bill fay sender

BILL FAY – WHO IS THE SENDER? (Dead Oceans – 2015)

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di Raimondo Bignardi

Nuovo album per l’ultrasettantenne cantautore britannico. Dopo due buone uscite all’inizio degli anni 70, Bill Fay e Time Of The Last Persecution, soprattutto la seconda, Bill scomparve, complice la totale indifferenza del mercato, forse già saturo di bravi songwriters, per riapparire a sorpresa circa 35 anni dopo. Motivo: la pubblicazione dell’album Tomorrow, Tomorrow And Tomorrow, inciso parecchio tempo prima e rimasto nel cassetto fino alla riscoperta da parte di David Tibet (Current 93) che lo distribuisce con la propria etichetta. Altro lungo silenzio e poi due album in tre anni: il primo, Life Is People (2012), gran bel disco, e ora questo Who Is The Sender? In uscita a fine aprile.
Un album molto omogeneo, sulla scia del precedente, forse più compatto ma meno scintillante.
Lo stile prende in parti uguali dal folk-rock inglese e da quello americano. C’è un po’ di Randy Newman (le orchestrazioni), un po’ di Leonard Cohen (l’incedere triste e dimesso), molto gospel e un po’ di folk celtico. A me ha ricordato a tratti David Ackles (un titolo per gli avidi music lovers: American Gothic) e anche gli chansonniers francesi.
Brani più belli: How Little, con un bel finale di chitarra elettrica, la title-track, ballatona in crescendo e The Freedom To Read, con la chitarra acustica in evidenza.
In conclusione, il ritorno di un minore degli anni 70 che diventa un fuoriclasse nel XXI secolo, come dire che nel paese dei ciechi l’orbo è un re.

7/10

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