Kristin Hersh – Wyatt At The Coyote Palace Recensione
Omnibus Records - 2016

Kristin Hersh – Wyatt At The Coyote Palace

Kristin Hersh – Wyatt At The Coyote Palace Recensione

Omnibus Records – 2016

Cantautrice versatile e dai molteplici talenti, Kristin Hersh si presenta da più di un decennio anche in versione solista, dopo una brillante carriera in seno a band storiche dell’alternative rock a stelle e strisce degli anni 90, come i Throwing Muses e più recentemente i 50FootWave.

Wyatt at the Coyote Palace è un disco catartico

Wyatt at the Coyote Palace, pubblicato lo scorso 25 novembre, è l’ottavo album da solista di Kristin e nasce dalle ceneri del divorzio della cantautrice americana dal marito, dopo una relazione lunga venticinque anni. E ben 24 sono le tracce che compongono questo lavoro, personale, complesso, ironico e malinconico allo stesso tempo. Un doppio CD che arriva accompagnato da un libro di racconti e storie brevi.  Ogni traccia, infatti, per potere godere al meglio della bellezza e singolarità di questo lavoro, dovrebbe essere ascoltata leggendo l’aneddoto ad essa corrispondente. Ma non potendolo fare ci si può tranquillamente accontentare di ascoltare la musica, senza esserne delusi. Ha una voce particolare ma estremamente accattivante e calda la Hersh. Traccia dopo traccia, numerose e volute sono le allusioni ai Nirvana in versione acustica.

Kristin Hersh offre sequenze di brani di sublime bellezza

All’interno di quest’album troviamo senza dubbio alcune tracce di una bellezza sublime. Fra tutte non posso non segnalare Between Piety And Desire. Che giunge quasi alla fine dell’album, ma che avvolge l’ascoltatore in una bolla sonora intricata e potente, fra voce e chitarra in crescendo.

E’ un lungo viaggio che si snoda fra i ricordi di una vita trascorsa insieme, abbozzi di scene di famiglia. Che in un certo senso ha una funzione catartica. Ecco quindi brani come In Stiches, Detox e Killing Two Birds che affrontano tematiche come la rabbia e il dolore. La scrittura di Kristin rimane volutamente astratta. Si sposa alla perfezione con le melodie e disegna come dei quadri risplendenti di colore. Proprio grazie all’ausilio della sua voce così singolare e, a tratti, un po’ chioccia.

Le varie tracce si susseguono con una logica interna. Bella quindi la sequenza Wonderland, Day Three e Diving Bell. Altrettanto potente quella composta da From A Plane, Sun Blown e Elysian Fields. Tuttavia le tracce migliori di questo lavoro sono proprio le ultime quattro. La già citata Between Piety And Desire, Christmas Underground, Shaky Blue Can e Shotgun. Che chiudono il lavoro fra splendidi riff di chitarra, distorsioni, musica in crescendo, fino a che l’ascoltatore rimane completamente rapito.

Un album da ascoltare e riascoltare più volte per poterlo apprezzare al meglio.

Kristin Hersh – Wyatt At The Coyote Palace
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