Alison Moyet - Other | recensione
Cooking Vinyl - 2017

Recensione: Alison Moyet – Other

Alison Moyet: il pop è ormai lontano.

Alison Moyet - Other | recensione

Cooking Vinyl – 2017

E’ il 1981 quando Alison Moyet inizia la sua carriera come interprete. Insieme all’ex Depeche Mode, Vince Clark,  fonda un duo storico: gli Yazoo. Due anni di grandi successi – Only You, Situation, per citarne alcuni – poi il capitolo si chiude. Alison, detta Alf, dà il via a una brillante carriera come solista non solo nell’ambito musicale. Nel corso del tempo si cimenta anche nella prosa ottenendo un buon successo. Oggi torna con un album, il nono in studio, decisamente particolare.

Breve storia di Alison Moyet, artista eclettica

Con i suoi due primi lavori, Alf e Raindancing (1984 e 1987), Alison Moyet sembra trovare una personale cifra stilistica. I dischi scalano le classifiche e sfornano brani ancora oggi memorabili. Love Resurrection, All Cried Out e Is This Love rimangono un indelebile marchio di fabbrica nel pop internazionale. L’artista inglese vince due dischi di platino. A seguire un altro paio di album un po’ meno accattivanti e, dopo  una rottura con la Sony,  Alison Moyet si ferma per otto anni: dal 1994 al 2002.

E’ questo il periodo che la vede protagonista in diverse pièce teatrali dove dà ulteriore prova di professionalità. La sua parte nel musical Chicago è  apprezzatissima da pubblico e critica  così come il ruolo da coprotagonista nella commedia Smaller. Nel 2002 pubblica Hometime, a cui seguiranno Voice e The Turn. In questo ritorno alla musica qualcosa cambia. L’ambito più scanzonato e orecchiabile lascia spazio a un pop  raffinato e comunque decisamente adatto alla voce potente e importante che ha da sempre caratterizzato Alf.

Other: un disco importante

Other è l’adeguato seguito al disco del 2013: The Minutes.  Il produttore è Guy Sigsworth, famoso per le sue collaborazioni con Björk, Madonna, David Sylvian e altri nomi di rilevanza planetaria. Con Sigsworth  Alison Moyet si allontana ulteriormente dal mainstream pop per arrivare a un qualcosa di nuovo. Other è un disco non di facile ascolto e per niente radiofonico. Potente, orchestrale, notturno e austero richiede più ascolti prima di entrare in sintonia con quanto propone.

Si parte  alla grande. I Germinate è uno dei momenti migliori dell’intero lavoro. Un gran pezzo dove voce e orchestra duettano in modo eccellente su una linea melodica raffinata e incisiva. Si prosegue sulla stessa linea fino ad arrivare a un piacevole omaggio al passato. Il brano in questione è Beautiful Gun e il fantasma dei Depeche Mode aleggia piacevolmente su ogni singola nota. Un altro momento nostalgico lo troviamo verso la fine. Happy Giddy riesuma i ritmi inventati dagli Yazoo, e il risultato è notevole. Other quindi vuole essere un bilancio quasi onnicomprensivo di una carriera di tutto rispetto con uno sguardo al presente. Dove vuole arrivare l’artista britannica non si sa. Certo è che riuscire a riempire un disco con così tanta roba senza sbavature è cosa rara. Da ascoltare con attenzione.

Alison Moyet - Other
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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