Alasdair Roberts - The Fiery Margin | Tomtomrock
Drag City - 2019

Recensione: Alasdair Roberts – The Fiery Margin

The Fiery Margin: il disco ‘rigoroso’ di Alasdair Roberts

Alasdair Roberts - The Fiery Margin | Tomtomrock

Drag City – 2019

Lo scozzese Alasdair Roberts risulta sempre difficile da seguire, anche a causa della rapida evoluzione della
sua discografia. Nel giro di soli due anni, ha fatto uscire ben quattro dischi: nel 2017 vede la luce Pangs, a tutt’ora il suo disco solista più leggero e movimentato. Nel 2018 altre due uscite: il folk sperimentale di What News, con David McGuinness e Amble Skuse, e il meno pubblicizzato Au Cube, insieme al trio francese Tartine de Clous e al violinista Neil McDermott.

Alasdair Roberts e il folk scozzese vecchio e nuovo

D’altronde la sua verve artistica era già ben chiara dai tempi degli Appendix Out, il primo suo gruppo, cinque uscite in poco più di quattro anni (con tanto di album natalizio solo per fans). Per chi non conosce Roberts, si può dire che egli prosegua, nel solco del folk revival scozzese, il lavoro di molti artisti del passato, con la pregevole variante che quasi sempre i brani sono firmati dallo stesso cantautore. Essendo figlio d’arte, usa con profitto gli stili
del genere, ma non disdegna deviazioni e innovazioni.

The Fiery Margin dalla Scozia al mondo

The Fiery Margin è un disco piuttosto rigoroso e pensato; meno elettrico e saltellante di Pangs, senza le bizzarrie elettroniche di What News. Nei testi, soprattutto, sembra di captare segnali nuovi, quasi un impegno politico. In
Europe, per esempio, si legge: “L’Europa era ampia, Signore, e infinita / Ma aveva bisogno di guida / Una guida che unisse le tribù sofferenti/ Che ne spezzasse i vizi…” Non si sa se le parole siano per l’Europa odierna o per quella del passato, ma è più probabile per quest’ultima, vista la dedica del brano all’austriaco Fred Knoller, sopravvissuto all’Olocausto e ad Auschwitz. Sembra ragionare sui corsi e ricorsi storici anche The Evernew Tongue, omaggio al circolo che non si spezza dei folksingers: “Tutte le canzoni che non si cantano più/ Suoneranno ancora nella lingua
che si rinnova continuamente”. Ovvero ciò che Roberts fa, in tanti modi diversi, da molti anni.

Alasdair Roberts - The Fiery Margin
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Fausto Meirana

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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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