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D’ANGELO AND THE VANGUARD – SECOND COMING TOUR (Palais des Congrès, Paris, 16 febbraio 2015)

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D’angelo And The Vanguard sbarca a Parigi per il Second Coming Tour.

Breve tour europeo per D’Angelo e la sua band, dopo l’acclamatissimo ritorno con Black Messiah. A Parigi la sede scelta è il Palais de Congrès, uno fra i teatri più freddi che la scena della capitale possa offrire, ma capiente (e quasi completo, nonostante prezzi astronomici) con i suoi 3700 posti a sedere. E già questo pone un problema, perché è difficile pensare a un concerto del genere con il pubblico in poltrona. Altro dubbio, più serio, riguarda la band e il nuovo disco: realizzato in modo sublime in studio e proprio per questo forse non facile da rendere live.

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Il pubblico è già quasi tutto in sala poco dopo le otto e si attende con Joey Badass in sottofondo. Solo verso le nove le luci si spengono e nel buio si sente l’inizio di Prayer; sul palco si può solo intravedere D’Angelo, raggiunto gradualmente dai Vanguard: ma le luci non si accendono fino alla successiva 1000 Deaths, potentissima. Alle prime note di Ain’t That Easy D’Angelo esclama “Paris won’t you move your feet?!” ed è il segnale necessario; tutti sono in piedi, molti si avvicinano al palco e l’atmosfera si riscalda.

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Il nuovo D’Angelo

Scherza in Back To The Future Part I: ” So if you’re wondering about the shape I’m in / I hope it ain’t my abdomen that you’re referring to” (versi che più tardi saranno cantati col sorriso sulle labbra). E in effetti D’Angelo è molto cambiato dal ragazzo sulla copertina di Voodoo; i quindici anni passati, alcuni dei quali non troppo serenamente, pesano sulla sua condizione fisica, ma non sulla voce e sulla capacità di fare spettacolo. Uno spettacolo, va detto, molto “americano”, tanto da far tornare in mente James Brown; non per le scenografie, piuttosto sobrie, ma per la musica: la coda dei brani spesso si allunga, le jam servono a improvvisare e a far partecipare il pubblico.

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Una grande band accompagna D’Angelo

Tutte cose che ci si può permettere se si hanno nella band musicisti del calibro di Jesse Johnson, che ricordiamo con Prince, e di Pino Palladino, che ricordiamo praticamente con chiunque. Ma anche gli altri non scherzano; la seconda chitarra di Isaiah Sharkey, per esempio, sostiene ammirevolmente Really Love, una delle canzoni che alla vigilia potevano sembrare fra le più complicate da riproporre live, e che invece è un successo pieno.

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Altro momento importante The Charade, con D’Angelo incappucciato a interpetare il testo più esplicitamente politico. Il pubblico, però, applaude molto anche le vecchie canzoni, come Feel Like Makin’ Love, Brown Sugar e One Mo’ Gin, anche se a chi scrive Black Messiah pare un disco decisamente superiore rispetto ai pur ottimi precedenti; ma il D’Angelo più R’n’B è indiscutibilmente restato nel cuore dei molti che, a ragione, guardano alla forza soul sprigionata e non all’apparenza: il messaggio di Back To The Future, insomma, è pienamente recepito dai fan vecchi e nuovi. Sugah Daddy conclude la prima parte, in un medley lunghissimo che include Sir Nose D’Voidoffunk (Parliament) e You Can Have Watergate Just Gimme Some Bucks And I’ll Be Straight (The J.B.’s): siamo ormai in pieno trip funky e ancora una volta la band è non solo professionale, ma anche divertita.

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Dopo la già ricordata Back To The Future e Chicken Grease il concerto si conclude, come immaginabile, con Untitled; alle prime note sembra che il teatro debba venir giù per gli applausi: D’Angelo sente il calore e ne offre un’interpretazione magistrale, lunghissima e molto emotiva, che resterà a lungo in mente dopo la conclusione dello show. Verso la fine si siede alle tastiere e, a partire dal batterista per finire con Palladino, i musicisti lasciano il palco mentre le luci si abbassano gradualmente e lui resta solo, in penombra, come aveva cominciato, a sussurrare: “How does it feel? It feels good”.

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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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