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TINDERSTICKS – LONDON (Barbican Hall, 25 ottobre 2013)

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di Giovanni Ferrari e Marina Montesano

E’ con un breve tour che i Tindersticks hanno scelto di celebrare i vent’anni di attività; a Londra li accolgono l’affascinante cornice del Barbican e un pubblico ben contento di festeggiare una band che, pur non adeguatamente amata nella madrepatria (e certo meno che nella quasi adottiva Francia), si è creata un piccolo culto di adepti molti dei quali (anche data l’età media) sicuramente seguono i Tindersticks dagli esordi. Tutti si aspettano un concerto speciale, speranza confermata dal volantino che su ogni poltrona in sala traccia la storia della band e annuncia una formazione accresciuta da un’ampia orchestra.

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Appena in scena, Stuart S. Staples comunica che il concerto sarà diviso in due parti: una prima, più breve, risulta anche più raccolta. Staples, seduto, attacca Tricklin’ e poi un’eccellente Marseilles Sunshine nella versione del recente Across Six Leap Years. A Night So Still e She’s Gone sono gli altri highlights di questa prima parte, che dura poco più di mezz’ora. Al rientro in sala si cambia registro, a partire dal set di luci che, da avvolgenti, si aprono a sottolineare l’ampiezza del palco e il numero di musicisti che lo calcano. Sometimes It Hurts da Waiting For The Moon apre il set più lungo, che contiene canzoni dall’intera loro carriera. C’è spazio per tre brani dall’ultimo, bellissimo The Something Rain, inclusa un’esplosiva The Fire Of Autumn seguita da Medicine e da City Sickness, dal disco d’esordio: dal 2012 al 1993, insomma, senza apparente soluzione di continuità, segno di una band che ha saputo creare e mantenere nel corso degli anni una propria cifra stilistica. L’esecuzione è perfetta, la musica e il cantato vividi come le luci semplici ma efficaci che illuminano i Tindersticks e i loro amici. Say Goodbye To The City e A Night In rappresentano un apice emotivo perfetto e dopo un’altra ora piena la band lascia il palco.

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Sull’onda degli applausi tornano per una rara Travelling Light, interpretata da Staples insieme a Gina Foster, cui segue Can We Start Again? Nuova uscita di scena dei Tindersticks ma non del pubblico che li acclama rumorosamente fino al ritorno della sola formazione-base a cinque per una sommessa Patchwork, che chiude definitivamente una bellissima serata, ricca di pathos, di classe e di canzoni splendide. L’essenza stessa di Stuart S. Staples e dei suoi Tindersticks.

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Tindersticks – Can We Start Again? (live @ Barbican)

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