Blur live 4

BLUR @ LE ZÉNITH (Paris, 15.06.2015)

Blur live 4

di Marina Montesano

Dodici anni di assenza sono tanti, soprattutto se la band sono i Blur e la città è Parigi, non inclusa dalle effimere reunion degli ultimi tempi. Ma oggi gli inglesi sono tornati con maggior merito, avendo prodotto un disco inaspettatamente bello qual è The Magic Whip. Il che significa uno Zénith pieno all’inverosimile e sold-out nel giro di qualche giorno; l’evento è celebrato dalla presenza delle telecamere che ripropongono il concerto in diretta su Arte.fr. Poco passate le otto, con la fossa in larga parte già piena, salgono sul palco i congolesi Jupiter & Okwess: facile immaginarla una scelta di Damon Albarn, che con la musica africana ha trafficato parecchio. Il gruppo suona con grande perizia tecnica e vivacità; più lontani di così dal suono Blur non si potrebbe, ma la mezz’ora passa abbastanza bene.

Blur live 1

Poco dopo le nove le luci si spengono di nuovo, ma questa volte si accende lo schermo che dietro la band proietterà per tutto il tempo video coloratissimi di psichedelia pop (e molti gelati); una scelta che potrebbe spiazzare quanti amano concentrarsi sul suono e basta, ma comunque sposano bene la musica del quartetto; che, per la serata, si espande un bel po’ con la presenza fissa di un tastierista e quella saltuaria di quattro coristi e altrettanti fiati.

Blur live 2

La setlist è sostanzialmente un greatest hits con ampi inserimenti dall’ultimo disco; impensabile qualcosa di diverso dopo un’attesa così lunga! Che The Magic Whip non sia però solo un pretesto per tornare in scena (stile Rolling Stones, per intenderci) lo dimostra il fatto che la prima canzone proposta è una sostenuta Go Out, terzo brano del nuovo disco, e Lonesome Street segue poco dopo.

Blur live 3

Ma il pubblico, già bello vivace, si scatena davvero sulle note di Coffee & TV, indimenticabile canzone/video del cartone di latte, cantata come nell’originale da un Graham Coxon in piena e ritrovata forma con l’aiuto di un Damon Albarn grande mattatore, che tira l’acqua al pubblico e poi si avvicina alle mani protese, scende alla transenna, sale sugli amplificatori laterali.

Blur live 8

Anche la lenta Out Of Time riceve grandi ovazioni, mentre il pubblico si calma un po’ sugli episodi più lenti di The Magic Whip, ossia Thought I Was a Spaceman e My Terracotta Heart, che sono invece, va detto, entrambe splendide. Così come dispiace per l’esclusione dell’altrettanto bella There Are Too Many of Us dalla setlist, ma vale appunto quello che si diceva: il pubblico è attratto dagli hits del passato o dalle canzoni più movimentate. E infatti I Broadcast riceve un’accoglienza decisamente migliore.

Blur live 5

Di nuovo l’apoteosi dell’entusiasmo si raggiunge sulle note di una Parklife spettacolare, una Tender lunga e sentita, o ancora con Song 2. La band esce per qualche minuto ma i bis sono evidentemente previsti: ne arrivano anzi ben quattro, fra i quali Girls & Boys fa ballare e cantare chiunque, inclusi Barbie e Big Jim sullo schermo.

Blur live 10

Per finire con l’elegiaca The Universal – quasi a dire al pubblico di darsi una calmata e andare a casa. Un trionfo senza momenti deboli, una band in piena forma che torna dopo tanti anni con uno dei suoi dischi migliori e che dal vivo dimostra charme e simpatia intatti.

Blur live 9

Blur live 7

Blur live 6

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