C Duncan architect cover

C DUNCAN – ARCHITECT (Fat Cat Records – 2015)

 C Duncan architect cover

di Antonio Vivaldi

Il ventiseienne scozzese C (Christopher) Duncan è figlio di due compositori classici e ha studiato pure lui composizione. Più o meno contemporaneamente ha studiato anche rock’n’roll imparando a suonare chitarra, basso e batteria. Poi ha deciso di fondere le due esperienze e, invece di fare gli ZZ Top con quartetto d’archi (poteva essere un’idea…), ha inciso Architect.  Date le premesse questo disco d’esordio poteva essere una cosa tanto ben fatta quanto presuntuosa. Considerando poi che, come da manuale alt-rock, il giovane Christopher lo ha inciso standosene chiuso nella sua cameretta,  un ulteriore rischio era quello di un lavoro sin troppo solipsista secondo la lezione di Bon Iver o del primo Iron & Wine. Entrambi i pericoli sono stati sventati. Intanto Duncan sa come scrivere pezzi dal fluido andamento pop e associarli a un’ampiezza di spazi che gli deriva certamente dagli studi classici. In secondo luogo sa come sovrincidere strumenti e voci con incastri naturali che fanno ricordare il Brian Wilson pre-impazzimento (con la differenza  che il nostro fa tutto da solo e non pare sul punto di diventare consumatore seriale di gelato). Architect è un disco che riesce a essere solare e invernale e che comunica un  benessere piacevolmente svaporato e venato da sbuffi di malinconia, oltre che da qualche veniale caduta nel lezioso. Di primo acchito si percepiscono tanti  referenti, dalle suadenti melodie anni ’20 di Ivor Novello ai cori misteriosi dei Fleet Foxes, dal gusto per il brit-paesaggio dei Metronomy ai quadretti esistenzialisti di Belle & Sebastian. Poi, a poco a poco, escono fuori le canzoni, tutte affini fra loro nell’andatura mid-tempo, ma tutte (o quasi) caratterizzate da qualche tocco specifico, come un intermezzo fischiettato, un bridge imprevisto, una batteria che d’un tratto diventa più incisiva.  La felicità di avere tante idee e sapere come organizzarle: in questo Architect è un disco unico.  E i margini di miglioramento del ragazzo di Glasgow sono ancora ampi.  

7,7/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=JJrmX59QM5M

Here To There

print

TomTomRock è un sito di articoli, recensioni, classifiche, interviste di musica senza confini: rock, indie, pop, hip-hop.

tomtomrock

Written by

TomTomRock è un sito di articoli, recensioni, classifiche, interviste di musica senza confini: rock, indie, pop, hip-hop.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *