Buffy 2

BUFFY SAINTE-MARIE @ The Tabernacle (London, 26.03.2015)

Buffy 2

di Giovanni Ferrari

Reduce da una manciata di date inglesi come spalla a Morrissey, la 74enne artista Canadese-Cree Buffy Sainte-Marie approda a Londra in una rigida serata d’inizio primavera per un concerto nell’intima sala del Tabernacle di Notting Hill Gate. Ad accoglierla un pubblico variegato e trepidante – se non proprio foltissimo – di fedelissimi (ciò probabilmente dovuto al fatto che la data era stata annunciata con un anticipo di appena due settimane).
A sorpresa, pochi minuti prima dell’entrata in scena, si sparge per sala il dolce aroma di salvia bianca, le cui foglie essicate gli indiani del Nord-America sono soliti bruciare per purificare gli ambienti prima di una cerimonia. Ed ecco che Buffy fa il suo ingresso sul palco, sorridente, con indosso pantaloni e giacca di velluto neri, e lunghe collane di perle e piume colorate. I membri della band prendono posto e attendono concentrati che lei inforchi la chitarra e dia inizio allo strepitoso It’s My Way (title track del suo album di esordio del 1964) per poi unirsi, uno strumento dopo l’altro, al suo ipnotico groove.

Buffy 1
Seguono brani noti a quasi tutti i presenti in sala, brani che Buffy introduce con aneddoti divertenti e auto-ironici (I’m Going To Be A Country Girl Again e Not The Loving Kind) o con più serie ma non banali considerazioni sullo stato delle cose (Soldier Blue, Sweet America, Bury My Heart At Wounded Knee). Non mancano all’appello anche la tenera e struggente Until It’s Time For You To Go e la celebre Up Where We Belong- tema del film Ufficiale e Gentiluomo cantato in duo da Joe Cocker e Jennifer Warnes, che nel 1982 fruttò alla nostra un premio Oscar.
Il timbro, la potenza e l’espressività della voce che risuona in sala questa sera sono quelli di sempre, così come lo è l’urgenza che Buffy inietta in ciascuno dei diciannove brani in scaletta. Del notevole trio di musicisti che la accompagna, in particolare colpiscono la precisione e la furia marziale del batterista canadese Michel Bruyere (Eagle & Hawk; Bruthers of Different Muthers) che a tratti sembra quasi in preda a un’estasi percussiva.
Benché principalmente associata a un genere- quello folk- che da decenni ormai non fa più presa sull’immaginario del grande pubblico, mai durante questi intensi e tiratissimi novanta minuti di concerto si avverte quello sgradevole senso di esser lì ad onorare una reliquia di tempi andati. Conferma di ciò è la presenza in scaletta di alcune nuove composizioni davvero notevoli tratte da Power In The Blood- nuovo album in uscita a maggio.

Buffy 3
Buffy si congeda con una breve e fulminante Starwalker dedicata “alle generazioni del passato, del presente e del futuro- che da migliaia e migliaia di anni continuano e continueranno a confrontarsi con la difficoltà di condividere questo pianeta pacificamente.”
E quando poi le luci in sala si riaccendono, il pubblico si guarda intorno attonito, scuote la testa incredulo, cerca conferma negli sguardi dei vicini di non essere il solo ad essere stato toccato nel profondo dalla disarmante comunicatività di Buffy. E la trova. E con questa conferma scivola via per le strade di Notting Hill in una tarda serata di inizio primavera non più rigida, ma magica.

httpv://www.youtube.com/watch?v=eU0fS0GA6Ek
httpv://www.youtube.com/watch?v=yTfW_5p-d38

 

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