Africa Express - Egoli
Africa Express - 2019

Recensione: Africa Express – Egoli

La Africa Express di Damon Albarn sbarca a Egoli.

Africa Express - Egoli

Africa Express – 2019

Egoli è un doppio LP contenente ben diciotto tracce registrato in Sudafrica a Johannesburg dalla carovana Africa Express fondata da Damon Albarn ormai tredici anni fa. Oltre a essersi reso protagonista di travolgenti live caratterizzati sia dalla lunga durata che dalle collaborazioni fra artisti occidentali e africani, il collettivo ha anche realizzato già diversi dischi. Fra questi una rilettura di In C di Terry Riley operata da musicisti africani e una raccolta di musicisti rifugiati siriani. È noto come Albarn abbia intrapreso questa iniziativa in opposizione agli eventi di beneficenza organizzati da Bob Geldof, accusandolo di perpetuare una politica colonialista, privilegiando le star occidentali e relegando gli artisti africani in ruoli secondari e marginali. Africa Express al contrario vuol rendere la musica africana protagonista principale del progetto e promuovere inedite contaminazioni musicali e culturali.

La scena di Johannesburg

Per questo ultimo lavoro Albarn e il suo Africa Express si sono trasferiti a Johannesburg dove hanno registrato  a gennaio del 2018 nel corso di una settimana questo doppio LP il cui titolo Egoli, traduzione ‘città d’oro’, è il nome in lingua xhosa della città sudafricana. Il disco non si caratterizza per la sua unitarietà. Si tratta infatti di una compilation di ben 18 brani di artisti di generazioni e stili molto diversi fra loro, ma rappresentativi soprattutto della ricca e movimentata scena musicale sudafricana. Inevitabilmente non tutto è allo stesso livello qualitativo. Forse qualche brano in meno avrebbe giovato alla fruibilità complessiva. Ciò non toglie che il disco contenga ottime tracce e uno standard qualitativo mediamente alto.

Le canzoni di Africa Express – Egoli

Fra le cose da segnalare Welcome, traccia d’apertura affidata allo storico esponente del folk zulu Phuzekhamisi. Johannesburg nella quale Gruff Rhys, Super Furry Animals, dialoga in un brano dal ritmo trascinante con l’hip hop di Morena Laraba. Altrettanto ossessiva ma meno convincente Become The Tiger in cui compare lo stesso Albarn. E se dobbiamo parlare di delusione c’è Bettersweet, alla quale la partecipazione dei vulcanici e funambolici BCUC, una delle migliori realtà musicali del continente, non riesce a dare l’energia necessaria. Ricca di suggestione e di atmosfera notturna è invece Africa to the World, dove spicca l’intreccio delle voci. In particolare quelle dello storico collettivo delle Moholella Quens, presente in ben altre quattro tracce.

 

Ancora Rhys, presente in altri due pezzi, ci offre un malinconico canto folk in compagnia di Zolani Mahola in Absolutely Everything Is Pointing Towards the Light. Nella seconda parte del disco protagonista in particolare è Moonchild Sanely. Primadonna della scena attuale sudafricana con uno stile che mescola elettronica, house, funk e che lei ha definito Future Ghetto Punk. Col funk acido di I Can’t Move, la sensuale Morals o l’ancor più esplicita e irresistibile Sizi Freaks certamente la scoperta più interessante del lotto.

Africa Express - Egoli
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Ignazio Gulotta

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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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