Florence live 1

FLORENCE + THE MACHINE @ LE ZENITH (Paris, 22.12.2015)

Florence live 1

 

di Mariangela Macocco

Sul finire di un anno ricchissimo di concerti ed eventi per la capitale francese, ha fatto la sua apparizione a Parigi una travolgente Florence Welch. Biglietti venduti in pochissime ore già a metà giugno e sala pienissima : il concerto di Florence + The Machine, in tour per promuovere il recente album How Big How Blue How Beautiful, era attesissimo. La cantautrice inglese ha l’aura di una rockstar e allo stesso tempo di una diva e assistere a un suo concerto è un’esperienza per certi versi impagabile.

Immagino sia difficile aprire la serata prima di Florence : l’esibizione dei Palma Violets, band inglese con all’attivo due album degni di nota e con una discreta carriera, per quanto breve, è risultata piuttosto noiosa e l’allure dei due lead singer non è stata di grande aiuto. Un gruppo da tenere d’occhio, ma che per il momento, non mi pare convincere, specialmente dal vivo.

Florence live 3

Verso le 21, eccola, entra in scena Florence. Una cascata di capelli rosso fuoco, pantaloni e gilet bianco e una camicia azzurra, sale sul palco a piedi nudi, ma subito scende gli scalini che portano alla barriera e va incontro al pubblico. È da subito chiaro che Florence vuole stabilire un legame stretto con il pubblico e vuole, reciprocamente, che il pubblico le sia vicino : alla barriera si avvicinerà in più di un occasione, come per esempio sulle note di Rabbit Heart, cantata in buona parte in mezzo ai fan delle prime file. La musica che ci propone Florence Welch è una sorta di pop/rock art dal sapore antico: il suo ultimo album è una buona declinazione di questa sua idea di interpretare la musica. Simmetricamente possiamo dire la stessa cosa del concerto che ha proposto brani del nuovo album, vecchi cavalli di battaglia e cover, regalando ai presenti una serata sospesa fra musica e pièce teatrale.

Si apre sulle note di What the Water Gave Me, brano contenuto nell’album Ceremonials del 2011 a cui segue l’applauditissima Ship to Wreck dall’ultimo lavoro. Florence non si limita a cantare, interpreta i brani modulando la sua bellissima voce come se si trattasse di un’aria d’opera, modulando la voce e accompagnando la musica con dei passi di danza. Corre da un lato all’altro del palco: vuole che tutti la vedano e lei stessa dice di volerci vedere tutti, di non voler perdere nessuna prospettiva della sala.

Florence live 2

Florence ci parla di amore e di musica: la musica serve a connettere gli spiriti e a stabilire legami: prima di interpretare The Third Eye, Florence ci chiede di non filmare la canzone, di riporre i telefoni, di ascoltare la musica, di spegnere gli schermi per aprire occhi, orecchie e cuori.  Ed è esattamente quello che succede in una sala completemente rapita dalla sua folgorante personalità. Delilah e la cover dei The Source, You’ve Got The Love precedono How Big How Beautiful. Florence ci spiega che è una canzone che parla di bellezza e di amore e della fiducia che nell’amore si deve riporre. Vuole sapere come  si dice in francese “That’s it, Si grand, si bleu, si beau” ed ecco che parte il pezzo più emozionante della serata.

Si alteranano altri brani vecchi e nuovi : Shake It Out, Cosmic Love, Long and Lost, e come in una serie magica, che porta alla chiusura, le meravigliose Queen of Peace, What Kind of A Man e in finale Dogs Days Are Over. Eravamo in una Parigi ancora scossa da una ondata di violenza senza precedenti e Florence non si è dimenticata di portare il suo affetto alla città ferita, con la sua consueta discrezione, dolcezza ed eleganza, a dimostrazione del fatto che si può arrivare al cuore degli altri senza retorica. E lo ha fatto anche in chiusura di serata,  per gli encore, con All You Need Is Love dei Beatles e I Love You All The Time, cover degli Eagles of Death Metal, registrata con i Maccabees e i cui proventi saranno devoluti alle vittime degli attentati di novembre.

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