David Byrne Concerto

Concerto: David Byrne @ Festival Days Off

David Byrne star del Festival Days Off alla Philharmonie di Parigi.

David Byrne Concerto

La star internazionale al festival Days Off di questo 2018 è senza dubbio David Byrne, di scena il 3 luglio. Impegnato in un tour mondiale che fra pochi giorni lo porterà anche in Italia per presentare il suo American Utopia. Lo accoglie la bella sala centrale della Philharmonie di Parigi, dedicata a Pierre Boulez. La serata è introdotta da Laura Mvula, la cantante di Birmingham che ha già all’attivo un paio di album che spaziano fra jazz, gospel e pop filtrati dall’elettronica. Si esibisce insieme a un batterista / polistrumentista e intrattiene molto bene il pubblico per circa 45 minuti, in un sala già piena.

Messa in scena speciale per un David Byrne in splendida forma

David Byrne Concerto

Il cambio è rapidissimo grazie a una messa in scena che prevede un palco assolutamente vuoto e senza alcuna postazione fissa per una band composta da ben 12 membri. Musicisti e ballerini che, con indosso un’ingegnosissima imbracatura che sorregge strumenti e microfoni, schizzano di qui e di lì con estrema destrezza e precisione, seguendo le tracce di una coreografia firmata dalla newyorkese Annie B-Parson (Big Dance Theatre). Coreografia che letteralmente incendia il palco di danze febbricitanti per due ore intere. Danze febbricitanti alle quali Byrne, che con questo suo American Utopia Tour alza la sbarra dell’ambizione, tiene testa senza alcuna defaillance, ballando, suonando e cantando con una voce che non ha perso nulla della sua potenza ed espressività degli esordi.

Le funzioni del cervello declinate da David Byrne in apertura

David Byrne Concerto

Lo spettacolo comincia con Here, brano di chiusura di American Utopia. Seduto a un tavolino al centro del palco, con in mano una riproduzione del cervello, Byrne illustra al pubblico le sue diverse funzioni. Intanto i musicisti suonano dietro una fitta tenda, invisibili allo sguardo. Byrne terrà a sottolineare, verso la metà del concerto, che tutto è rigorosamente suonato live.

Le canzoni dei Talking Heads incendiano il Days Off

E con quale energia! Dopo l’inizio atmosferico si fa strada il ritmo: almeno metà degli strumentisti suonano vari tipi di percussioni. Si pesca dal nuovo disco, dal repertorio da solista più recente e da quello con i Talking Heads. I Zimbra è esplosiva, così come tutti i classici: da This Must Be The Place a Once I A Lifetime a Born Under Punches. Ci si trova a riflettere, a concerto finito, su come suonino attuali se non futuristiche a qualche decennio dalla loro uscita.

David Byrne: Burning Down The House

David Byrne Concerto

Anche le canzoni di American Utopia fanno bella figura. Alcune come I Dance Like This e Bullet suonano più corpose e compatte rispetto alle versioni in studio. Verso la fine del concerto arrivano poi Blind e Burning Down The House a chiudere un concerto che ci si aspettava bello, ma che lascia letteralmente senza fiato. Le resistenze di quanti vorrebbero ascoltare seduti (ma come si fa?) vengono finalmente sconfitte e tutti sono in piedi a ballare.

Encores al Festival Days Off

Acclamato e sorridente, David Byrne torna per gli encores, che sono Dancing Together (composta insieme a Fatboy Slim) e una febbricitante The Great Curve. Poi esce nuovamente per tornare un’ultima volta in compagnia degli strumentisti, dei ballerini e di Laura Mvula. Insieme intonano Hell You Talmbout, la canzone composta da Janelle Monae nel 2015 per ricordare, nominandole una a una, le vittime afroamericane delle brutalità di polizia e vigilantes. Bellissima chiusura per un David Byrne che anche stasera si dimostra artista polivalente, in grado di coniugare spettacolo, teatralità e impegno genuino: al servizio della musica quanto della società.

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Amici dall’adolescenza, legati dalla passione per David Bowie e, più in generale, per la musica. Adesso la condividiamo anche su TomTomRock.

Giovanni Ferrari e Marina Montesano

Written by

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