Black Rebel Motorcycle Club - Wrong Creatures
Vagrant Records /2018

Recensione: Black Rebel Motorcycle Club – Wrong Creatures

Il nuovo album dei Black Rebel Motorcycle Club, Wrong Creatures, fra rock e psichedelia.

Black Rebel Motorcycle Club - Wrong Creatures

Vagrant Records – 2018

Gruppo per due terzi californiano e per un terzo danese, i Black Rebel Motorcycle Club, si sono imposti con decisione sulla scena garage del nuovo millennio, con sonorità capaci di coniugare shoegaze e psichedelia a riff più classicamente rock.

L’eponimo debutto, conosciuto più semplicemente con l’acronimo BRMC, rispondeva proprio a questo criterio e fino all’uscita del nuovissimo Wrong Creatures, prodotto da Nick Launey (già con  Arcade Fire e Nick Cave), era considerato la loro prova migliore. Nel mezzo si sono succeduti album dal valore altalenante e accolti da pubblico e critica non sempre con entusiasmo.

Wrong Creatures segue, a distanza di cinque anni, l’uscita di Specter Feast. Album riuscito solo in parte, forse anche per l’atmosfera tragica che ne ha accompagnato la genesi.  Ovvero la morte di Michael Been, padre del lead singer Robert e la malattia della batterista Leah Shapiro, costretta l’anno successivo ad una difficile operazione al cervello.

L’esito è stato un album pubblicato di corsa, con alcuni buoni spunti ma anche tanti punti deboli, non ultima una certa ripetitività e una scarsa ricerca di novità e sperimentazioni, come se la band si fosse un po’ adagiata sugli allori.

Wrong Creatures, un ritorno pensato e un album più maturo per i BRMC

Con Wrong Creatures, i BRMC paiono invece ancorarsi saldamente a quelli che sono stati i punti di forza negli anni del loro debutto.

Dopo averlo ascoltato nella sua integralità, ci pare necessario dire che la traccia utilizzata come apripista per l’album, ovvero Little Thing Gone Wild, appare, nell’economia dell’intero lavoro, anche quella meno interessante.

 

Fortunatamente, invece, le cose stanno in modo molto diverso.

Le dodici canzoni che compongono l’album, per una durata di circa un’ora, sono quasi tutte attraversate da un’atmosfera dark, accentuata dalla voce profonda Robert Been. Siamo per certi versi più vicini a Lou Reed e a Jim Morrison che ai Jesus and Mary Chains, come ben testimonia Haunt, con le sue nuances anni 70, a cui segue nello stesso solco Echo, costellata di riff e riverberi che non dispiaceranno certo ai fan della prima ora della band (che peraltro hanno salutato con entusiasmo il nuovo lavoro, almeno a giudicare dai gruppi alla band dedicati presenti in rete), orfani di sonorità più anni 80 e 90.

Fra le tracce più interessanti Circus Bazzoko, in cui una melodia non banale si accompagna a un testo bizzarro e ironico: “My head is sick and my love is tipsy/Is it me; no fiction/I just need your empty mind/My mind electric, my soul reflected/I can hear the ticket/Am I real, or are you the fool?”, recita la seconda strofa.

I brani validi, come dicevamo, non mancano. Fra tutti ricordiamo Carried From The Start, quasi in chiusura, con le  belle tastiere che lo attraversano. Scandita dalla batteria a cui si aggiungono chitarra e basso Calling them Away è un altro episodio fra i più riusciti.  Album di tutto rispetto, che prelude ad un tour decisamente atteso.

Black Rebel Mptorcycle Club - Wrong Creatures
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