Ninja Tune 2017

Recensione: Bonobo – Migration

Bonobo – Migration.

Ninja Tune – 2017

Sesto album in studio per Simon Green, meglio conosciuto come Bonobo. Migration esce a quattro anni di distanza dall’apprezzato  The North Borders confermando il dj britannico come uno dei migliori artisti del suo genere.  Bonobo sceglie di perfezionare quello che sa fare meglio anziché rinnovarsi, e ci riesce. Ma niente più di questo.

Il downtempo e i suoi adepti

Bonobo fa parte di coloro che hanno dato vita, a fine anni ’90, al genere conosciuto come downtempo o downbeat. Una sorta di chillout o musica d’ambiente creato ad hoc per determinati momenti: la fine di una serata disco o il sottofondo per un cocktail-party. Gli esponenti più celebri del filone sono a tutt’oggi Gotan Project, Royksopp, Air e lo stesso Bonobo. Le caratteristiche del Downbeat sono, più o meno, rimaste inalterate nel tempo: un pacato mix di trip hop, elettronica e uno sguardo agli anni ’70  tali da creare l’atmosfera giusta per un contesto preciso. In alcuni casi abbiamo, comunque, ascoltato dischi che, anche se non destinati a fare la storia, hanno trovato una collocazione precisa e di tutto rispetto. Ad esempio The K&D Sessions di Kruder & Dorfmeister.

Migration un disco dal sapore cosmopolita

Pur non proponendo alcunché di nuovo, Migration mostra orizzonti più ampi rispetto al passato. Complice il trasferimento a Los Angeles, Bonobo raggiunge qui una maestria stilistica quasi totale. Nuove sonorità dal sapore afro e orientale impreziosiscono un andamento collaudato. Come dicevamo non si tratta di innovazioni,  ma di semplici (anche la semplicità in fondo è una caratteristica del downtempo) tentativi ben riusciti di trovare qualche tocco insolito. Il tutto compatibile col marchio di fabbrica. Dodici tracce perfettamente arrangiate in cui ci si lascia cullare da melodie già sentite. E questo è il problema. Musica molto piacevole, certo, ma dove cambiamento è parola sconosciuta. La title track è un tintinnante riassunto del Bonobo-pensiero. A seguire i momenti migliori sono senz’altro Brak Apart, ft. i colleghi Rhye  e  Kerala e No Reason che provano a farci abbandonare il cocktail per accennare due passi di danza.

Ma quanti di noi  ricorderanno tra due anni (o anche tra due mesi) i cocktail bevuti stasera?

Recensione - Bonobo - Migration
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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