MarilynManson

MARILYN MANSON – THE PALE EMPEROR (Hell, etc./Cooking Vinyl – 2015)

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C’è stato un momento, alla fine degli anni 90, in cui Marilyn Manson era una figura rilevante nella cultura popolare, soprattutto in quella statunitense. I video e l’immagine tra glam, goth e horror à part entière l’avevano promosso a idolo di orde di teenagers in cerca di gusti forti da una parte, a terrore delle famiglie dall’altra, additato addirittura come istigatore dell’eccidio di Columbine (i due autori erano suoi fans, a quanto pare). Ma si sa, gli americani si spaventano con poco (L’esorcista, Eminem, Bin Laden…), e le canzoni passavano in secondo piano; il che è un peccato, dal momento che soprattutto quelle di Antichrist Superstar e di Mechanical Animal erano davvero niente male, e anche dopo Marilyn ha dato prove di buon talento compositivo e interpretativo. Ormai prossimo ai cinquant’anni non demorde: The Pale Emperor è meno eclatante, ma il piglio del passato non è sparito. La prima parte del disco è ottima; Killing Strangers,  Deep Six e in particolare Third Day of a Seven Day Binge mostrano un Manson in gran forma.

Verso la metà però diventa un po’ ripetitivo e smette di convincere nello stesso modo; ma è la prova che, al di là degli effettacci shock, Marilyn Manson resta un musicista interessante.

7,3/10

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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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