recensione mia aim 2016
Interscope - 2016

Recensione: M.I.A. – AIM

recensione mia aim 2016

Interscope – 2016

Il ritorno di M.I.A. (acronimo di Missing In Action), a tre anni da Matangi, è la piacevole, ma non del tutto riuscita, conferma di un’artista che si colloca a metà strada tra il  mainstream e una dimensione più ‘primordiale’. Maya Arulpragasam, inglese di origine tamil, ha un’allure da diva senza essere né Rihanna né Beyonce. E in verità senza far nulla per somigliare alle pluridecorate colleghe. Lo dimostrano anche le fiere prese di posizioni da cittadina del mondo, ancor più significative nella Gran Bretagna post-Brexit.

In AIM episodi come Borders (“Frontiere? Che sta succedendo?”), Foreign Friend, Visa  e Freedun sono dichiarazioni d’intenti vigorose e accorate che fanno passare in  secondo piano il tono un po’ enfatico. A volte viene da pensare agli Specials più politici e la cosa preoccupa: dopo 35 anni il razzismo è ancora vivo e vegeto? Sì.

AIM: un disco militante e cangiante

Come i precedenti, anche AIM si colloca in una sfera cangiante che abbraccia rap, reggae, funk, elecropop e Bollywood senza cristallizzarsi in qualcosa di certo. Questo è il suo pregio maggiore. Per contro alcuni passaggi appaiono sfuocati e si percepisce una certa ripetitività sia nella ritmica sia nelle soluzioni elettroniche. La produzione è povera; dove dovrebbe esplodere s’ammoscia. Manca, infine, il pezzo che fa il botto come era stato Bad Girls, il singolo tratto da Matangi, accompagnato anche da un favoloso video. Un caso interessante e controverso è  quello di Bird Song, elenco di specie ornitogiche con le voci di finti uccelletti in sottofondo.  Difficile dire se sia un’insolita delizia esotica o una scemenzina motivata solo dalla sua remixabilità. Nessun dubbio invece sulla conclusiva Survivor, ancora una volta chiara nei contenuti e sostenuta da una melodia ampia e pensosa.

M.I.A. si ritira?

Di recente M.I.A. ha dichiarato di volersi ritirare dal mondo della musica per potersi dedicare al figlio di sette anni. Vero o meno che sia, i fan vorranno certo aspettare.

M.I.A. - AIM | Recensione Album
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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