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ED TULLETT – FIANCÉ (Monotreme – 2016)

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di Guido Siliotto

Qualcuno forse l’aveva notato alle prese con il remix di Hinnom, TX di Bon Iver, oppure per la collaborazione con Novo Amor, che, dicono le cronache, gli avrebbe fruttato ben un milione di contatti su Spotify. Chi scrive, invece, si accorge di Ed Tullett solo grazie a un promo che si è fatto strada insinuandosi tra la gran mole di inutili novità ascoltate negli ultimi tempi. Nato a Oxford e cresciuto a Brighton, il ventiduenne esordisce con Fiancé, disco che si inserisce con coerenza nel catalogo Monotreme. Elettronica è la parola d’ordine, ma declinata secondo un’indole folk. Il metodo di Tullett non è certo innovativo, ma senza dubbio efficace nello svolgimento. Anzi tutto, la scelta di suoni che riecheggiano la new wave, senza assecondare mai la tentazione di darci dentro col ritmo – chissà, magari qualcuno (lui stesso?) ci lavorerà sopra in sede di remix. E poi, soprattutto, è la voce a fornire la chiave: un falsetto androgino fin troppo esasperato, ma che proprio per questo finisce per conquistare. Tullett non ha paura di esagerare, o forse neppure si rende conto di farlo, e questa mancanza di calcolo – o, comunque, un calcolo che non torna – lo rende assai simpatico. I brani scorrono con lento incedere, a tratti magniloquente, facendosi largo in un sinistro strato di tenebra, quasi mai ammiccando, se non verso il finale, in una Are You Real, che, pur non tradendo il resto, potrebbe aprire a sviluppi futuri. Solo un consiglio: occorre uno stato d’animo adeguato per affrontare i nove brani del cd, quindi luci basse e niente distrazioni.

7,5/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=sk-49zns0r0
Malignant

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