalutazione dei  valori che sembra affascinarlo e disgustarlo allo stesso tempo.

LSD

In particolare mi hanno colpito sia l’accostamento tra il profeta dell’LSD Alexander Trocchi e Leonard Cohen (i due effettivamente si incontrarono) sia i seguenti versi tratti da una presunta poesia dello stesso Trocchi sempre sull’LSD:

Esile si spande / il povero limo dei miei anni… / dopo che sarò morto “Margarina” / diranno / “che scambiava per burro”.

Tarantula di Bob Dylan

La strana dicotomia burro/margarina ricorda troppo da vicino il seguente passo tratto da Tarantula di Bob Dylan per non risultare sospetto:

Dicevi che il mio lavoro dell’anno scorso, “L’Odore del Re”, era eccellente e poi dici che non ho fatto niente di altrettanto eccellente da allora. Mi dici a chi cavolo stai parlando? Devi trovarti qualcosa di vero da fare nella vita. Mi par di capire che hai apprezzato il pezzo che hai visto ieri intitolato “L’Assaggiatore di Scimmie” riguardo al quale hai detto che costituiva “un interessante lavoro di burro scolpito nella forma di un giovane a cui piacciono solo le donne africane”. Sei un idiota. Non significa affatto quella cosa lì. Ti dichiaro che non voglio più aver niente a che fare con le tue fissazioni. Davvero non mi importa quello che pensi del mio lavoro visto che nemmeno lo capisci. Devo andare adesso. C’ho un grosso pezzo di margarina che m’aspetta in vasca da bagno.

Rock e letteratura

Sì, ho detto MARGARINA e la prossima settimana potrei decidere di usare formaggio fresco. E non m’importa quello che pensi dei miei esperimenti. Ti prendi troppo sul serio. Ti verrà un’ulcera e finirai all’ospedale. Ti metteranno in un reparto dove non puoi avere visitatori. Andrai fuori di cranio. Non me ne frega niente. Sono così stufo delle tue manie e delle tue regole che potrei non rivolgerti più la parola. Ricorda solo una cosa, quando vedi un pezzo di burro, è di te stesso che stai parlando, quindi mettici pure la tua firma (…)

Difficile recensire L’Agente del Caos

Chiedo scusa per la lunga citazione. La mia in realtà non vuole essere una recensione quanto piuttosto una piccola esplorazione nelle dimensioni surreali adombrate nel libro di De Cataldo, dove non esistono le solite bussole per permettere a chi legge di trarne una morale rassicurante. Infatti l’alter ego dello scrittore finisce nelle ultime pagine con l’ingurgitarsi un acido. E non si sa fino all’ultimo se ne sia valsa la pena. E non a caso l’ex presumibilmente agente della CIA e “illuminato dall’LSD” Timothy Leary fa da sfondo all’intera vicenda narrata. I protagonisti del romanzo inseguono tutti una trascendenza raggiungibile solo con l’assunzione di stupefacenti.

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Trevigiano di nascita e romano di adozione. Nel maggio 2016 ha pubblicato “Ballando con Mr D.” sulla figura di Bob Dylan e nel maggio 2018 il suo nuovo libro, “Da Omero al Rock”.

Marco Zoppas

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Trevigiano di nascita e romano di adozione. Nel maggio 2016 ha pubblicato “Ballando con Mr D.” sulla figura di Bob Dylan e nel maggio 2018 il suo nuovo libro, “Da Omero al Rock”.

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