Anthology of Contemporary Music from Africa Continent
Unexplained Sounds Group - 2019

Recensione: Anthology of Contemporary Music from Africa Continent

La Unexplained Sounds Group presenta l’Anthology of Contemporary Music from Africa Continent.

Anthology of Contemporary Music from Africa Continent

Unexplained Sounds Group – 2019

Instancabile fucina di eccellenti prodotti provenienti dall’underground elettronico delle più svariate aree periferiche, la Unexplained Sounds Group di Raffaele Pezzella ci propone, dopo lavori eccellenti e imperdibili come quelli dedicati all’Iran, ai Balcani e al Libano, questo avvincente viaggio nella musica elettronica africana. Chi ha una qualche frequentazione della musica prodotta nel continente, sa che numerosi sono gli artisti che attraverso l’uso e l’inserimento dell’elettronica stanno sperimentando interessantissime nuove strade che li pongono all’avanguardia nel panorama musicale mondiale. Basti pensare al maghrebino Ammar 808, all’egiziana Nadah El Shazly, ai congolesi Konono n°1 e Mbongwana Star, al nigerino Hama, in un continuo e proficuo dialogo tra passato e futuro.

L’Africa al di là degli stereotipi

È un’Africa insolita quella che ci presenta questa compilation. Niente ritmi afrobeat, niente desert blues o hip hop. Il continente è molto più ricco e vivace di quanto l’informazione pigra e conformista, e forse non del tutto aliena dalla mentalità coloniale, lo dipinge. Invece queste quattordici tracce assemblate con passione e competenza da Pezzella ci mostrano una scena perfettamente in grado di confrontarsi con quanto di meglio si sperimenta oggi in ambito elettronico, ambient, elettroacustico. Analogamente a quanto accaduto con la compilation Vision of Darkness, dedicata all’Iran, questa musica ci dice molto sulla società africana e può contribuire a sfatare tanti luoghi comuni e pregiudizi. E non è certo un caso, e non dovrebbe stupire, che molti degli artisti qui coinvolti siano donne. Dimostrazione di come gli stereotipi che dominano l’immaginario occidentale, marcati profondamente dalla mentalità colonialista, siano inadatti alla comprensione delle culture a noi ‘estranee’.

Cosa contiene l’Anthology of Contemporary Music from Africa Continent

Scendiamo più nel dettaglio della proposta musicale e nella grande varietà degli approcci degli artisti presenti. L’egiziana FRKTL ci rimanda ai corrieri cosmici teutonici, la connazionale Nur ondeggia invece fra musica concreta e field recordings. Il marocchino Abdellah M. Hassak attraverso i suoi pattern elettronici e gli interventi sulla voce dà nuova forma al salmodiare ipnotico della trance gnawa. Altrettanto splendida la traccia di un altro egiziano, Ahmed Saleh: qui il suono ancestrale del flauto dialoga intenso con un’elettronica oscura e misteriosa.

 

L’angolano Victor Gama crea attraverso le più varie percussioni un’atmosfera di raccolto e quieto misticismo, mentre l’algerino Eryck Abecassis, forse il nome più noto del lotto, crea inquieti paesaggi noise. Molto interessante la sudafricana Healer Oran con un brano sfuggente e strano soprattutto per l’originale utilizzo della voce tra sperimentazione ed echi tribali, mentre la connazionale Isadora Dustmite crea pattern di liquido rumorismo astratto. Il marocchino Mehdi Halib si adagia su morbide visioni lisergiche e il sudafricano In_o realizza tappeti sonori disturbati sulla voce di Krishnamurti. Ancora la voce è protagonista, fra registrazioni radio, field recordings della coinvolgente composizione della camerunense AMET che chiude in bellezza una raccolta che, oltre che qualitativamente pregevole, apre uno sguardo in parte inedito sulla musica africana contemporanea.

Anthology of Contemporary Music from Africa Continent
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Ignazio Gulotta

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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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