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DRENGE – PARIS (La Maroquinerie – 24 Aprile 2014)

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Si conclude alla Maroquinerie di Parigi il tour europeo dei Drenge, duo inglese del quale TomTomRock si era interessato precocemente, intervistandoli ancor prima che uscisse il loro primo disco.

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Preceduti da una fama di live band esplosiva, i due sono in scena alle nove precise, fanno ciao con la mano al pubblico e senza una parola partono a razzo. Nel corso del concerto diranno un paio di ‘merci’ e poco altro.

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La dinamica di un duo chitarra/batteria è ormai stata eternata da coppie famose, come i White Stripes e i Black Keys, per i quali l’armonia sul palco passa attraverso sguardi d’intesa che guidano la direzione da prendere; insomma è necessaria una buona dose di feeling, al punto che agli esordi Jack e Meg avevano fatto circolare la voce d’essere i fratelli White.

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Eoin e Rory sono davvero i fratelli Loveless, e sarà forse per questo che nemmeno si guardano: Eoin suona e canta con gli occhi chiusi, Rory è nascosto dietro una massa di capelli che si agitano, e l’interazione principale avviene quando si tirano i tappi delle bottiglie d’acqua minerale. Sembra quasi di avvertire una lieve tensione tra fratelli, alla quale parrebbe alludere il recente video che illustra Fuckabout. E tanto meglio se a beneficiarne è la musica.

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Il muro del suono è impressionante, feroce, sebbene preciso e a modo suo pulito. Bloodsports è perfetta, ferale, ma è sul finale, quando il ritmo rallenta proprio con Fuckabout e poi con Let’s Pretend che i fratelli danno il meglio di sé, tanto da far pensare che la loro vena migliore, anche compositiva, stia nelle ballate melodiche, ancorché crude e scorticate. Nella coda noise di Let’s Pretend, Eoin si lascia andare a un numero da Jimi Hendrix in erba, poi abbandonano gli strumenti e vanno via.

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Marina Montesano

Written by

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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