Drenge Undertow cover

DRENGE – UNDERTOW (Infectious – 2015)

Drenge Undertow cover 

di Antonio Vivaldi

Nessuno ha mai pensato che fossero super-originali o qualcosa di definibile come ‘nuovo inizio’. Però nei primi singoli dei Drenge, ormai risalenti a tre anni fa, si percepiva un’energia giovanile ansiosa e sincera, canalizzata in  canzoni in grado di fondere grunge e britpop e dove l’immaginario gore dei testi sembrava provenire più dalla Marvel che da Stephen King. Da allora i fratelli Eoin e Rory Loveless si sono mossi con saggezza: concerto dopo concerto si sono costruiti un’eccellente reputazione live, hanno giocato su qualche loro screzio interno in stile Gallagher più carucci e meno coatti, si sono trasferiti dal romantico Peak District a una città aspra e con lunga tradizione rock quale Sheffield, hanno aggiunto alla formazione un bassista e, cosa più importante di tutte, hanno pensato a come incidere un album che non fosse una copia carbone dell’esordio. Ci sono riusciti.

httpv://www.youtube.com/watch?v=dF70_BcdxVs

Drenge – Favourite Son

Undertow è un disco più compatto, scuro  e inquieto del precedente. Scompare quasi ogni traccia pop e come referenti si passa da White Stripes e Blur a Queens Of The Stone Age e Stooges. I riff di Eoin Loveless suonano granitici e desiderosi di amplificazioni spaccatappi per le orecchie, come se il lavoro fosse pensato innanzitutto per la trasposizione in ambiente grande festival, magari sul palco principale. E se tutto questo può far pensare a una furba mossa commerciale (sotto la regia dell’esperto produttore Ross Orton), il risultato complessivo è, nuovamente, all’insegna della sincerità, del desiderio di assecondare una svolta che sa ancora molto di ormonale, come dimostra anche la sessualità inquieta di alcuni testi. Altro rischio, dato il contesto sonico, poteva essere la perdita di lucidità della scrittura. Salvo qualche momento di ristagno per troppa distorsione, le canzoni hanno invece una nitidezza sorprendente che ne enfatizza il tono a volte minaccioso (il video di We Can Do What We Want), altre volte misterioso, eppure con un fondo di ingenuità: due bravi ragazzi che ancora giocano a fare i cattivi e riescono a convincersi di esserlo. 

8/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=nsqy-z8HQ-o

We Can Do What We Want

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