ibeyi album

IBEYI – IBEYI (XL Recordings – 2015)

ibeyi album

di Gian Luca Valentini

Mi sono chiesto se il cd delle sorelle gemelle Ibeyi fosse un disco “furbetto” e “piacione” . La risposta è sì. Mi sono chiesto se fosse comunque un bel cd. La risposta è no. Eppure…
Il punto essenziale è che, se non facessero gli “acutini” filo-Björk, le franco-cubane Ibeyi avrebbero una bella voce. Ne fanno pochi, ma li fanno. Lo sanno? E’ voluto? E’ un caso?
Sarà … Quando fanno le “acutangole” un po’ i coglioni ti girano, però uno dice son carine e glielo perdona.
Poi partono con la loro vera e bella voce, ma si sputtanano con la musica piaciona.
Le note del pianoforte che introducono Behind The Curtain sono eccezionali, stagliano le rotte desolate coperte di mosche e carcasse di animali di tropici un po’ tristi. “Dove sei tu ora? Uomo, spasimante mio. Fuori dalla mia vita per sempre!”. Beh, interessante, dico. Perché il cd sembra davvero funzionare in questi tratti. Sperimenta, diventa buona world music e loro sono indubbiamente bravissime. Il difetto è proprio che non riescono a star lontane da Björk, artista che, ultimamente, è davvero sopravvalutata.
Eppure la confusione ritorna perché poi si aggirano nel jazz in maniera tecnica e potente. Lisa e Naomi sono artiste che si portano dentro Cuba, il posto che ha la musica nelle vene, però, un attimo dopo, sembrano dimenticarlo per cercare di accontentare chi cubano non vuole essere.
Figlie del grandissimo conga-man Miguel “Anga” Diaz di Buena Vista Social Club, respirano il suo odore ma poi lo coprono di occidentalismo mignottone. Peccato.
Giusto vendere il più possibile, ma manca lo spettacolo, l’arte di fare spettacolo che i cubani e i francesi hanno nelle loro arterie. Eppure hanno dietro fior fiore di produttori musicali, un bagaglio che parte da quando sono bambine, la cultura yoruba degli schiavi. Hanno testi non da trascurare, mix di musiche spesse.
Ora hanno 19 anni e Richard Russell, il Boss dei produttori se l’è accaparrate subito facendone un fenomeno mondiale.
Come? Litigando. Su tutto. Per ogni singola nota. Di ogni canzone. Ecco, per l’appunto, le canzoni.
Stop. Ferma tutto. Strappato via il sipario, cancellato tutto quello che ho detto. Le Ibeyi fanno canzoni piacione e furbette ma ci piacciono, mi piacciono. Hanno coraggio, grinta e empatia apatica. Hanno lo spirito divino che sorveglia le gemelle. Questo significa Ibeyi in yoruba.
Think Of You ha, alla base, come base, le percussioni del padre e una sorella ci parla sopra ricordando semplicemente le cose che “Anga” faceva o diceva: ridere, camminare con ritmo, abbracciare, ecc. 
River è una preghiera a Oshun, la semidivinità yoruba dei fiumi e della fertilità.

httpv://www.youtube.com/watch?v=lHRAPIwsS5I

Ibeyi – River

Scratch! Il sipario si strappa. Però quei terribili acutini … 19 anni … Ci sta, dai. Andiamo avanti. Bzzzz, chiamata per la rinascita! Religione nature tout court.
MIDI controller, hard disk per controllare la performance e piano. Musica rada, essenziale ma che risulta sempre piena: di voci, situazioni, cose.
Mama Says è il continuum di Think Of You, è la videocamera del racconto che s’è spostata sulle spalle ricurve della madre dopo la morte del marito, anche se sempre in soggettiva .Le Ibeyi per l’occasione pregano Eleggua. E qui si sprecano i paragoni, a mio giudizio inutili, con Nina Simone, Kate Bush, la solita Björk e via dicendo.
Questo è l’errore. Fidarci troppo dei critici che paragonano ad honorem, mentre sarebbe meglio fare gli accostamenti solo se dovuti. Perché le Ibeyi, nonostante tutto, sono furbette ma goduriose nel bel trafficare con la voce e gli strumenti, anche quando acutangole.
La preghiera è, comunque, il loro sentiero, come in Oyà, protettore dei cimiteri, tra l’altro.
Eppure non suonano mai tristi, anche in Yanira, elegia alla sorella maggiore morta e dove, au contrarie de la vie, inseriscono il meglio del sound cubano.
Morale della favola: sono un gruppo acutangolo, parlano di religione, di morte, di divinità (tutto il contrario di chi scrive..). Diamo loro il tempo di migliorare e magari cambiare argomenti.

6/10

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Ibeyi – Ghosts

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