mogwai @ estragon, bologna
Foto di Federica Fabbroni

Concerto: Mogwai @ Estragon

Mogwai all’Estragon (Bologna), il 29 ottobre 2017.

mogwai @ estragon, bologna

Foto di Federica Fabbroni

Mi trovo in un certo senso in imbarazzo a voler tradurre in parole il live di un gruppo che non ha bisogno di parole per esprimersi (e la cui grandiosità dal vivo mi intimidisce e intimorisce).
I brani più belli dei Mogwai, a parte qualche rarissima eccezione, sono interamente strumentali e anche questa è una delle caratteristiche che me li fa amare tantissimo.
Ogni loro concerto è un’esperienza fisica, prima ancora che emotiva. Un crescendo costante di volumi, di intensità e di passione. All’Estragon di Bologna hanno aperto con Friend Of The Night e hanno chiuso, doverosamente, con Mogwai Fear Satan. In mezzo, hanno pescato qua e là ripercorrendo gran parte della loro carriera ventennale: da Young Team (Mogwai Fear Satan, appunto) a Rock Action (Take Me Somewhere Nice e 2b Rights Make 1 Wrong), da Happy Songs for Happy People (Haunted By A Freak) a Mr. Beast (We’re No Here), da The Hawk Is Howling (I’m Jim Morrison, I’m Dead) e Rave Tapes (Remurdered) fino all’ultimo Every Country’s Sun (la title track).

La musica dei Mogwai è fluviale

Mi sarò sicuramente persa qualcosa, ma non voglio fare la ragioniera, anche perché la loro musica è proprio tutto il contrario. È un fiume placido che ti attrae convincendoti ad immergerti nelle sue acque. Ben presto però si trasforma in una corrente potente che ti ti tira nel vortice e ti trascina fino all’orlo della cascata. Tu sei lì e non sai se resistere o lasciarti andare. Ma poi ti abbandoni, ti butti e non torni più su.

Mogwai (Don’t) Fear Satan

E, nella climax incredibile di un pezzo che ti fa tremare ogni volta che lo ascolti dal 1997, aspetti ancora quel preciso istante in cui la perfezione di quell’attacco, immancabilmente, ti imbarazza per la sua bellezza e ti sconvolge tutti gli organi. È come guardare per l’ennesima volta la scena di un film che ti fa paura. Conosci nel dettaglio ogni movimento, ogni suono, ogni tempistica, ma quel qualcosa che accade in quel preciso istante, ti terrorizza comunque.
Anche stavolta c’è stato un evidente spostamento d’aria anzi, stavolta più che mai ho percepito un sussulto corale, un colpo in faccia che ci ha fatto indietreggiare tutti – nello stesso istante – di qualche millimetro, lasciandoci senza parole. Io l’ho sentito.

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