GLEN HANSARD DIDNT HE RUMBLE

GLEN HANSARD – DIDN’T HE RAMBLE (Anti Records – 2015)

GLEN HANSARD DIDNT HE RUMBLE

 

Didn’t He Ramble nuovo disco per Glan Hansard.

Through summer’s long and winter’s cold/ May you always have someone good to hold / And may good fortune be a constant and a loyal friend: così canta Glen Hansard in Winning Streak, una delle tracce più emblematiche di Didn’t He Ramble, suo nuovo lavoro in uscita il 18 settembre.

Il dublinese, vincitore di un premio oscar nel 2007 con il brano Falling Slowly, in coppia con Markéta Irglová, con la quale forma il duo The Swell Season, vanta oramai una carriera lunga un quarto di secolo. A tre anni di distanza dal precedente album solista Rhythm And Repose, il nuovo lavoro di Hansard percorre strade sicure e da lui ben conosciute, rivisitate per l’occasione e illuminate da una luce nuova. Famoso per le sue ballate che ci raccontano di amori infelici e cuori spezzati, nella più classica maniera irlandese, Hansard nel nuovo lavoro, pur proseguendo sulla falsariga del passato, ci regala invece dei brani insolitamente carichi di ottimismo, pieni di speranza e forieri di tutti i buoni sentimenti associati a una solida amicizia.

Le canzoni di Didn’t He Ramble

L’album si apre sulle note di Grace Beneath The Pines, traccia che ci introduce sin da subito in questa nuova atmosfera estremamente positiva: I’ll get through this canta Hansard, come per autoconvincersi. Si tratta di un brano molto semplice, spoglio, sorretto dalla bella voce di Hansard che fa da contrappunto a una melodia appena accennata. Il secondo, Wedding Ring è un classico blues, così come lo è Stay The Road, scandito da un semplice ma molto efficace riff di chitarra. Just To Be The One è una della tracce più riuscite dell’ intero lavoro, costruita su una melodia sussurrata fra fiati e chitarra e che prende lentamente piede attorno a strofe cantate a voce bassissima.

McCormack’s Wall ci riporta ad atmosfere tipicamente irlandesi, sia per il testo che per il violino che trionfa in un finale decisamente dublinese. Lowly Deserter è il secondo pezzo forte dell’album: la tromba di Curtis Fowlkes accompagna degnamente la voce di Hansard in una melodia trascinante e jazzata. La già citata Winning Streak insieme a Her Mercy sono estramente ben costruite fra voce e melodia giocata attorno a efficaci linee di chitarra. Infine Paying My Way e My Little Ruin, a completare un album decisamente riuscito e da ascoltare con grande attenzione, in attesa di assistere a un live di Hansard, attualmente in tour in Europa.

8/10

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Mariangela Macocco

Written by

Mariangela Macocco è stata inviata di TomTomRock da Parigi fino al marzo 2018.

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