75 Dollar Bill - I Was Real
tak:til / Glitterbeat Records - 2019

Recensione: 75 Dollar Bill – I Was Real

75 Dollar Bill, ovvero Che Chen e Rick Brown, presentano I Was Real.

Si rimane stupefatti della forza ipnotica irresistibile della musica dei 75 Dollar Bill. Ti ammalia, ti incatena e ti trascina verso esperienze sensoriali e mentali inaspettate e sorprendenti.

75 Dollar Bill - I Was Real

tak:til / Glitterbeat Records – 2019

Ascoltando i bordoni  misticheggianti, i riff circolari della chitarra, il ritmo monotono delle percussioni non possiamo che abbandonarci al viaggio mentale che viene sollecitato dalla magia avvolgente della musica, con la forza misteriosa di ritualità ancestrali e il fascino di una continua ricerca e sperimentazione di paesaggi sonori inediti. I Was Real è il loro secondo lavoro uscito per la tak:til, etichetta lanciata dalla Glitterbeat Records di Chris Eckman e Peter Weber dedicata alle sonorità più sperimentali. Il duo, formato dal chitarrista Che Chen e dal percussionista  Rick Brown con le sue scatole di legno, all’inizio aveva pubblicato alcune cassette autoprodotte e si era formato intorno al leggendario negozio di Manhattan Other Music dove Chen lavorava.

La lunga gestazione di I Was Real

In I Was Real, disco al quale hanno lavorato per ben quattro anni, sono ripresentati in una nuova versione anche alcuni brani. Come la traccia di apertura Every Last Coffee or Tea, che erano precedentemente apparsi solo su cassetta. Rispetto ai lavori precedenti la novità più significativa è la partecipazione di altri musicisti alle registrazioni. Questo rende il suono, oltre che ovviamente più ricco e colorato, meno spigoloso che nel precedente. Particolarmente significativa, oltre alla presenza del basso che dà maggior corpo alla sezione ritmica, è l’utilizzo della viola, suonata da  Karen Waltuch, con uno stile che a qualcuno ha ricordato giustamente quello di John Cale nei Velvet. Da sottolineare anche il contributo apportato dai fiati.

I riferimenti culturali dei 75 Dollar Bill in I Was Real

Momento centrale del disco sono certamente i diciassette straordinari minuti della title track, nella quale trovano una perfetta fusione le molteplici influenze del duo. Dagli ipnotici riff della chitarra che rimandano al rock blues dei Tinariwen, al minimalismo nelle lente e quasi impercettibili variazioni che si susseguono, ai bordoni simili all’harmonium della musica qawwali evocati in particolare dalla viola, mentre le sorde percussioni di Brown accompagnano cadenzate il crescendo del brano. È un’esperienza sonora impossibile ovviamente da descrivere, ma di straordinaria intensità. Si viene come cullati da una musica caracollante che ci trasporta verso paesaggi misteriosi e psichedelici, ma al tempo stesso terreni, fisici.

I momenti migliori di I Was Real

Ma naturalmente non finisce qui. Ci sono altri cinquanta minuti di musica che non lascerà certo indifferenti. A partire dagli undici minuti di  Every Last Coffee or Tea, trascinante blues, acido e sporcato dalla sabbia del deserto.

 

Seguono il fuzz rock acidissimo di Tetuzi Akiyama,  traccia dedicata all’omonimo chitarrista giapponese che Chen considera suo maestro. La nevrotica WZN3-Verso con gli strumenti che si rincorrono incessanti a forma di spirale fino all’ingresso del sax e le atmosfere più rilassate e sognanti della suite in tre movimenti New New – The Worm – The Laundry. Ma è tutto il disco a essere una miniera di suggestioni, emozioni, idee, riferimenti musicali da cui emerge la creatività, la fantasia, la genialità dei due 75 Dollar Bill. Come dimostra l’autentica esplosione di suoni di There’s No Such Thing As a King Bee, i due sembrano quasi fare a gara quanto a virtuosismo nei loro rispettivi strumenti per il godimento di chi ascolta.

75 Dollar Bill - I Was Real
8 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print
Ignazio Gulotta

Written by

Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

You may also like...

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.