Tame Impala live Zenith

TAME IMPALA @ LE ZENITH (Paris, 31.01.2016)

Tame Impala live Zenith

di Mariangela Macocco

Band australiana amatissima e protagonista indiscussa del 2015 grazie all’ottimo Currents, i Tame Impala hanno fatto tappa a Parigi la scorsa domenica, infiammando uno Zenith sold out da settimane. Una serata fredda e piovosa, quella del 31 gennaio, che ha subito cambiato aspetto grazie ai suoni e ai colori regalatici del gruppo di Perth. Ma andiamo con ordine. Sono arrivata piuttosto tardi allo Zenith: i cancelli erano già aperti da un po’ e sul palco già si stavano esibendo i Jagwar Ma, gruppo australiano come i Tame Impala e come questi ultimi impegnato in un rock psichedelico molto gradevole. Sono comunque riuscita ad arrivare alla barriera e ho potuto apprezzare buona parte della loro esibizione, che si è conclusa in crescendo sulle note di The Throw.

Jagwar Ma live Zenith

Una breve pausa e, in uno Zenith completamente riempito, è iniziato lo show dei Tame Impala. Un punto luminoso proiettato su un grande schermo a descrivere sempre più velocemente un vortice di luce. Visivamente è un caleidoscopio di mille colori quello descritto dalle luci che illuminano il palco dei Tame Impala. E per spezzare subito il ghiaccio, è sulle note di Let It Happen che si aprono le danze, mentre una pioggia di coriandoli viene fatta cadere sulla platea.

httpv://www.youtube.com/watch?v=S16Ntr2mU7A

Stralunati e simpaticissimi, i Tame Impala, guidati da Kevin Parker, comunicano con il pubblico trasmettendo una indubbia carica di buonumore e allegria. Non sono solo i brani dell’ultimo lavoro protagonisti del concerto. A Let It Happen, estratto da Currents, seguono infatti Mind Mischief e Why Won’t They Talk To Me dal precedente bellissimo Lonerism e It Is Not Meant to Be da Inner Speaker, album del debutto nel 2010 che ha fatto sin da subito apprezzare la vena creativa del gruppo, impegnato in una continua rivisitazione ed elaborazione delle sonorità psichedeliche degli anni 60-70, riprese senza alcun timore reverenziale, aggiornate in modo da renderle nuove e attuali. Pezzo attesissimo, Elephant, sempre da Lonerism, irrompe quasi a metà, facendo da apripista alla serie che chiude la prima parte del concerto. The Less I Know The Better ed Eventually sono brani belli su disco ma ancora più live. La voce in falsetto di Parker è sostenuta da una base musicale trascinante, eseguita con maestria e accompagnata da luci e colori che illuminano il palco come la sala. Eventually è forse il pezzo forte della serata. Momento clou di Currents, è attesissimo dal pubblico, che ne approfitta per cantare assieme al gruppo. Apocalypse Dreams chiude la prima parte del concerto nel modo migliore, in un uragano di suoni e colori.

httpv://www.youtube.com/watch?v=oRbSYXgU7TY

Una piccola pausa ed ecco gli encores. I brani proposti in chiusura sono i più emozionanti della serata: Feels Like We Only Go Backwards, occasione per una nuova pioggia di coriandoli sul pubblico impegnato a intonare il ritornello a squarciagola e New Person Same Old Mistakes, divenuta anche più conosciuta in seguito alla cover di Rihanna, conclusione eccellente di uno dei concerti migliori, senz’altro fra i più emozionanti, a cui abbia assistito negli ultimi anni.

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