gaz coombes matador

GAZ COOMBES – MATADOR (Hot Fruit/Caroline – 2015)

gaz coombes matador

di Marina Montesano

Ci sono dischi che trovi interessanti già dalle prime note e poi gli ascolti successivi servono solo a confermare quell’impressione iniziale. E’ quanto succede con Matador, seconda prova solista per l’ex Supergrass, in parte differente e decisamente migliore rispetto al precedente Here Comes The Bomb. Le prima note sono quelle di Buffalo, lieve elettronica che poi si apre in una melodia epica: ma non è il pezzo più bello, perché le successive 20/20 e The English Ruse sono decisamente fra le composizioni migliori che Gaz Coombes abbia mai scritto, da solo o con i Supergrass. Matador è un disco che osa di più, volgendosi come detto a una strumentazione spesso elettronica; anzi le parti che hanno questa caratteristica (oltre quelle già citate, sicuramente To The Wire) sono le più interessanti, perché altrove (The Girl Who Fell To Earth e Detroit) tutto diventa più consueto, sebbene sempre di fattura pregevole. Ed è anche un disco personale nel vero senso della parola, Matador, perché Coombes suona quasi tutti gli strumenti e produce; la sua voce limpida è invece, ovviamente, una conferma. Nel complesso un disco che va molto al di là di quanto fosse lecito aspettarsi.

7,8/10

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Gaz Coombes – 20/20 (Live at 229, London)

 

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