Baustella

BAUSTELLE – FANTASMA (Atlantic – 2013)

Baustella

di Mauro Carosio

Stasera inizia la 63° edizione della più popolare kermesse della canzone italiana nazional-popolare. Quest’anno il festival di Sanremo si presenta come una vera e propria rivoluzione rispetto alle edizioni precedenti. Al posto dei soliti noti, tra i concorrenti troviamo nomi che mai più avremmo pensato di vedere sul palco dell’Ariston; basti citare, fra gli altri, Marta Sui Tubi e Almamegretta.
E allora perchè non i Baustelle vista la virata verso la canzone meno rock e più d’autore che è la caratteristica principale del loro ultimo album?
La Morte, il primo estratto del nuovo disco, è un brano che potrebbe tranquillamente partecipare al “nuovo” festival di Sanremo con ottime probabilità di vittoria. Un’aria raffinata, abboccata quanto basta, non banale e di sicura presa su un ampio pubblico.
Fantasma nel suo insieme è un disco teatrale, melodrammatico, a tratti sinfonico, concepito come una colonna sonora con tanto di titoli di testa e coda. Un disco da leggere più che da ascoltare, vista l’importanza assoluta che Bianconi e Co. hanno dato ai testi di ogni singolo pezzo; le canzoni appaiono “scuse” per raccontare qualcosa di più profondo: dall’olocausto a Pasolini passando attraverso complicate (a volte eccessive) elucubrazoni in bilico tra eros, thanatos, universi catastrofici e citazioni letterarie.
Il gruppo di Montepulciano quindi, dopo essersi imposto come una delle più interessanti realtà del pop-rock nostrano, ha deciso di spiazzare il suo pubblico lasciando aperta una voragine di critiche e un senso di spaesamento che pervade l’ascoltatore per tutta la durata del disco.
Un giudizio esaustivo, a fronte della nota storia dei Baustelle, appare impossibile nell’immediato. Capolavoro o noia mortale?
Senza dubbio è fuori discussione un valore artistico di ottimo livello per quanto riguarda la raffinata orchestrazione e gli arrangiamenti perfetti. Stiamo parlando di grandi musicisti con un passato di tutto rispetto. Forse ci aspettavamo altro? O forse non abbiamo ancora digerito un nuovo corso?
Di fatto non ci resta che riascoltare, magari più volte, Fantasma e sperare che quell’emozione che al momento non è arrivata si manifesti all’improvviso convincendo coloro i quali stanno ancora guardando, perplessi, il volto “fantasmatico” della ragazza in copertina con troppi capelli…

6/10

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=K8e10KA4wJk

Baustelle – La morte (non esiste più)

 

 

 

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