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JULIAN CASABLANCAS + THE VOIDZ – CASINO DE PARIS (Paris, 8 dicembre 2014)

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di Marina Montesano

Messi a riposo gli Strokes per un tempo indeterminato, la nuova avventura di Julian Casablancas con i Voidz non ha fatto l’unanimità; è un suono ben più estremo, quello dell’esordio Tyranny, che a tratti unisce prog e hardcore, rispetto a quanto proposto dalla vecchia band; e i vecchi fan che l’attendono a Parigi (con striscione ‘Julian we love you’) potrebbero esserne delusi. Apre la serata con una sala già piena King Tuff in formazione a tre; rock ‘n’roll simpatico, gli applausi non mancano e una prima mezz’ora passa gradevolmente. Dopo una pausa non troppo lunga salgono sul palco i Voidz e per ultimo Julian Casablancas, accolto da un entusiasmo che si accresce grazie alle note di Instant Crush, la canzone dei Daft Punk, in grado di mettere tutti d’accordo. Bella versione, seppure poco rappresentativa, con il suo dance-pop brillante, del concerto ben più duro che seguirà.

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Ma prima di parlare della musica, diciamo qualcosa della scena: Casablancas è un performer peculiare, ben lontano dalle pose della rockstar, sebbene acclamato come tale. Il palco resta quasi sempre illuminato a stento, e spesso i fari puntano sugli strumentisti, lasciando il nostro quasi completamente al buio. Quando non canta, scambia qualche parola, tra francese e inglese, con il pubblico, più spesso esce per pochi secondi, si fa da parte, dà le spalle alla sala rivolto alla batteria. Posa o carattere schivo? La seconda sembra la risposta più probabile. Ma detto questo, a tratti Casablancas è anche capace di incendiare un brano con la voce come pochi cantanti oggi sono in grado di fare.

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E’ quanto si ascolta con alcuni pezzi tratti dall’ottimo Tyranny: Human Sadness è struggente come il titolo promette; When No Eagles Fly e Johan of Bronx risultano devastanti, a tratti puro hardcore, nel quale però tanto la band quanto Casablancas sono bravi a non perdere la vena melodica. La musica è dura, insomma, però mai confusa. Nonostante questo si notano piccole defezioni tra il pubblico che forse si attendeva qualcosa di più leggero; ma gli applausi, il pogo e l’entusiasmo hanno sicuramente la meglio sullo scetticismo.

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Dal repertorio del passato vengono riproposti Crunch Punch, successo del solo Julian, e un paio di brani degli Strokes: Ize Of The World e I’ll Try Anything Once. Non male, ma sono piuttosto le nuove canzoni a rappresentare il meglio del concerto. Non troppo lungo, a dire il vero, perché dopo poco più di un’ora la band sembrerebbe già aver terminato. Ritornano per la sola Dare I Care e per una breve passeggiata di Casablancas a contatto con le prime file di fans. Rispetto agli ultimi Strokes, comunque, Julian sembra molto più calato all’interno del nuovo progetto, molto più presente. Se così è, allora largo ai Voidz: se lo meritano.

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Julian Casablancas + The Voidz live @ Casino de Paris

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