Garbage

GARBAGE – STRANGE LITTLE BIRDS (Stunvolume – 2016)

Garbage

Un album da non perdere, per fan e non della band

di Mariangela Macocco

Non hanno certo bisogno di grandi presentazioni i Garbage, band di punta nel panorama grunge e alternativo degli anni ’90. Risale allo scorso anno il ventennale delle pubblicazione dell’album di debutto degli scozzesi/americani capitanati dalla seducente e sempre affascinante Shirley Manson, l’omonimo Garbage che, ricco di tracce culto per gli adolescenti di quella che fu la Generazione X, catapultò la band nel pantheon dell’era grunge. Basti citare Only Happy When It Rains, Queer e Stupid Girl. Sopravvivere al proprio mito non è mai facile, ma i Garbage sono ritornati quest’anno con un nuovo lavoro, il primo dal 2012, anno in cui è stato dato alle stampe Not Your Kind Of People, album senza infamia e senza lode che all’epoca aveva ricevuto critiche altalenanti e che non aveva completamente convinto né critica né fan, nonostante gli espliciti propositi del gruppo di tentare una strada più innovativa e sperimentale. Era molto atteso questo nuovo lavoro, quindi, per capire a che punto fossimo giunti nel percorso artistico della band.

httpv://www.youtube.com/watch?v=hSa_hbutFt0

Empty

Con Strange Little Birds siamo in un certo senso costretti a fare un salto indietro nel tempo e ci troviamo nuovamente immersi in pieno nelle sonorità e nelle tematiche più anni 90, ivi comprese le atmosfere tristi e cupe dei testi. L’esito è singolare e difficilmente classificabile, specie per chi, come chi scrive, ama molto la musica di quegli anni e di quelle atmosfere si è nutrita. Se infatti, da un canto, si potrebbe imputare ai Garbage l’assenza di reali novità e sperimentazioni musicali, dall’altro non possiamo non apprezzare lo sforzo compiuto dalla band nel tentativo di rivisitare e rielaborare la propria musica delle origini, dando vita ad un lavoro più che apprezzabile e che si lascia ascoltare con grandissimo interesse.

httpv://www.youtube.com/watch?v=1lpcdAR9ij0

Even Though Our Love Is Doomed

Undici titoli, per 52 minuti totali, l’apertura è affidata a  Sometimes, brano di grande effetto, batteria e piano in evidenza a creare un’atmosfera quasi cinematografica. “Sometimes I feel so jealous/Sometimes I feel insecure”, canta Shirley e questo è solo un piccolo assaggio della generale tendenza di tutto il lavoro. Seguono Empty e Blackout, quest’ultimo uno dei pezzi migliori, fra i più rock d’antan assieme a We Can Stay Alive, con le sue chitarre distorte. Night Drive Loneliness si apre con un magnifico riff di chitarra e una batteria martellante che fanno da contrappunto alla voce di Shirley in un crescendo di grande impatto. Altrettanto bella Amends, che chiude l’opera sulle note struggenti di rimpianto e di disperazione per un amore finito. Da segnalare anche Even Though Our Love Is Doomed, una delle tracce più intimistiche dell’intero lavoro, una sorta di dichiarazione d’amore in cui tenerezza e disperazione si mescolano a creare un effetto dolceamaro. Nel complesso un album da non perdere, per fan e non della band.

7,5/10

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