gruff rhys

GRUFF RHYS – AMERICAN INTERIOR (Turnstile – 2014)

 gruff rhys

di Fausto Meirana

La quarta prova solista del leader dei Super Furry Animals, gruppo gallese di relativa fortuna, si concentra in un viaggio a ritroso nel tempo, sulle vicende  di un connazionale, John Evans,  che nel diciottesimo secolo si occupò di risalire  il fiume Missouri nell’affannosa  ricerca di una popolazione che parlasse ancora il gallese. Il progetto, oltre alla dozzina di canzoni qui raccolte, comprende anche un film, un libro  e, voilà, anche una   app per smartphone. Viste le località toccate dal  viaggio intrapreso da Rhys, in compagnia di un pupazzo con le supposte fattezze di Evans, il consueto mélange di brit-pop e rock per adulti è qui trasfigurato  dalle  ovvie  influenze d’oltreoceano, come il quasi-rockabilly di 100 Unread Messages o il morbido easy listening da freeway  della significativa Liberty (Is Where Will Be). Altrove,  nella  sempre gradevole selezione il tono epico sfugge un po’ di mano a Rhys, specialmente quando, magari per necessità filologiche, ricorre al suono più morbido ed evocativo della lingua gallese.

7.5/10

 

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Gruff Rhys – American Interior

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