Janelle Monáe Concerto

Concerto: Janelle Monáe @ Jazz à la Villette

Il festival Jazz à la Villette, Parigi, 5 settembre 2018.

Janelle Monáe Concerto

Come già in passato, il festival Jazz à la Villette apre le porte alla black music contemporanea. Stasera è di scena la talentuosa Janelle Monáe, che presenta il disco uscito qualche mese fa. Gli spazi della Grande Halle sono completi e riscaldati da una colonna sonora pre-concerto composta soprattutto di classici synth-pop e disco del passato.

Janelle Monáe presenta Dirty Computer

Poco prima delle 21, le luci si spengono e come d’abitudine Janelle Monáe viene portata sul palco da due simil-infermieri su una brandina, sulle note di Dirty Computer. Lo spettacolo è molto americano nel gusto: le ballerine la attorniano, la messa in scena è accuratamente studiata, lo spirito di James Brown e di Prince aleggia sulla Villette. Tuttavia, la sostanza non manca: Janelle Monáe è in grado di tenere bene la scena, di cantare e di rappare; anzi, nei momenti rap ricorda l’ineguagliabile Lauryn Hill, e non è cosa da poco.

Janelle Monáe Concerto

Ma alla Villette non mancano i classici dei dischi precedenti

La scaletta pesca soprattutto dal nuovo Dirty Computer, con una lunga versione di Screwed come momento migliore. Però anche la ballata I Like That e Make Me Feel funzionano bene. Va detto, tuttavia, che i brani più eccitanti restano quelli di Electric Lady: la title track,  Prime Time  e  Q.U.E.E.N. C’è la sola Tightrope a rappresentare ArchAndroid, ma in chiusura e in una versione lunga e tirata.

Alla fine del concerto Janelle Monáe invita il pubblico sul palco

Janelle Monáe Concerto

Sempre verso la fine dello spettacolo, Janelle Monáe sceglie qualche fan da portare sul palco a ballare. Per vedere chi ‘has got the juice’, sulle note di (ovviamente) I Got The Juice. Un po’ ‘un’americanata’ secondo i nostri standard, ma la fa anche Nick Cave (senza danze), quindi non ci lamentiamo. In realtà, Janelle Monáe sa assicurare uno show di classe, divertente e coinvolgente. Al quale aggiunge una buona dose di simpatia. Nonché l’impegno personale in favore dei movimenti lgbt e black lives matter: con poche parole, che arricchiscono e umanizzano lo spettacolo perfetto che lei e la sua band sono in grado di offrire.

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

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