Gaye Su Akyol e Altin Gün

Concerto: Gaye Su Akyol e Altin Gün

Rock in Istanbul.

È certamente una bella fortuna trovarsi a Istanbul e avere la possibilità di vedere i concerti di due fra gli artisti più talentuosi della scena rock turca.

Gaye Su Akyol – Kadiköy Sahne, Istanbul, 27 aprile 2019

Gaye Su Akyol live

Si comincia con Gaye Su Akyol, tre dischi bellissimi all’attivo, che si esibiva nel quartiere asiatico di Kadiköy, oggi una zona con una vita notturna molto attiva e animata da una miriade di locali affollati fino a tarda notte. Il concerto è programmato per le 22;30. Mentre mi reco al Kadiköy Sahne incrocio i tifosi del Fenerbahçe non troppo felici per l’ennesimo pareggio casalingo che li lascia in piena zona retrocessione. Entro alle 22 e ciò che subito colpisce, ma per la città turca è una prassi, è l’attenzione che viene posta agli spettatori, dalla possibilità di lasciare le giacche, alla pulizia dei bagni, al bel bar che serve sia cocktail che birre e queste ultime rigorosamente in bottiglia. Le pareti sono dipinte di nero, il soffitto è basso e così il palco, questo causerà qualche piccolo problema di acustica e di visibilità.

L’ovazione del pubblico per Gaye Su Akyol

La sala ben presto si riempie, il concerto è sold out, e con venti minuti di ritardo appare sul palco la band, tutti con una mascherina nera sugli occhi. Subito il groove potente della batteria (prevalenza delle pelli e poco uso dei piatti la caratterizzerà per tutta la serata) e del basso mettono in chiaro che sarà una serata molto calda. Qualche secondo ed ecco Gaye Su Akyol accolta dall’ovazione del pubblico. Una leggera casacca nera con scintillanti ricami sul blu, stivali gialli sopra il ginocchio e short neri, un po’ odalisca e un po’ principessa di Guerre Stellari, canta ispirata e coinvolgente il primo brano Ölü Bir Adama, tratto dal suo disco di esordio.

rock in istanbul

 

Non c’è dubbio che sappia tenere benissimo il palco. È sensuale e misteriosa, suadente e aggressiva, e sa mantenere il feeling col pubblico, composto in buona parte da giovani e con un’ampia partecipazione femminile, creando un climax emotivo destinato a impennarsi man mano che l’esibizione va avanti.

Una band all’altezza accompagna Gaye Su Akyol

La band la supporta con grande forza. Mancano ovviamente rispetto al disco i fiati, ma la tastiera swirling e psichedelica di Görkem Karabudak sopperisce ampiamente, regalando vitali momenti di travolgente rock anatolico. Senza dimenticare le esecuzioni di brani intensi e malinconici come Şahmeran, coi suoi preziosi arpeggi di chitarra. E soprattutto una Bağrimizda Taş da brividi. Il momento culminante dello show è stato senz’altro Istikrarli Hayal Hakikattir, non a caso ripresa anche in uno dei tre bis, che ha davvero infiammato il pubblico coi suoi riff trascinanti di chitarra e la voce calda e ricca di sensualità di Gaye Su Akyol.

Una setlist completa al Kadiköy Sahne

Splendida la setlist che ha proposto buona parte dell’ultimo disco, più tre brani da Develerle Yasiyorum del 2014 e Kurmizi Rüalar dalla colonna sonora di Rosso Istanbul di Ozpetek. Durante i bis sale sul palco a duettare con Gaye Melikşah Altuntaş, cineasta e conduttore tv, popolare nel suo paese. Non credo di esagerare dicendo che Gaye Su Akyol è oggi una delle regine della scena mondiale. La sua capacità di affascinare con una proposta musicale aperta a influenze diverse pur restando legata alla splendida tradizione del rock anatolico è oggi vincente, innovativa e vitale e dal vivo conferma in pieno il mio entusiasmo per i suoi dischi. Un ringraziamento allo staff del locale che, contattato via Messenger, mi ha fornito tutte informazioni necessarie per realizzare questo report.

Gaye Su Akyol e Altin Gün

Altin Gün – Salon ISKV, Istanbul, 28 aprile 2019

Il giorno dopo tocca ai giovanissimi Altin Gün, anche loro come la Akyol nel prestigioso roster Glitterbeat. La band è composta da tre olandesi innamorati del rock anatolico e da tre turchi. Si esibiscono  al Salon IKSV: siamo nella parte europea a due passi dal Tünel e dalla Torre di Galata, altro luogo della movida stambuliota. Anche qui locale molto accogliente, con una programmazione dedicata al meglio dell’indie mondiale (due giorni dopo ci sarebbero stati i Kikagaku Moyo). Pareti sempre nere, ma palco più ampio e soffitto alto, l’acustica si rivelerà perfetta e la puntualità svizzera. Alle 20 in punto i Nostri infatti salgono sul palco.

Concerto sold out al Salon ISKV

Neanche il tempo e già ti senti completamente travolto dall’incredibile groove impresso dalla sezione ritmica, e l’andamento pulsante di Yolcu, brano che apre il nuovo album Gece, è quanto di meglio per smuovere tutto il pubblico, mentre il saz di Erdinç Ecevit disegna fiammeggianti volute psichedeliche e Merva Deşdemir accompagna scatenata col tamburello. Una presenza scenica davvero notevole quella della piccola, ma grintosa cantante che si è spesa senza risparmio per tutta la durata del set, catalizzando l’attenzione del folto pubblico. Anche questa sera per la terza volta il locale era sold out; non ci poteva essere modo migliore per iniziare il tour del nuovo fantastico album Gece uscito il 26 aprile.

Un concerto lungo e intenso per gli Altin Gün

Il set ha presentato in pratica integralmente i due dischi fino a ora realizzati dagli Altin Gün: più di 90 minuti senza un attimo di stanchezza, i complessi intrecci fra saz, tastiere e chitarra irretiscono e affascinano, citano melodie anatoliche e volute psichedeliche. Sia la voce femminile che quella maschile funzionano alla perfezione, modulano  tonalità ora morbide e sentimentali ora vigorose e decisamente rock. La possente sezione ritmica, oltre alla batteria ci sono anche le percussioni, non disdegna fughe nel funk, come in Şoför Bey.

Gli Altin Gün in tour

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Dopo gli inevitabili bis la band si è concessa ai fan firmando i dischi, scambiando quattro chiacchiere. Con me si sono lamentati di aver suonato pochissimo in Italia e in particolare di non aver trovato date per questo tour che li porterà in giro per l’Europa. Prova questa di una certa miopia nazionale, perché gli Altin Gün hanno tutte le qualità per soddisfare chi ama il rock. Il loro set è divertente e appassionante, se ne esce pienamente soddisfatti e soprattutto con animo leggero e felice, convinti che se ci sono giovani band come questa il rock è vivo e vegeto.

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Ignazio Gulotta

Written by

Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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