Broken Social Scene – Hug Of Thunder Recensione
Arts & Crafts - 2017

Recensione: Broken Social Scene – Hug Of Thunder

Il ritorno del supergruppo canadese Broken Social Scene.

Broken Social Scene – Hug Of Thunder Recensione

Arts & Crafts – 2017

Nuovo album per il supercollettivo canadese Broken Social Scene. Il loro quinto lavoro in studio arriva dopo sette anni di attesa dalla pubblicazione di Forgiveness Rock Records, che aveva contribuito a renderne più solida la fama, dopo il più che brillante debutto del 2001 con Feel Good Lost. La formazione è difficilmente incasellabile in un solo genere musicale. Nato da un’idea di Kevin Drew e Brendan Canning ai quali si aggiungono fino a più di venti elementi, fra cui Feist, nota anche per i suoi lavori solisti, Emily Haines e Ariel Engle. Potremmo definirli un mélange di post-punk, art-rock e shoegaze. Il tutto sapientemente mescolato fino a renderlo un unicum coerente e di grande interesse.

Hug Of Thunder in linea con la produzione precedente

Il nuovo lavoro si inserisce perfettamente nel solco della produzione precedente. Lo fa sin dal debutto con il breve interludio Sol Luna, strumentale dall’atmosfera sognante fra distorsioni di chitarre e sintetizzatori. Introduce il primo pezzo cantato:  Halfway Home, energetico e veloce, con chitarra e batteria martellanti e un ritornello più che accattivante che vede l’alternarsi di voce maschile (Kevin Drew) e femminile (Ariel Engle) e la presenza di Feist nel coro.

Vanity Pail Kids è senza dubbio uno dei brani più interessanti dell’album. Musica e testo incalzanti, arrangiamenti dalle venature jazzate che si innestano su un muro di batterie e chitarre distorte. “You wanna be the size of your love/You wanna be the size of your god/You wanna be the size of this trust/You must make sure that you steal it” cantano Feist, Arien Engle, David Hamelin e Emily Hanes nel ritornello quasi ossessivo.

Feist protagonista di Hug Of Thunder

La title track, Hug of Thunder,è cantata da Feist, che ne è anche una delle autrici e vi suona tastiere e organo. Brano fra minimalismo e atmosfere sognanti e rarefatte si inserisce perfettamente nell’economia generale dell’album e più in generale nello spirito collettivo della band che vede in queste combinazioni spesso inaspettate il proprio punto di forza.

Victim Lover propone un testo poetico e folgorante.  “It’s not me, it’s not you, not them, not this time/ Oh, the winter minds, love to dream to arrive alive/Oh, the winter minds, dream of the sea to arrive alive”. Le atmosfere sono anche qui sognanti, a tratti  quasi jazzate e venate di  malinconia. Le tracce che chiudono l’album, Gonna Get Better e Mounth Guard of the Apocalypse, paiono perfette per completare questa bella collezione di canzoni che suggella il ritorno dei Broken Sociale Scene. La prima vede di nuovo l’alternarsi delle voci di Arien Engle e Kevin Drew e una miriade di strumenti a costruire una trama sonora tanto caotica quanto riuscita. Bellissimo l’accenno di pianoforte quasi in chiusura su un tessuto di sintetizzatori.

La seconda ci racconta di ossessioni e paure inesplicabili. Dopo una lunga introduzione strumentale ecco innestarsi la voce di Drew per un crescendo sempre più veloce. Segnalo infine Old Dead Young, bonus track presente solo sulla versione in vinile dell’album.

Broken Social Scene – Hug Of Thunder
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