Recensione Big K.R.I.T. 4eva Is a Mighty Long Time
Multi Alumni / BMG - 2017

Recensione: Big K.R.I.T. – 4eva Is A Mighty Long Time

4eva Is a Mighty Long Time, Big K.R.I.T. e il ritorno del Southern hip-hop.

Recensione Big K.R.I.T. 4eva Is a Mighty Long Time

Multi Alumni / BMG – 2017

Big K.R.I.T. ci riprova con 4eva Is a Mighty Long Time, a distanza di tre anni dall’ottimo Cadillactica. Nel frattempo, ha lasciato amaramente la Def Jam, scontento della gestione della sua carriera. 4eva Is a Mighty Long Time gli offre quindi l’indipendenza con tutti i pro e i contro. Si può permettere un disco doppio, ma di non facile reperibilità, a parte lo streaming ovviamente. E ne approfitta per farne un manifesto di tutto ciò che ha da dire.

La carriera di Big K.R.I.T.

Non è stato fortunato, Big K.R.I.T. In giro dal 1999, ha in fondo prodotto poco. Venuto fuori con il movimento Southern hip-hop guidato baldanzosamente dagli Outkast, resta attaccato a quelle sonorità. Il che, in termini artistici, dà ottimi risultati soprattutto in questo 4eva Is a Mighty Long Time. Nel frattempo, però, a parte fenomeni unici come Kendrick Lamar, diventa di moda la trap, in cui il flow del rapper conta assai poco, mentre quello di Big è perfetto. Basta sentire Gucci Mane e Migos. E dove gli arrangiamenti e i sample a colpi di soul, funky ecc. contano pure meno. E quindi il Southern hip-hop è fuori gioco.

Le due facce di 4eva Is a Mighty Long Time

Ma Big K.R.I.T. non cambia e 4eva Is a Mighty Long Time ne è la prova. Un primo disco con lo pseudonimo Big K.R.I.T. riprende molti degli stereotipi della tradizione sudista. 1999, Ride Wit Me, Get Up And Get Down (con un ottimo Cee Lo) sono bangers perfetti nella musica e nei temi.

Poi c’è il secondo disco, Justin Scott, con il suo vero nome. E qui troviamo dosi di funk (Keep The Devil Off) e soul, più un approccio intimista ai testi. I brani migliori sono Miss Georgia Fornia e Drinking Session. Quest’ultimo, in particolare, unisce il racconto delle vicende personali di Big K.R.I.T. con quelle dell’America odierna, su una strumentazione di piano e fiati di grande qualità. Il legame con la tradizione soul, in modo particolare con (Sittin’ On) The Dock Of The Bay è palese.

 

L’attaccamento di Big K.R.I.T. a una tradizione dell’hip-hop e della black music in generale non gli regalerà il successo commerciale che (a ragione) vorrebbe e meriterebbe, ma certamente con 4eva Is a Mighty Long Time gli dà un grande risultato artistico.

Big K.R.I.T. - 4eva Is a Mighty Long Time
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

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