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JULIAN CASABLANCAS+THE VOIDZ – TYRANNY (Cult Records – 2014)

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Dagli Strokes ai Voidz

Con gli Strokes in caduta libera nella considerazione generale e una carriera solista ancora tutta da inventare, le scelte per Julian Casablancas non sono troppo facili. Cinque anni fa il pop leggero di Phrazes for the Young, anche se la canzone migliore in quell’ambito gli è arrivata con la Instant Crush dei Daft Punk, e oggi una svolta completa con un nuovo progetto, Julian Casablancas+The Voidz, e l’esordio Tyranny, che esce per l’etichetta dello stesso Casablancas.

L’eclettismo di Julian Casablancas

La sensazione è che, per molti, questo sarà il tipico disco che si ama o si odia: canzoni lunghe, a volte apparentemente prive di una logica costruzione, incursioni metal e free jazz (Father Electricity: un po’ stile Mars Volta, ma con maggior leggerezza) non rendono l’ascolto particolarmente facile. Eppure Tyranny non manca di fascino. Human Sadness, con i suoi dieci minuti, ha momenti davvero belli. Crunch Punch potrebbe essere una canzone degli Strokes, non fosse sporcata da dissonanze e rumori. M.utually A.ssured D.estruction è prog-metal demenziale. Where No Eagles Fly ha un piglio punk e suoni di plastica molto ‘80s, al pari della programmatica Nintendo Blood.

 

Non per tutti i palati, insomma, e tuttavia sarebbe un peccato schivarlo soltanto alla luce di questo ecletticismo un po’ folle; una vena di malinconica melodia, perfetta per la voce di Casablancas, lo percorre da cima a fondo e vale davvero la pena cercarla.

7,5/10

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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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